{"id":2051,"date":"2009-01-31T06:46:17","date_gmt":"2009-01-31T06:46:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.melegnano.net\/?p=2051"},"modified":"2009-01-31T06:46:17","modified_gmt":"2009-01-31T06:46:17","slug":"memorie-concas015","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.melegnano.net\/memorie\/concas015.html","title":{"rendered":"parte quattordicesima"},"content":{"rendered":"<h2>Dicius ovvero Detti e proverbi del Campidano di Sardegna parte quattordicesima<\/h2>\n<p><strong>Chini cantat a mesa o a lettu, o est maccu, o est fertu.<\/strong> <em>Chi canta a tavola o a letto o \u00e8 matto o \u00e8 ubriaco<\/em>. Ci sono regole che vanno rispettate, sempre e comunque. Chi non le rispetta ha senza dubbio le \u201crotelle\u201d<br \/>\nfuori posto!<\/p>\n<p><strong>Chini circat is corrus all\u00e8nus, agattat is suus<\/strong>. <em>Chi cerca le \u201ccorna altrui\u201d<br \/>\ntrova presto le sue<\/em>. Il proverbio mi ricorda una chiacchierata tra due signore di mezza et\u00e0, zia Maria e zia Rosina: \u201c<em>Cussa bella impri\u00f2dda, cun su tali! Ita bellu arrespettu tenit cussu puru po sa pob\u00ecdda e is fillus<\/em>\u201d! (<em>Quella puttanella con il tale! Che bel rispetto, anche lui,\u00a0 per la moglie e i figli<\/em>\u201d!) \u201c<em>E tui, inveci de criticai a is aterus, pensa de pinnicc\u00e0i a pob\u00ecddu tuu<\/em>\u201d!<br \/>\n(\u201cE tu \u2013 risponde zia Rosina,\u00a0 prima di criticare gli altri, pensa a far rincasare tuo marito\u201d!\n<\/p>\n<p><strong>Chini cumandat fai sa l\u00e8i po si e tottu<\/strong>.<br \/>\n<em>Chi comanda fa le leggi a suo vantaggio<\/em>.<br \/>\nUniversale, vecchio quanto il mondo e sempre attuale. Quando un potente far\u00e0 le leggi a suo svantaggio, mancher\u00e0 solo qualche attimo alla fine del mondo!\n<\/p>\n<p><strong>Chini de ferru ferit, de ferru perit<\/strong>.<br \/>\n<em>Chi di ferro ferisca, di ferro perisca<\/em>.<br \/>\nUniversale. Qui da noi si usa un detto simile, in senso scherzoso: \u201cChi di \u201cfigu\u201d ferisca, di figu-morisca (ficodindia!)\u201d! Questo detto lascia spazio a diverse interpretazioni!\n<\/p>\n<p><strong>Chini da bolit crua e chini cotta<\/strong>.<br \/>\n<em>Chi la vuole cruda e chi cotta<\/em>. Metter d\u2019accordo due persone in genere non \u00e8 cosa molto difficile; metter d\u2019accordo due sardi \u00e8 una grande impresa!\n<\/p>\n<p><strong>Chini est prus assort\u00e0u de su dottori: cussus chi sanat dhu stimant e dhu bantant; cussus chi boccit, si ndi andant e no scram\u00f2rant nim\u00e0ncu<\/strong>. <em>Chi \u00e8 pi\u00f9 fortunato del dottore <\/em>(medico)<em>: quelli a cui ridona salute lo stimano e lo lodano; quelli che ammazza, se ne vanno e non protestano neppure<\/em>! Il detto non ha bisogno di spiegazioni.\n<\/p>\n<p><strong>Chini fait crag\u00e0llus, fait puru turras<\/strong>.<br \/>\n<em>Chi fa cucchiai di legno, fa pure mestoli<\/em>.<br \/>\nSi dice delle persone che ne combinano di tutti i colori: nel bene e nel male!\n<\/p>\n<p><strong>Chini fait in pressi, a su poburu, sa caridadi, dha fait duas bortas<\/strong>. <em>Chi fa in fretta la carit\u00e0 ai poveri, la fa due volte<\/em>. Il vero amore o carit\u00e0 per il prossimo \u00e8 una cosa spontanea, che viene offerta senza tentennamenti! L\u2019uomo politico che far\u00e0 presto la \u201ccarit\u00e0\u201d<br \/>\nalla povera gente sar\u00e0 premiato non una ma due volte quando si presenter\u00e0 al cospetto di San Pietro, il quale, di tali uomini, sinora, ne ha visto passare ben pochi!!!