{"id":2053,"date":"2009-01-29T09:47:02","date_gmt":"2009-01-29T09:47:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.melegnano.net\/?p=2053"},"modified":"2009-01-29T09:47:02","modified_gmt":"2009-01-29T09:47:02","slug":"memorie-concas018","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.melegnano.net\/memorie\/concas018.html","title":{"rendered":"parte diciassettesima"},"content":{"rendered":"<h2>Dicius ovvero Detti e proverbi del Campidano di Sardegna parte diciassettesima<\/h2>\n<p><strong>De centu cosas trotas no ndi bessint duas paris.<\/strong><br \/>\n<em>Fra cento cose storte \u00e8 difficile trovarne due pari<\/em>. Questo detto si adatta soprattutto alle persone e indica i \u201ccentomila\u201d volti della pazzia umana\u201d (<em>su macch\u00ecmini<\/em>).<\/p>\n<p><strong>De cussa linna faint is santus<\/strong>.<br \/>\n<em>Di quel legno fanno i santi<\/em>. L\u2019espressione si adatta a quelle persone che, pur provenendo da ceti popolari pi\u00f9 bassi, riescono a sollevarsi pi\u00f9 in alto nella scala sociale. \u00c8<br \/>\nil contrario di \u201c<em>truncu \u2018e figu, astua \u2018e figu<\/em>\u201d<br \/>\n= <em>tronco di fico, trucioli di fico<\/em>!\n<\/p>\n<p><strong>De festa in festa che cuaddu curridori.<\/strong><br \/>\n<em>Di festa in festa come i cavalli da corsa<\/em>.<br \/>\nUn tempo durante le feste popolari e religiose, le attrazioni pi\u00f9 belle per la gente del luogo e per i visitatori erano la corse dei cavalli e soprattutto is pariglias. Il detto \u00e8 una severa critica contro quelle persone che sono sempre presenti a tutte le feste (uomini soprattutto) e trascurano spesso il lavoro e la famiglia.\n<\/p>\n<p><strong>De innoi a si movi, si morrit su molenti de s\u2019arrisu<\/strong>. <em>Da qui a muoversi, muore l\u2019asino dalle risate<\/em>. L\u2019espressione sta ad indicare il comportamento di chi \u00e8 molto lento nel portare avanti un lavoro, ma soprattutto di chi tentenna tanto prima di prendere una decisione.\n<\/p>\n<p><strong>De is aterus ti podis fui, de tui no!<\/strong><br \/>\n<em>Dagli altri puoi scappare, da te stesso no!<\/em><br \/>\nUn prigioniero pu\u00f2 fuggire dalla vigilanza pi\u00f9 stretta possibile, ma non potr\u00e0 mai fuggire dalla propria coscienza. \u00c8 un proverbio pieno di alto significato morale e quindi sempre valido per tutti i popoli della Terra.\n<\/p>\n<p><strong>De Levanti a Ponenti.<\/strong> <em>Da<br \/>\nLevante a Ponente<\/em>. Si dice cos\u00ec quando si vuole esagerare su una distanza.\n<\/p>\n<p><strong>De malu pagadori tirandi su chi podis.<\/strong><br \/>\n<em>Da un debitore difficile accontentati di quanto riesci ad aver<\/em>e. Vi sono quelli che non pagano mai i debiti, quindi riuscire ad ottenere qualcosa da loro \u00e8 una grandissima vittoria.<br \/>\nQui da noi il \u201ccomparatico\u201d \u00e8 di tre specie: primo \u00e8 quello di battesimo o cresima; secondo \u00e8 il comparatico dei Fiori (del giorno di San Giovanni 24 giugno); il terzo \u00e8 quello del debito:<br \/>\n<em>gomai o gopai de d\u00e8pidu<\/em>.\n<\/p>\n<p><strong>De nudda no si fait propiu niente<\/strong>.<br \/>\n<em>Dal nulla ci ricavi un bel\u00a0 niente<\/em>.<br \/>\nIl proverbio viene usato per indicare lo stato di assoluta indigenza economica; la situazione di estremo imbarazzo mentale o di nichilismo assoluto. \u00c8<br \/>\ninutile tentare di cavare qualcosa da una zucca vuota!\n<\/p>\n<p><strong>De onnya erba u\u2019 fasci<\/strong>. <em>Di ogni erba un fascio<\/em>. Universale. Fare di ogni erba un fascio significa mettere alla rinfusa molte cose, oppure giudicare tutti alla stessa stregua, oppure vivere disordinatamente, senza regole, alla giornata, alla rinfusa.\n<\/p>\n<p><strong>De paskixedda in susu frius e famini in prusu<\/strong>.<br \/>\n<em>Da Natale in su freddo e fame in pi\u00f9<\/em>.<br \/>\nPer i poveracci dopo Natale cominciava il vero inverno, con freddo e gelo e fame in abbondanza (<em>a conch\u2019 y \u2019en\u00f9gu<\/em><br \/>\n= <em>a testa di ginocchio<\/em>: tipica espressione per dire in grossa quantit\u00e0).