Il
nucleo abitato si costituì alla confluenza fra il Lambro settentrionale,
detto anche “vivo”, ed il Lambro “morto”, ovvero un ramo meridionale proveniente
dalle estese paludi formate dall’Olona. I secoli ed i metodici interventi
dell’uomo ne hanno modificato il corso, ma i Lambri sono rimasti due.
Durante i secoli XV e XVI Sant’Angelo dipese,
quanto a statuti ed ordinamenti, da Pavia anziché da Milano. La
presenza più insigne documentata in quest’epoca è quella
di Leonardo da Vinci, che fu ospitato probabilmente più di una volta
nel castello e che qui elaborò alcuni suoi progetti per rendere
completamente navigabile l’Adda e per scavare un canale di collegamento
fra il lago di Lecco e il Lambro. Il castello, teatro di tante vicende,
oltre ad essere la gemma di Sant’Angelo, è una delle rocche meglio
conservate della Lombardia. Sulle rive del Lambro si trova la chiesa del
Lazzaretto, con un’originale facciata barocca affiancata da due loggiatini
laterali e da un campanile |