\n<\/p>\n<p><strong>Chini mali incumentzat, peus finit<\/strong>.<br \/>\n<em>Chi mal comincia, finisce peggio<\/em>! Universale.<br \/>\n\u00c8 il contrario di: chi ben comincia \u00e8 gi\u00e0 a met\u00e0 dell\u2019opera.\n<\/p>\n<p><strong>Chini narat su chi bolit intendit su chi no bolit<\/strong>. <em>Chi dice quel che vuole, sente quel che non vuole<\/em>. Se abbiamo il coraggio di \u201csputare\u201d sentenze, nei confronti degli altri, dobbiamo esser pronti ad \u201cincassare\u201d i loro giudizi!\n<\/p>\n<p><strong>Chini nci pentzt beni, oberat mellus<\/strong>.<br \/>\n<em>Chi ci pensa bene, opera meglio<\/em>. Nella vita, prima di fare una scelta importante, \u00e8 sempre meglio andare, come si suole dire, con i piedi di piombo. Certi errori sono di difficile rimedio\u2026inutili i pentimenti!\n<\/p>\n<p><strong>Chini no ascurtat contzillus, bandat fisciu in ora mala!<\/strong> <em>Chi non ascolta i consigli utili, va spesso in malora!<\/em> I giovani trascurano spesso i buoni consigli degli anziani. E ne fanno le spese!\n<\/p>\n<p><strong>Chini no est bonu a serb\u00ecri, no est bonu a cumandai.<\/strong> <em>Chi non sa servire bene, non sa neppure comandare<\/em>. Per comandare nella maniera giusta, bisogna prima saper ben servire. Il miglior comandante \u00e8 colui che, in contemporanea, \u00e8 capace di servire bene i suoi sottostanti.\n<\/p>\n<p><strong>Chini no intendit fu\u00e8ddu, no intendit cr\u00f2pu<\/strong>. <em>Chi non sente parole non sente neppure le percosse<\/em>. Ai figli che non sentono le parole, non diamo le percosse, perch\u00e9 le regole della pedagogia moderna non lo permettono. I nostri anziani la pensavano diversamente: \u201c<strong>Chi su pippiu no intendit fu\u00e8ddu, nci bolit una bella c\u00e0dra de nadi\u00e0das<\/strong>\u201d! <em>Se il bambino non sente le parole, la medicina pi\u00f9 giusta \u00e8 una bella dose di sculaccioni<\/em>\u201d! Forse i nostri \u201cvecchi\u201d non avevano tutti i torti!\n<\/p>\n<p><strong>Chini no istait beni a u\u2019 cost\u00e0u, si g\u00ecrat a s\u2019ateru<\/strong>. <em>Chi non sta bene da un fianco si gira dall\u2019altro<\/em>. \u00c8 inutile insistere in una certa situazione, quando questa ci porta solo problemi ed invece ci viene concessa la possibilit\u00e0 di ovviare all\u2019ostacolo e trovare scampo in altre opportunit\u00e0. Eppure ci sono quelli che insistono in una \u201cposizione\u201d, nonostante rischi e pericoli! \u201c<em>Tostorr\u00f9dus<\/em>\u201d!<br \/>\n= <em>testardi<\/em>!\n<\/p>\n<p><strong>Chini no sbagliat, no imparat<\/strong>. <em>Sbagliando s\u2019impara<\/em>. Universale! Ma un errore irreparabile pu\u00f2 essere fatale\u2026 e non dare neppure il tempo di imparare!\n<\/p>\n<p><strong>Chini no seminat, no arregolit<\/strong>.<br \/>\n<em>Chi non semina non raccoglie<\/em>. Universale.<br \/>\nSi dice anche: chi semina bene raccoglie buon grano; chi semina male raccoglie zizzania: \u00e8 biblico!\n<\/p>\n<p><strong>Chini no trab\u00e0llat no p\u00e0ppat<\/strong>.<br \/>\n<em>Chi non lavora non mangia<\/em>. Universale.\n<\/p>\n<p><strong>Chini pagat innantis est mali serbiu<\/strong>.<br \/>\n<em>Chi paga anticipato \u00e8 male servito<\/em>.<br \/>\n\u00c8 quasi sempre cos\u00ec, purtroppo! A questo punto \u00e8 meglio pagare quando si ha in mano ci\u00f2 che si paga!