\n<\/p>\n<p><strong>De sa\u00a0 peddi ndi faint is corrias<\/strong>.<br \/>\n<em>Dalla pelle si fanno le corregge<\/em>. \u00c8<br \/>\ncome spremere un limone gi\u00e0 spremuto. Che cosa si pu\u00f2 pretendere da un uomo che non ha pi\u00f9 niente ed al quale \u00e8 rimasta solo la pelle? Solo le corregge! Si dice anche: <em>De su boi ndi faint is corrias<\/em>: <em>del bue fanno le corregge<\/em>. Come a dire: di quello che rimane dopo che \u00e8 stato sfruttato sino alla vecchiaia; cos\u00ec come abbiamo detto per l\u2019uomo anziano, al quale \u00e8 rimasta soltanto la \u201cvecchia\u201d<br \/>\npelle.\n<\/p>\n<p><strong>De sa crai a sa cricca<\/strong>. <em>Dalla chiave al chiavistello<\/em>. Passa poca differenza. L\u2019espressione si usa per caratterizzare due persone che hanno tantissime cose in comune (in senso negativo), con lo stesso significato di altre espressioni come:<br \/>\n<em>de gal\u00e8ra a presoni<\/em> (<em>dalla galera alla prigione<\/em>); <em>de Sant\u2019Antoni a su Spidali<\/em> (<em>da Sant\u2019Antonio all\u2019Ospedale<\/em>)ed altre. Oggi il detto si pu\u00f2 applicare a certi uomini politici, di centro destra o di centro sinistra. Ad esempio quando si parla delle grandi riforme sociali ed economiche per la Sardegna: prima c\u2019era il Centro Sinistra a governare, oggi c\u2019\u00e8 il Centro Destra\u2026o viceversa:\u00a0 <em>de sa crai a sa cricca o de gal\u00e8ra a presoni passat pagu differentzia<\/em><br \/>\n(c\u2019\u00e8 poca differenza)!\n<\/p>\n<p><strong>De sa matta arruta si fait linna<\/strong>.<br \/>\n<em>Dall\u2019albero caduto si ricava legna<\/em>.<br \/>\nQuando l\u2019albero cade rimane ben poco da fare. Quando in una casa cadeva il tronco, cio\u00e8 il capo famiglia, il resto andava spesso alla deriva.\n<\/p>\n<p><strong>De spisai e de basai no ti ndi prandis mai<\/strong>!<br \/>\n<em>Di mangiar semini o di baciare non sei mai sazio<\/em>!<br \/>\nLe cose di poca importanza riempiono la vita degli uomini, ma per i sardi si tratta di frivolezze, che lasciano il tempo che trovano.\n<\/p>\n<p><strong>De su cancuru a s\u2019arrabiu<\/strong>. <em>Dal cancro alla rabbia<\/em>. C\u2019\u00e8 poca differenza. Come in precedenza<br \/>\n\u201c<em>de sa crai a sa cricca<\/em>\u201d ed altri.\n<\/p>\n<p><strong>De su cantidu si conoscit su pilloni<\/strong>.<br \/>\n<em>Dal canto si riconosce l\u2019uccello<\/em>. Quando ci avviciniamo ad un luogo dove si svolge un\u2019assemblea, un dibattito, un raduno di amici e parenti o comunque si sente il vociare di un gruppo di persone e riconosciamo una voce in particolare, perch\u00e9 pi\u00f9 grossa o pi\u00f9 arrogante o pi\u00f9 pungente delle altre, ci viene spontaneo dire: \u201c<em>La! De su cantidu si conoscit su pilloni<\/em>\u201d! Solitamente usiamo il termine pilloni in senso negativo\u201d! \u201c<em>Pilloni bonu jei est<\/em>! Per indicare un poco di buono.\n<\/p>\n<p><strong>De su chi ti timis no ti ndi salvas<\/strong>.<br \/>\n<em>Da quel che temi non scampi<\/em>. Universale.<br \/>\nQuando si fa un torto bisogna aspettarsi la ritorsione, a parole e spesso anche a fatti. Oppure: se hai paura o il presentimento morboso di una cosa, non scampi. Vedi: <em>gelosu ses, corrudu morris<\/em>!<br \/>\n= <em>sei geloso, morirai cornuto<\/em>!\n<\/p>\n<p><strong>De su didu nci lompis a su guidu<\/strong>.<br \/>\n<em>Dal dito al gomito<\/em>. Chiedi un dito ed arrivi al gomito. Questo detto si pu\u00f2 applicare a tante situazioni che caratterizzano la cupidigia dell\u2019uomo.\n<\/p>\n<p><strong>De su fruttu si conoscit sa matta<\/strong>.<br \/>\n<em>Dal frutto riconosci l\u2019albero<\/em>. E quante volte \u00e8 capitato anche a voi di guardare il volto di un bambino o una bambina e di risalire subito ai genitori? E l\u2019insegnante elementare che nel bambino rivede il genitore, che magari era suo compagno di studi.