Salerano
si eleva su una costa del fiume Lambro ed il panorama che offre con il
suo snello campanile svettante tra le chiome degli alberi è uno
dei più pittoreschi ed ameni della campagna lodigiana, “dal chiaro
e cheto Lambro accarezzata”, come la vantava nella sua “Laudiade” il poeta
cinquecentesco Gian Giacomo Gabiano. Purtroppo oggi le acque del fiume,
assai inquinate, sono molto diverse da quelle di un tempo, quando i barconi
carichi di sale, trasportato fin qui dall’Adriatico per via fluviale, risalivano
il suo corso: un commercio molto redditizio, che fruttava al borgo, detto
appunto “Salarianus”, il pagamento del dazio. Secondo lo storico Isidoro
Maiani, qui Teodorico avrebbe fatto costruire una rocca fortificata a difesa
delle saline, di cui esistettero le rovine fino al secolo scorso. Un’altra
ipotesi ricollega, invece, il toponimo al Sillaro, anticamente Xellera,
corso d’acqua che si versa nel Lambro a circa 200 metri a valle del ponte
di Salerano. |