{"id":2059,"date":"2009-01-29T09:43:58","date_gmt":"2009-01-29T09:43:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.melegnano.net\/?p=2059"},"modified":"2009-01-29T09:43:58","modified_gmt":"2009-01-29T09:43:58","slug":"memorie-concas024","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.melegnano.net\/memorie\/concas024.html","title":{"rendered":"parte ventitreesima"},"content":{"rendered":"<h2>Dicius ovvero Detti e proverbi del Campidano di Sardegna parte ventitreesima<\/h2>\n<p><strong>Maccu de accappiai<\/strong>. <em>Matto da legare<\/em>. Chi ne combina di veramente grosse, indipendentemente dall\u2019et\u00e0 e dal sesso, \u00e8 proprio un matto\/a da legare e da rinchiudere. Quando la pazzia \u00e8 furiosa si dice, <em>maccu de cadena<\/em> = <em>matto da catena<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Maccu ses o figu bendis<\/strong>?\u00a0 <em>Sei matto o vendi fichi<\/em>? Evidentemente, per i sardi di un tempo, vendere i fichi non era una cosa normale. Oggi nelle vetrine dei negozi di Frutta e Verdura i fichi sono esposti in vendita ed anche a caro prezzo, ma i rivenditori sono tutt\u2019altro che matti!\n<\/p>\n<p><strong>Maccu\/a cumenti \u2018e una craba<\/strong>. <em>Matto\/a come una capra<\/em>. Non \u00e8 vero che la capra \u00e8 matta.<br \/>\n\u00c8 invece vero che preferisce andare per conto suo. Si dice anche,<br \/>\n<em>arr\u00e8u che una craba<\/em>: <em>in giro come una capra<\/em>. Questo vale per i maschi girovaghi, quanto per le girovaghe femmine. Quindi andrebbe meglio dire, vagabondo\/a come una capra. Si aggiunge, <em>sen\u2019\u2019e m\u00e8ri<\/em><br \/>\n= <em>senza padrone<\/em>.\n<\/p>\n<p><strong>Mai chi manchit cos\u2019\u2019e nai<\/strong>.\u00a0<br \/>\n<em>Non manca mai qualcosa da ridire<\/em>. In certe questioni nasce sempre un punto di discussione. Soprattutto quando si discute di politica le discussioni non finiscono mai: \u201c <em>A<br \/>\nchini\u00a0 dha bolit cotta a chini crua<\/em>\u201d! = <em>chi la vuole cotta e chi cruda<\/em>. Ma in fondo non \u00e8 un grande male!\n<\/p>\n<p><strong>Mali fattu a scusi a craru jei bessit<\/strong>.<br \/>\n<em>Male fatto di nascosto esce all\u2019aperto<\/em>.<br \/>\nLe malefatte sono come le bugie: hanno il naso lungo e non riescono a nascondersi del tutto. O come il gatto che si nasconde e lascia fuori la coda!\n<\/p>\n<p><strong>Mali s\u2019hat fattu, prax\u00e8ri ndi ten\u00e8us<\/strong>!<br \/>\n<em>Ci ha fatto male, \u00e8 per noi un piacere<\/em>!<br \/>\nUn\u2019offesa o un torto da parte di un nemico \u00e8 un vero piacere, perch\u00e9 ci da l\u2019autorizzazione a rispondere per le rime. Ma non sempre \u00e8 cos\u00ec ed il verbo cristiano ci indica un comportamento del tutto diverso, che \u00e8 ben lungi dalla vendetta!\n<\/p>\n<p><strong>Mali seus in bois e peus in baccas<\/strong>.<br \/>\n<em>Siamo messi male a buoi e peggio a vacche<\/em>.<br \/>\nL\u2019espressione si usa per indicare le situazioni di disagio delle famiglie di allevatori e non solo. Le cause possono essere di vario genere.\n<\/p>\n<p><strong>Malu est s\u2019unu e peus est s\u2019atru<\/strong>.<br \/>\n<em>Cattivo \u00e8 l\u2019uno e peggiore l\u2019altro<\/em>.<br \/>\nQuando si parla di una coppia di poco di buono, o di due fratelli o amici di cui \u00e8 meglio non fidarsi, si usa questa espressione. Talvolta per\u00f2 il detto viene usato in senso bonario, cio\u00e8 per indicare non tanto dei cattivi quanto invece dei birboni.\n<\/p>\n<p><strong>Mandaresu, sc\u00f9a cu\u00e0ddus<\/strong>.<br \/>\n<em>Di Mandas, che taglia la coda ai cavalli.