{"id":13337,"date":"2001-01-24T00:00:00","date_gmt":"2001-01-24T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.melegnano.net\/?p=13337"},"modified":"2001-01-24T00:00:00","modified_gmt":"2001-01-24T00:00:00","slug":"spatari-spatari101","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.melegnano.net\/spatari\/spatari101.htm","title":{"rendered":"Il mosaico nel mondo antico"},"content":{"rendered":"<div class=\"tabella-scorrevole\"><table>\n<tr>\n<td><strong>Studio Artistico<br \/>\nFRAMMENTI<\/strong><br \/>\n<br \/><strong>di Paola Spatari\u00a0<\/strong><\/td>\n<td><strong>Il<br \/>\nMosaico<\/strong><\/td>\n<td>Via Cavour, 18 (cortile interno a sinistra)<br \/>\n<br \/>20077 Melegnano (MI)<br \/>\n<br \/><strong>Tel: 0339\/6858142<\/strong>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><strong>IL MONDO ANTICO<\/strong><\/td>\n<td><a href=\"spatari102.htm\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Avanti: Il mosaico nel mondo cristiano\" height=\"31\" src=\"https:\/\/www.melegnano.net\/wp-content\/uploads\/legacy\/spatari\/avant.gif\" width=\"60\" style=\"aspect-ratio:60\/31\"><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<\/table><\/div>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Mosaico a parete con due delfini che saltano sulle onde, entro una cornice decorata.\" height=\"480\" src=\"https:\/\/www.melegnano.net\/wp-content\/uploads\/legacy\/spatari\/delfini2.jpg\" width=\"360\" style=\"aspect-ratio:360\/480\">Alcuni dei mosaici pi\u00f9 antichi sono stati rinvenuti nell\u2019antica mesopotamia (l\u2019attuale Iraq) e risalgono al 3000 circa a.c.. Questi mosaici erano realizzati con argilla inserita in superfici murarie secondo uno schema decorativo, e colorata successivamente. Gli archeologi datano intorno all\u2019VIII sec.a.c.<br \/>\nun pavimento rinvenuto a Gordion in Asia Minore e realizzato, come altri mosaici rinvenuti nella stessa zona, non con tessere ma con ciottoli. E\u2019<br \/>\nuna tecnica molto antica che sopravvive ancora oggi nei mosaici di ciottoli delle isole greche o di certi giardini liguri. Tuttavia \u00e8 in ambiente greco, a partire dal V sec. a.c. che si comincia a vedere una trasformazione e a\u00a0 raggiungere livelli qualitativi pi\u00f9 alti. Il cambiamento \u00e8 documentato dai pavimenti rinvenuti a Pella, in Macedonia, la citt\u00e0 dove nacque Alessandro Magno, in questi mosaici della fine del IV sec. a.c. e inizio del III sec. a.c. i ciottoli sono assortiti in modo da ottenere contrasti di colore e leggere gradazioni di ombra e luce per dare volume alle figure i cui contorni sono ottenuti con sottili lamine di piombo inserite nell\u2019intonaco. Altri mosaici della stessa epoca sono noti\u00a0 a Delo, Olinto, Rodi e altrove, hanno tutti le stesse caratteristiche di lavorazione e traggono ispirazione da soggetti mitologici, scene di caccia, animali che lottano etc. In un secondo tempo si tende a levigare le superfici dei mosaici e quindi ad inserire fra i ciottoli qualche vera e propria tessera. Un mosaico rinvenuto a Shatby nella zona universitaria di Alessandria d\u2019Egitto, raffigurante una scena di caccia al cervo, presenta una tecnica mista composta di grosse tessere quadrate e multicolori e ciottoli utilizzati perlopi\u00f9 per realizzare piccoli particolari e ornamenti.<br \/>\nI mosaici pavimentali si dimostrarono ben presto superfici pratiche e resistenti adatte per edifici pubblici e case private proprio come noi, al giorno d\u2019oggi, utilizziamo piastrelle o tappeti e gli esempi pi\u00f9 raffinati erano realizzati con tessere di pietra e marmo tagliate in cubi. A partire dal II sec. a.c. ai colori tradizionali delle opere pi\u00f9 antiche (verde, ocra, bianco, nero), che come abbiamo visto erano realizzate in pietra naturale, vengono affiancate progressivamente piccole tessere artificialmente colorate (di pasta di vetro), sembra che si debba questa innovazione a un maestro mosaicista di cui Plinio ci tramanda il nome , Sosos, il quale divenne famoso per aver inventato un tipo di pavimento detto \u201c pavimento non spazzato\u201d che consisteva in un mosaico a sfondo bianco su cui giacciono i resti di un abbondante banchetto. Gli scavi di Pompei permisero di individuare una produzione di mosaici di piccole dimensioni detti \u201cemblema\u201d ; questi mosaici venivano eseguiti separatamente dal pavimento di una stanza, in laboratori specializzati, su vassoi o teli di canapa e successivamente inseriti.