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| Melegnano e le origini della viabilità del territorio |
| I Romani iniziarono la penetrazione nella Pianura Padana alla meta' del III secolo a.c.; Caio Flaminio, divenuto console nel 223 a.c.fu fra i primi che intrapresero la guerra contro i Galli dell'Italia settentrionale, gli Insubri, riuscendo a conquistare la loro capitale Mediolanum. Il territorio della valle Padana non fu pero' subito unito all'Italia , ma dichiarato provincia col nome di Gallia Cisalpina secondo la narrazione dello storico Polibio. Nell'Italia settentrionale al di la' delle spartizioni spesso arbitrarie e di comodo succedute in eta' diverse, un fenomeno di primaria importanza e' dato dalla durata e dalla continuita' delle scelte operate dai romani negli impianti urbani, nelle sistemazioni agrarie e delle definizioni viarie. Si noti la differenza fra le citta' con deduzioni coloniali vere e proprie e le citta' a semplice intervento esterno romano. La fondazione di colonie comportava in genere una piu' rigorosa connessione del centro urbano e del distretto rurale e una trasformazione piu' profonda e sistematica dell'ambiente naturale in una nuova organizzazione del territorio.Le ragioni delle scelte della sistemazione dei siti , a noi, appaiono evidenti: cosi' per Placentia, Cremona, Comum, Brixia, Verona, Vicetia, Patavium. Una posizione forte su un fiume navigabile o entro le anse semplici oppure composite di uno o piu' corsi d'acqua, la compresenza di un colle e di un fiume , il contatto e il controllo del lago rappresentano da sempre elementi di base per la collocazione di una citta'. Molteplici furono quindi le opere pubbliche, di viabilita', che impegnarono i romani fra queste un primo lastricamento della via tra Rimini e Piacenza chiamata Emilia in onore al Console Romano Emilio Lepido. L'originaria via terrestre che giungeva sino a Placentia fu successivamente estesa sino a Mediolanum attraverso gli aquitrini della bassa milanese. Il vecchio tracciato romano che congiungeva Mediolanum a Placentia e' ancor oggi ricostruibile componendo testimonianze di diversa natura . Fondamentali informazioni vengono costituite dalle fonti itinerarie, poiche' descrivono i percorsi e le successioni delle stationes indicandone le distanze in miglia. L'itinerario di Antonino ne e' l'esempio con un'elenco di grandi strade imperiali, risalente alla fine del terzo secolo: l'itinerario Burdigalense o Gerosolimitano prende i nomi dal viaggio Bordeaux-Gerusalemme, in cui vengono fornite le successioni delle tappe dell'andata e del ritorno solo fino a Milano; la Tavola Peutingeriana, carta pittorica della viabilita', e' copia del XIII sec. riconducibile ad un'originale di eta' Imperiale. E' peraltro necessario non trascurare alcuni aspetti limitativi della fonte da cui si evincono delle differenziazioni delle cifre delle distanze , quindi il valore degli Itinerari sta nel fornire la certezza che Mediolanum o Laus Pompeia fossero collegate con la tale o tal'altra citta'. Le continuazioni delle successioni miliarie si evincono da toponimi come Sesto, Nono, Settimo, Decimo : questo suggerisce , almeno essenzialmente , il modo con cui Mediolanum era collegata con i paesi limintrofi. Anche le pietre miliari , anche se facilmente trasferibili e spesso trovate in luoghi diversi da quelli in cui sorgevano originariamente, fanno parte di quel patrimonio di fonti epigrafico-archeologiche. Le iscrizioni che si rilevano su di esse erano dedicate a divinita' come Mercurio e Ercole, connesse con il commercio , o con riferimenti a mercati, a merci e provenienze; la disposizione delle necropoli in relazione con le strade ovviamente contribuiscono a indicare piu' precisamente il tracciato delle vie antiche. E' dato non infrequente recuperare tratti superstiti del percorso, distinguibili o per la sopravvivenza nelle campagne di lunghi rettifili senza evidenti fini di connessione di localita' o per chiara impostazione di strade dalle porte del centro romano o per la coincidenza di alcuni limites delle divisioni agrarie con vie del territorio |
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