<\/em><br \/>\nChe questa sia una usanza solo di Mandas non \u00e8 dato certo, perch\u00e9 anche in altre parti della Sardegna\u00a0 e del mondo si usa tagliare la coda dei cavalli. Evidentemente quelli di Mandas si sono conquistati questo primato in Sardegna!\n<\/p>\n<p><strong>Manighedda e goteddeddu<\/strong>. <em>Manico e lama (del coltello)<\/em>. Si usa questa espressione per indicare due persone, solitamente moglie e marito, che litigano tra di loro e che si danno filo da torcere a vicenda. Per lo pi\u00f9 come il precedente:<br \/>\n<em>malu est s\u2019unu e peus est s\u2019atru<\/em>.\n<\/p>\n<p><strong>Mannu che su Piccu de Mobetza<\/strong>. <em>Grande come il lastrone(di granito) di Mobetza<\/em>. \u00c8 un detto usatissimo nel paese di Gonnosfanadiga (Medio Campidano). Era ed \u00e8 ancora la risposta che, ad esempio, una madre da al proprio bambino che chiede pi\u00f9 di quanto gli sia concesso: \u201c<em>Mamma dh\u2019 \u2018\u00f2llu mannu, mannu<\/em> (un pezzo di pane, un biscotto)\u201d! = \u201c <em>Mamma lo voglio grande, grande<\/em>\u201d! La risposta: \u201c <em>Mannu est si Piccu de Mobetza<\/em>\u201d! In realt\u00e0 si tratta di un grosso lastrone di granito, che si trova ancora oggi nella localit\u00e0 \u201cMobetza\u201d, in agro di Gonnosfanadiga.\n<\/p>\n<p><strong>Marjani becciu tottu cou<\/strong>! <em>Vecchia volpe tutta coda<\/em>! Anche questa espressione viene bonariamente e spesso usata dalle mamme per prevenire o sventare la furbizia dei loro bambini.\n<\/p>\n<p><strong>Marjani perdit su piu ma no is trassas<\/strong>.<br \/>\n<em>La volpe perde il pelo ma non il vizio<\/em>.<br \/>\nUniversale. In certe persone certi vizi non cessan, nonostante l\u2019et\u00e0.\n<\/p>\n<p><strong>Mellus a dhu disijai che a dh\u2019arrosci<\/strong>.<br \/>\n<em>Meglio desiderare che aborrire (rifiutare)<\/em>.<br \/>\nSi dice anche per un tipo di vivanda. In effetti quando un cibo si desidera si mangia volentieri, quando poi diventa il pasto di tutti i giorni, la<br \/>\n\u201cvoglia\u201d viene meno. Si adatta bene anche a tante altre situazioni umane.\n<\/p>\n<p><strong>Mellus a dhu perdi che a d\u2019agattai<\/strong>.<br \/>\n<em>meglio perderlo che trovarlo<\/em>. Si dice di uno scocciatore, e, comunque, di una persona che non gode certo della nostra ammirazione e che accettiamo solo per causa di forza maggiore. (Ibam forte Via Sacra, sicut meus est mos \u2013 etc.\u00a0 passeggiavo per caso nella<br \/>\nVia Sacra, come \u00e8 mio costume \u2013 Orazio, poeta latino \u2013 IV^ Satira)<br \/>\nSi pu\u00f2 riferire anche ad un uomo politico o amministratore che non vogliamo, ma dobbiamo accettare, nostro malgrado.\n<\/p>\n<p><strong>Mellus a sa (mia) brenti che a su parenti<\/strong>.<br \/>\n<em>Meglio alla mia pancia che non a quella del parente<\/em>.<br \/>\nLa \u201cscarsa generosit\u00e0\u201d anche tra stretti parenti, pu\u00f2 essere determinata da diverse motivazioni!\n<\/p>\n<p><strong>Mellus a sudai che a sturridai<\/strong>.<br \/>\n<em>Meglio sudare che starnutire<\/em>. Sudare fa bene perch\u00e9 \u00e8 spesso l\u2019effetto della fatica, per cui mettiamo in movimento il corpo e le nostre energie. Lo starnutire invece \u00e8 il primo segnale del raffreddore o dell\u2019influenza in arrivo. Il detto si adatta inoltre a molte altre situazioni umane!\n<\/p>\n<p><strong>Mellus a tim\u00ec che a provai<\/strong>.<br \/>\n<em>Meglio temere che provare<\/em>. Universale.<br \/>\nTemere prima che provare non significa mancanza di coraggio. Coraggio e temerariet\u00e0 sono due sentimenti ben distinti. Il coraggio presume la paura; la temerariet\u00e0 (provare a tutti i costi, senza ritegno alcuno delle conseguenze) \u00e8 solo pazzia!