\n<\/p>\n<p><strong>Chini pentzat a oi y a crasi ponit mesa d-\u00f2nnya d\u00ec<\/strong>. <em>Chi pensa a oggi e a domani prepara tavola tutti i giorni<\/em>. \u00c8 un invito a non vivere<br \/>\n\u201calla giornata\u201d, senza programmi. Un posto di lavoro sicuro evita situazioni incresciose. Purtroppo per tantissimi sardi, senza posto di lavoro, \u00e8 assai difficile programmare la propria esistenza. Meno male che ci pensano i \u201cnostri\u201d uomini politici a risolvere i \u201cnostri\u201d problemi, ihhh!!! Aggiungiamo dunque al detto: chi pentzat a oi y a crasi ponit mesa d-onnya d\u00ec\u2026<em>e crasi si pappat is peis de sa mesa<\/em>!!! Chi pensa a oggi e a domani, prepara tavola tutti i giorni \u2026<em>e domani si mangia i piedi del tavolo<\/em>!!!\n<\/p>\n<p><strong>Chini prep\u00e0rat fossu a is aterus, nci arruit po primu<\/strong>. <em>Chi prepara la trappola per gli altri, ci casca per primo<\/em>. Non \u00e8 sempre cos\u00ec, comunque pu\u00f2 succedere che il malvagio, nella insensata congettura di arrecare danno agli altri, causi la propria rovina.\n<\/p>\n<p><strong>Chini promittit meda, no donat nudda<\/strong>.<br \/>\n<em>Chi promette tanto, non da niente<\/em>.<br \/>\nNe sono una prova evidente le promesse elettorali dei nostri uomini politici!\n<\/p>\n<p><strong>Chini seminat ispinas, no bandit iscr\u00f9tzu<\/strong>.<br \/>\n<em>Chi semina spine, non vada scalzo<\/em>.<br \/>\nCome: chini preparat fossu\u2026. Chi organizza furfanterie per gli altri \u00e8 spesso il primo a \u201cgodere\u201d dei suoi trabocchetti.\n<\/p>\n<p><strong>Chini serbit beni, ndi tenit parti<\/strong>.<br \/>\n<em>Chi serve bene ne trae vantaggi<\/em>. Chi offre un buon servizio riceve la stima degli utenti. Un buon sindaco \u00e8 stimato dai suoi concittadini. Un bravo insegnante \u00e8 ben voluto e lodato dai suoi allievi. Etc.\n<\/p>\n<p><strong>Chini setzit a cuaddu all\u00e8nu, adomu torrat a pei<\/strong>. <em>Chi monta un cavallo altrui, torna a casa a piedi.<\/em> Si dice anche: \u201c<em>chini setzit a cuaddu all\u00e8nu ndi calat candu no bolit<\/em>\u201d! <em>chi monta il cavallo degli altri, viene gi\u00f9 quando non vuole<\/em>\u201d!<br \/>\nE\u2019 un avvertimento per diverse situazioni, ma soprattutto per i coniugi poco rispettosi del vincolo coniugale!\n<\/p>\n<p><strong>Chini si cunt\u00e8ntat de su pagu est arriccu<\/strong>.<br \/>\n<em>Chi si contenta del poco \u00e8 ricco<\/em>.<br \/>\n\u00c8 chiaro che quando il poco si riduce a quasi niente viene assai difficile essere contenti!\n<\/p>\n<p><strong>Chini si pappat sa prupa, si passat s\u2019ossu puru<\/strong>. <em>Chi mangia la polpa deve mangiare anche l\u2019osso<\/em>. Molte situazione della vita presentano due risvolti: uno positivo e l\u2019altro negativo. Chi accetta il primo deve prendersi anche l\u2019altro. Chi accetta la vita coniugale, ad esempio, deve accettarne le gioie ed i dolori!\n<\/p>\n<p><strong>Chini sighit dus lepiris, no ndi cassat mancunu<\/strong>.<br \/>\n<em>Chi insegue due lepri non ne prende manco una<\/em>.<br \/>\nUniversale. Una cosa per volta, dice il proverbio, con \u201ccalma e sangue freddo\u201d!\n<\/p>\n<p><strong>Chini sighit mori nou, adobiat atrupelius nous<\/strong>.<br \/>\n<em>Chi segue nuovi sentieri incontra nuovi crucci<\/em>.<br \/>\nLe nuove iniziative comportano spesso nuove incertezze. Noi sardi, per tradizione e cultura siamo restii a intraprendere cose nuove, proprio per paura di eventuali pericoli e per non rischiare di perdere il poco che abbiamo. Ma, dice l\u2019altro proverbio: \u201c<em>Chini non arriscat no piscat<\/em>\u201d! <em>Chi non rischia non pesca niente<\/em>! Un po\u2019 pi\u00f9 di spirito imprenditoriale non ci farebbe male!