<br \/>\nQuesto proverbio viene generalmente usato a fin di bene, mentre ve n\u2019\u00e8 un altro \u201ctruncu \u2018e figu, astu\u2019e figu\u201d, che solitamente viene usato in senso negativo.\n<\/p>\n<p><strong>De su pagu pagu de su meda nudda<\/strong>.<br \/>\n<em>Del poco poco dal molto niente<\/em>. Siamo di nuovo di fronte ad una di quelle situazioni che caratterizzavano l\u2019economia di molte famiglie sarde: era necessario accontentarsi del poco. Il proverbio si estende ad altri sensi oltre quello economico e sociale.\n<\/p>\n<p><strong>De su saccu no ndi bessit su chi no dho-y est<\/strong>.\u00a0<br \/>\n<em>Dal sacco non esce quello che non c\u2019\u00e8<\/em>.<br \/>\nSpesso da certe persone ci aspettiamo cose impossibili, che non possono assolutamente offrirci, dalle quali non pu\u00f2 uscire ci\u00f2 che non hanno. Perch\u00e9 pretendiamo tanto dai nostri uomini politici, quando dal loro \u201csacco\u201d pu\u00f2 uscire assai poco?\n<\/p>\n<p><strong>De su surdu no fueddist mali, de su tzurpu no ti beffist<\/strong>. <em>Del sordo non devi parlare male, del cieco non devi beffarti<\/em>. Provate invece a beffarvi del sordo ed a parlare male del cieco se volete avere una degna risposta ai vostri insulti!\n<\/p>\n<p><strong>De una cincidda ndi podit bess\u00ec(ri) unu fogu mannu<\/strong>. <em>Da una scintilla pu\u00f2 scaturire un grande incendio<\/em>. Pu\u00f2 avere senso tanto negativo quanto positivo. Da una piccola iniziativa pu\u00f2 sorgere una grande impresa. Da una piccola lite pu\u00f2 nascere una guerra.\n<\/p>\n<p><strong>De una spina ndi bessit una rosa<\/strong>.<br \/>\n<em>Da una spina una rosa<\/em>. Esempio: da genitori di basso livello culturale pu\u00f2 nascere un premio Nobel.<br \/>\n\u00c8 un proverbio universale ed \u00e8 esattamente in senso contrario al detto, \u201ctruncu \u2018e figu, astu\u2019\u2019e figu\u201d. Il proverbio si pu\u00f2 applicare a tantissimi altri casi umani.\n<\/p>\n<p><strong>Deus aggiudit s\u2019arriccu ca su popuru jei s\u2019arrangiat<\/strong>.<br \/>\n<em>Dio aiuti il ricco, poich\u00e9 il povero se la cava<\/em>. \u201c<em>Tristu e miserinu s\u2019arriccu su poburu jei s\u2019arrangiat<\/em>\u201d L\u2019espressione \u00e8 ancora molto usata in tutte le parti della Sardegna. Noi abbiamo sempre avuto l\u2019impressione che sia stata inventata dai ricchi, per difendere il proprio benessere ed impedire, appunto ai poveri, di attentare ad esso. \u201cIn tempo di guerra<br \/>\n\u2013 mi dice sempre mia madre \u2013 nelle case dei ricchi il pane non era mai mancato, mentre mancava spesso nelle case dei poveri\u201d! Il proverbio comunque indica il grado di sopportazione del povero alla miseria, a cui \u00e8 abituato da sempre, mentre il ricco nell\u2019indigenza muore: Dio salvi i ricchi dalla miseria!\n<\/p>\n<p><strong>Deus donat Deus arregolit<\/strong>. <em>Dio da, Dio prende<\/em>; Dio se riferito alla vita ed alla morte. In tutti gli altri casi \u00e8 la sorte che da e toglie, ma quasi sempre con lo zampino dell\u2019uomo. Qui mi viene in mente un altro detto: \u201c <em>Tristu e miserinu de su poburu avantzau<\/em>! Infatti \u201csu poburu avantzau\u201d<br \/>\nil neo ricco, dimentica facilmente il suo primitivo stato di indigenza, e con la forza del denaro crede di essere assurto agli alti ranghi!\n<\/p>\n<p><strong>Deus donat su pistoccu a chi no portat dentis<\/strong>.<br \/>\n<em>Dio da i biscotti a chi \u00e8 senza denti<\/em>.<br \/>\nIn senso lato, il proverbio indica tutte quelle situazioni in cui uno ha le opportunit\u00e0 per emergere, ma gli manca la volont\u00e0!\n<\/p>\n<p><strong>Deus mi dh\u2019\u2019hat donau arguai a chi mi dhu toccat<\/strong>.<br \/>\n<em>Dio me l\u2019ha dato, guai a chi melo tocca<\/em>.<br \/>\nUniversale. Si dice di una cosa a cui teniamo tanto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dicius ovvero Detti e proverbi del Campidano di Sardegna parte diciassettesima De centu cosas trotas no ndi bessint duas paris. Fra cento cose storte \u00e8 difficile trovarne due pari. 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