\n<\/p>\n<p><strong>Mellus bist\u00ecu a barattu che spoll\u00e0u a caru<\/strong>. <em>Meglio ben vestito a buon prezzo che semi vestito a caro prezzo<\/em>. Si dice inoltre, in tono col proverbio, <em>fatzat callenti e arriat sa genti<\/em>:<br \/>\n<em>faccia caldo e rida pure la gente<\/em>.\n<\/p>\n<p><strong>Mellus civraxu in domu mia che cocc\u00f2i in domu allena<\/strong>. <em>Meglio il pane nero (di cruschello) in casa mia, che il \u201cpane duro\u201d (di fior di farina; di pura semola) in casa altrui.<\/em> Cos\u00ec ribadiva spesso anche<br \/>\nLudovico Ariosto. \u00c8 proprio del povero che si accontenta del suo e che non ama fare le riverenze!\n<\/p>\n<p><strong>Mellus dolori de bussa che dolori de coru<\/strong>.<br \/>\n<em>Meglio il dolore del portafoglio che il dolore del cuore<\/em>. I mali del cuore sono spesso pi\u00f9 gravi di quelli della \u201cborsa\u201d. \u00c8 per\u00f2 certo che, chi ha sempre la borsa vuota, prima o poi prende anche i mali di cuore!\n<\/p>\n<p><strong>Mellus mortu tui che d\u00e8u<\/strong>.<br \/>\n<em>Meglio la tua morte che la mia<\/em>. \u00c8<br \/>\nproprio dell\u2019egoista. Non dimentichiamo per\u00f2 che l\u2019uomo \u00e8 egoista per natura. O, per meglio dire, pensa prima a se stesso e poi agli altri. Ma c\u2019\u00e8 anche il detto, <em>onny\u00f9nu po sei e Deus po tottus<\/em> = <em>ciascuno per se e Dio per tutti<\/em>. \u201cSi salvi chi pu\u00f2\u201d! Quando poi uno \u00e8 pronto a sacrificare la propria vita per gli altri \u00e8 senza dubbio un Santo o un eroe.\n<\/p>\n<p><strong>Mellus poburu e sanu che arriccu e maladiu<\/strong>.<br \/>\n<em>Meglio povero e sano che ricco e malato<\/em>.<br \/>\nNon ci sono dubbi! La salute \u00e8 la cosa pi\u00f9 importante della vita. Ma se uno \u00e8 tanto povero, da non avere neppure lo stretto necessario, rischia di perdere anche quello che ha, cio\u00e8 la salute!<br \/>\nIl detto si adatta comunque ad altre situazioni, che coinvolgono la coscienza umana!\n<\/p>\n<p><strong>Mellus solu che mali accumpanjau<\/strong>.<br \/>\n<em>Meglio solo che male accompagnato<\/em>.<br \/>\nUniversale. Nella vita \u00e8 sempre meglio essere insieme agli altri: l\u2019uomo \u201c\u00e8 fatto per vivere in compagnia\u201d = s\u2019homini est fattu po bivi in cumpanj\u00eca.. Come ho scritto nell\u2019omonima canzone in\u00a0<br \/>\n\u201cRime e racconti\u201d\u201c. \u201cL\u2019uomo \u00e8 un animale politico\u201d \u2013 dice il filosofo<br \/>\nAristotele. Ma quando amici e compagni sono di mala indole \u00e8 preferibile stare da soli.\n<\/p>\n<p><strong>Mellus trigu arau che trigu pappau<\/strong>.<br \/>\n<em>Meglio il grano seminato che il grano mangiato<\/em>.<br \/>\n\u00c8 scontato anche questo, ma non possiamo piangere su quello che abbiamo mangiato! Qui non si vuol intendere solo la semina del grano, ma quanto uno \u201csemina\u201d per il futuro della propria esistenza!\n<\/p>\n<p><strong>Mellus u\u2019 segrestanu biu che unu predi mortu<\/strong>.<br \/>\n<em>Meglio un sacrestano vivo che un prete morto<\/em>.<br \/>\nPer ovvie ragioni. Si dice anche: <em>mellus u\u2019 burriccu biu che unu arrettori mortu<\/em>: <em>meglio un asino vivo che un vicario (parroco) morto<\/em>. Anche qui, nonostante il banale confronto, le cose sono ovvie.\n<\/p>\n<p><strong>Mellus ua pudda oi che u\u2019 boi crasi<\/strong>.<br \/>\n<em>Meglio una gallina oggi che un bue domani<\/em>.<br \/>\nNon sempre \u00e8 cos\u00ec, in certi casi \u00e8 pi\u00f9 conveniente attendere: <em>sa pressi meda porta mali<\/em><br \/>\n= <em>la grande fretta porta male<\/em>. \u201cChi vuol esser lieto sia\/del doman non c\u2019\u00e8 certezza\u201d\u2026cantava il \u201cMagnifico\u201d\u2026ma erano altri tempi!\n<\/p>\n<p><strong>M\u00e8ri sus\u00f9nca serbidora fur\u00f9nca<\/strong>.