Computers Pensieri per caso...
- di Ettore Rossoni -
Tacito o Gabibbo?
Quando ci capita di guardare Striscia la Notizia, molto spesso il Gabibbo, o chi ne fa le veci, denuncia i cosiddetti italici sprechi, le opere iniziate e mai finite, le strade in condizioni disastrose e l’inefficienza, a voler essere buoni, dei politici e della magistratura.
In quelle occasioni quanti di noi sono stati portati a pensare: “in che stato si è ridotta l’Italia”, magari rammaricandosi perché prima non era così.
In molti casi questo rammarico è veramente giustificato, basti pensare a quanto hanno fatto le legioni di Cesare per migliorare le comunicazioni tra città e nazioni, costruendo strade destinate a rimanere nei secoli o istituendo un servizio postale con stazioni di Posta e Ostelli che riusciva a garantire la consegna dei messaggi in tempi che ancora oggi, con tutti i mezzi di trasporto meccanizzato di cui disponiamo, risultano imbattuti.
Per quanto riguarda il malcostume politico invece c’è da pensare che non sia cambiato nulla da 2000 anni a questa parte. Il Gabibbo di Allora, il famosissimo Publio Cornelio Tacito (55 - 117), oratore, avvocato e senatore romano, che viene considerato uno dei più attendibili ed importanti storici della romanità, nei suoi Annales, nel libro terzo riporta tra l’altro questa frase: “Idem Corbulo plurima per Italiam itinera fraude mancipum et incuria magistratuum interrupta et impervia clamitando, executionem eius negotii libens suscepit; …”.
Traduciamola per quanti o pigri o immemori preferiscono evitare di tradursela da soli.
"Similmente Corbulone, denunciando vibratamente il fatto che molte strade, in Italia, erano interrotte e spesso impraticabili per le condizioni in cui erano ridotte, a causa delle frodi degli appaltatori e dell'incuria dei magistrati preposti ai controlli, decise ben volentieri di assumere il controllo di quella gestione …”.
Le condizioni della gestione di proprietà dello Stato descritte da Tacito potrebbero essere tranquillamente denunciate  ai giorni nostri dal Gabibbo, circa 2000 anni dopo.
Ma allora cosa dobbiamo aspettarci da questa Italia, il cui periodo migliore è stato sicuramente quello medioevale, quando le unità comunali o le piccole Signorie dovendo controllare un piccolo territorio, il proprio, impedivano che simili soprusi o inadempienze potessero avvenire, anche grazie alla rigidità delle pene certe che sarebbero state certamente applicate.
Penso che realtà invidiabili come quella di San Marino potrebbero essere l’unica soluzione possibile per un ritorno all’efficienza ed alla Giustizia, Giustizia con la G maiuscola di cui ormai si è perso persino il ricordo.
Certo è che le conseguenze di una simile scelta potrebbero inizialmente sembrare penalizzanti, ma proviamo anche solo a immaginare cosa potrebbe voler dire, come potrebbe essere la vita in un piccolo paese dove chi sbaglia paga ed è certo di pagare, chi vive correttamente ha l’unico problema di rispettare le regole, regole uguali quasi per tutti, proprio come nel medioevo.  Ci sarebbero sicuramente delle ingiustizie, ma da parte di chi comanda, come è sempre avvenuto e come continua a succedere anche oggi, la stragrande maggioranza della gente sarebbe tutelata dal fatto che, chi comanda veramente, non accetta concorrenza ed interverrebbe duramente su quella delinquenza o inefficienza che in primis nuocerebbe anche a lui stesso.
Pensiamoci bene, potrebbe anche essere possibile!

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