\n<\/p>\n<p><strong>Chini si ndi pesat chitzi, fait giorron\u00e0da bella.<\/strong> <em>Chi si leva presto fa una buona giornata<\/em>. \u00c8 un proverbio che dal quotidiano si apre alla vita intera. Chi dorme non piglia pesci. Il: \u201cmeglio tardi che mai\u201d, \u00e8 solo un tentativo di recupero.\n<\/p>\n<p><strong>Chini tallat mali, cosit a trottu<\/strong>.<br \/>\n<em>Chi taglia male, cuce storto<\/em>. Nell\u2019ordinare le cose della vita bisogna essere attenti e scrupolosi, onde evitare che i risultati siano scadenti. Chi predispone le cose alla rinfusa, senza la giusta programmazione, opera senza successo.\n<\/p>\n<p><strong>Chini tenit arti, tenit parti<\/strong>. <em>Chi ha l\u2019arte, ha la parte; impara l\u2019arte e mettila da parte<\/em>. Universale.<br \/>\nChi ha un arte ha sempre la possibilit\u00e0 di trovare un posto di lavoro.\n<\/p>\n<p><strong>Chini tenit bastimentu, tenit pentzmentu<\/strong>.<br \/>\n<em>Chi ha bastimento, ha preoccupazioni<\/em>.<br \/>\nIn effetti le preoccupazioni dei ricchi superano quelle della povera gente:<br \/>\n\u201cMa i ricchi &#8211; dice la povera gente \u2013 possono rinunciare al \u201cbastimento\u201d<br \/>\ne cos\u00ec si liberano dalle preoccupazioni!\n<\/p>\n<p><strong>Chini tenit binja, tenit tinja<\/strong>.<br \/>\n<em>Chi ha vigna, ha tigna<\/em>. Il proverbio avverte che il vino, se tracannato senza misura, porta povert\u00e0 e miseria al bevitore. Qui in Medio Campidano era usanza coltivare un piccolo vigneto per il fabbisogno familiare, quindi il viticoltore \u201ctracannava\u201d\u00a0<br \/>\nesclusivamente il proprio vino. I viticoltori erano, per lo pi\u00f9, artigiani e minatori. <\/p>\n<p>Raramente un contadino o un allevatore coltivava la vigna. Ed \u00e8 proprio da questi ultimi che \u00e8 nato il detto: chini tenit binja, tenit tinja. Per questi, bere il vino, era ritenuto uno spreco ed anche pericoloso; pertanto il tempo dedicato alla vigna era considerato inutilmente perso. In realt\u00e0 anche artigiani e minatori avevano un lavoro, ma per loro la domenica era giorno di riposo, ed in effetti essi dedicavano la domenica alla coltura del vigneto ed erano appunto chiamati: is binjanteris de su dominigu = i vignaioli della domenica. <\/p>\n<p>Qui a Gonnosfanadiga, ad esempio, nel territorio collinare ed in alcuni tratti della pianura, dove le altre colture erano difficili, vennero impiantati piccoli vigneti, nei quali \u201ci viticoltori della domenica\u201d impiantarono poi gli olivastri, e innestarono gli ulivi, che hanno in seguito dato origine agli attuali bellissimi oliveti. Questo fatto ha inoltre causato la frantumazione incredibile degli oliveti in questo borgo. <\/p>\n<p>Quasi tutte le famiglie \u201cgonnesi\u201d<br \/>\nhanno il proprio oliveto, sufficiente, per lo meno, al fabbisogno familiare.<br \/>\nSolo all\u2019inizio del XX\u00b0 secolo, furono impiantati vigneti di vaste estensioni. Divennero molto famose le vigne di Monserrato, nel cagliaritano, ma il primo vero e proprio enopolio fu inaugurato nel 1929 a Mussolinia (oggi Arborea), nella bonifica della Piana di Terralba, nell\u2019Oristanese.<br \/>\nOggi sono ancora famosi i vigneti di Sella e Mosca a Fertilia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dicius ovvero Detti e proverbi del Campidano di Sardegna parte quattordicesima Chini cantat a mesa o a lettu, o est maccu, o est fertu. Chi canta a tavola o a letto o \u00e8 matto o \u00e8 ubriaco. Ci sono regole che vanno rispettate, sempre e comunque. 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