<br \/>\n<em>Padrona tirchia serva ladra<\/em>. Le due cose si compensano: \u201c Se tu non mi dai quanto mi spetta, melo prendo comunque\u201d!<br \/>\nNell\u2019un modo e nell\u2019altro l\u2019onest\u00e0 va a farsi benedire!\n<\/p>\n<p>\u00a0<strong>Mes\u2019\u2019e Idas dies malas e festas nod\u00ecdas<\/strong>.<br \/>\n<em>Dicembre, giorni brutti e feste belle<\/em>.<br \/>\n\u00c8 riferito al Natale ed alle feste natalizie in genere. Un tempo i poveracci aggiungevano un\u2019altra rima: \u201c<em>de Paskisc\u00e8dda in s\u00f9su, frius e famini in pr\u00f9su<\/em>\u201d! \u201c<em>Dopo<br \/>\nNatale freddo e fame a non finire<\/em>\u201d!\n<\/p>\n<p><strong>Mi battit su coru che topi in cas\u00ecddu<\/strong>.<br \/>\n<em>Mi batte il cuore come al topo in trappola<\/em>.<br \/>\nQuando uno si trova in un particolare momento di emozione pi\u00f9 che di paura, usa questa espressione.\n<\/p>\n<p><strong>Mi zumiant is origas<\/strong>. <em>Le orecchie mi fischiano<\/em>. Si aggiunge, <em>fastimmu de predi:<\/em> <em>maledizione di prete<\/em>.<br \/>\nI malauguri dei preti un tempo erano temutissimi. L\u2019espressione si usa anche in altre situazioni, ad esempio quando uno ha fatto uno sgarbo o reso la pariglia ad altra persona, ha l\u2019impressione(si tratta in effetti di \u201cfondato\u201d sospetto) che questa gli mandi continue \u201cbenedizioni\u201d!\n<\/p>\n<p><strong>Modas nobas in terras beccias<\/strong>. <em>Mode nuove in terre vecchie<\/em>. Agli anziani pare strano, ma purtroppo le nuove mode travolgono le tradizioni. \u00c8 il risultato della globalizzazione.\n<\/p>\n<p><strong>Monjas de sant\u2019Agostinu duas concas in unu coscinu<\/strong>. <em>Suore di Sant\u2019Agostino due teste in un solo cuscino<\/em>. \u00c8 riferito al fatto che dormivano in due per cella con un solo lettino, tra l\u2019altro di una sola piazza. I<br \/>\nmaliziosi avanzano altre ipotesi!\n<\/p>\n<p><strong>Mortu oi scaresciu crasi.<\/strong> <em>Morto oggi dimenticato domani<\/em>. \u201cSol chi non lascia eredit\u00e0 d\u2019affetti, poca gioia ha dell\u2019urna\u2026\u201d! Dice il Foscolo nel Carme \u201cDei Sepolcri\u201d, ed ha tutte le buone ragioni del mondo.\n<\/p>\n<p><strong>Mortu su pipp\u00ecu finiu su Sant\u2019U\u00e0nni.<\/strong><br \/>\n<em>Morto il bambino finito il comparatico<\/em>.<br \/>\nNon sempre \u00e8 cos\u00ec; spesso, nonostante venga a mancare \u201cl\u2019oggetto\u201d<br \/>\ndel legame, il rispetto e l\u2019amicizia restano per tutta la vita; cos\u00ec come possono mancare anche se il bambino rimane in vita: sciusci\u00e0u su Sant\u2019Uanni: finito il comparatico!\n<\/p>\n<p><strong>Mratzu pruinosu messaiu tinjosu<\/strong>.<br \/>\n<em>Marzo piovoso massaio tignoso<\/em>. Le piogge abbondanti nel mese di marzo causano danni ai campi seminati (su lori o laori = i cereali in genere ed in primo luogo il grano). Per i tempi andati era cos\u00ec: oggi qui in Sardegna nessuno semina pi\u00f9, niente o quasi!\n<\/p>\n<p><strong>Mratzu s\u00ecccu messaiu arr\u00ecccu<\/strong>.<br \/>\n<em>Marzo secco massaio ricco<\/em>. Il mese di marzo secco e soleggiato favorisce la buona crescita dei cereali. (il contrario del precedente: mratzu pruinosu\u2026).\n<\/p>\n<p><strong>Musica pag\u00e0da fait sonu malu<\/strong>.<br \/>\n<em>Musica pagata fa suono brutto<\/em>\u2026soprattutto per chi paga!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dicius ovvero Detti e proverbi del Campidano di Sardegna parte ventitreesima Maccu de accappiai. Matto da legare. Chi ne combina di veramente grosse, indipendentemente dall\u2019et\u00e0 e dal sesso, \u00e8 proprio un matto\/a da legare e da rinchiudere. 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