<br \/>\n<br \/>L\u2019 \u201cemblema\u201d era l\u2019elemento focale della raffigurazione a mosaico, veniva posto sempre al centro del pavimento perch\u00e8 la disposizione lungo i lati di una stanza delle Klinay, cio\u00e8 i letti su cui ci si sdraiava per mangiare, lasciava libero al centro uno spazio che prendeva quindi l\u2019attenzione delle persone disposte attorno. A quel tempo (200 a.c.), Alessandria in Egitto e Pergamo in Asia Minore erano i centri di produzione musiva pi\u00f9 importanti, avevano molti artisti attivi che esportavano le tecniche lontano, infatti alcuni mosaici ritrovati nella Casa del Fauno di Pompei riprendono quasi identici i motivi della tradizione alessandrina. In seguito la raffigurazione non si limit\u00f2 pi\u00f9 all\u2019emblema ma cominci\u00f2 a invadere tutta la stanza, si inizi\u00f2 anche a utilizzare due soli colori il bianco e il nero per il rivestimento delle enormi superfici romane delle terme, delle basiliche e dei mercati era una soluzione dettata dalla praticit\u00e0, in quanto operare con due soli colori permettava una maggior rapidit\u00e0 di esecuzione e di reperibilit\u00e0 dei materiali sul posto. Quindi si cominciarono ad inventare repertori decorativi geometrici e floreali\u00a0 costituiti da modelli in cartoni\u00a0 che potevano essere ripetuti seguendo misure precise cosi\u2019 l\u2019aspetto progettuale cominci\u00f2 ad assumere un ruolo primario rispetto all\u2019esecuzione la quale,divenuta ripetitiva poteva essere eseguita da operai di modesto livello professionale ben diversi dai grandi maestri che li avevano preceduti. Il mosaico cominci\u00e0 a diffondersi un po&#8217; ovunque non pi\u00f9 solo nella grandiosit\u00e0 degli ambienti termali o nelle case patrizie, ma si rendeva pi\u00f9 umile per esempio nelle botteghe di Pompei, sotto i portici delle corporazioni navali a Ostia, sulle tombe etc. Quasi sempre le figure sono nere su fondo bianco o viceversa, questa tecnica del mosaico bicolore ha proprio radici italiche in quanto sono molto rari mosaici di questo tipo fuori dai confini della penisola imotivi decorativi utilizzati prendevano spunto dall\u2019arte tessile come frange o smerli che incorniciavano il motivo centrale . Naturalmente il mosaico in bianco e nero non sostitu\u00ec del tutto quello a colori che, nell\u2019et\u00e0 di Adriano (76 &#8211; 138 d.c.), ebbe affermazioni importanti ma decorativamente scompaiono i motivi vegetali\u00a0 sostituiti principalmente da meandri in prospettiva e temi architettonici. In quest\u2019 epoca il mosaico comincia a essere utilizzato per rivestire le volte delle costruzioni adriane.<br \/>\nil periodo di Adriano e degli Antonini (Antonino Pio 86-161 d.c. e Marco<br \/>\nAurelio 121-180 d.c.) suoi successori,\u00a0\u00a0 segna il periodo pi\u00f9 felice per l\u2019impero romano e il momento di pi\u00f9 alta espressione per il mosaico bicolore, mentre dal III sec. in poi i mosaici pi\u00f9 interessanti saranno quelli a pi\u00f9 colori anche in ambito romano.\u00a0<\/p>\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Studio Artistico FRAMMENTI di Paola Spatari\u00a0 Il Mosaico Via Cavour, 18 (cortile interno a sinistra) 20077 Melegnano (MI) Tel: 0339\/6858142 IL MONDO ANTICO Alcuni dei mosaici pi\u00f9 antichi sono stati rinvenuti nell\u2019antica mesopotamia (l\u2019attuale Iraq) e risalgono al 3000 circa a.c.. Questi mosaici erano realizzati con argilla inserita in superfici murarie secondo uno schema decorativo,\u2026<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[35],"tags":[],"class_list":["post-13337","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-spatari"],"yoast_head":"<title>Il mosaico nel mondo antico \u2013 Melegnano.net<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Dai mosaici d&#039;argilla della Mesopotamia, intorno al 3000 a.C., al pavimento di Gordion fino ai mosaici bicolori dell&#039;et\u00e0 di Adriano: l&#039;arte musiva antica.\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.melegnano.net\/spatari\/spatari101.htm\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta 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