{"id":2139,"date":"2006-06-23T00:45:59","date_gmt":"2006-06-23T00:45:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.melegnano.net\/?p=2139"},"modified":"2006-06-23T00:45:59","modified_gmt":"2006-06-23T00:45:59","slug":"memorie-famil27","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.melegnano.net\/memorie\/famil27.htm","title":{"rendered":"La famiglia Fantin (\u201cNanev\u00e0ca\u201d)"},"content":{"rendered":"<div class=\"tabella-scorrevole\"><table>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" height=\"60\" src=\"https:\/\/www.melegnano.net\/wp-content\/uploads\/legacy\/memorie\/tempipas0a.gif\" width=\"52\" style=\"aspect-ratio:52\/60\"><\/td>\n<td><strong>Famiglie d\u2019altri tempi<\/strong><br \/>\n<br \/>Da \u201cFamiglie d\u2019Altri tempi\u201d vol. I, di Mariano Berti &#8211; Ed. Pro Loco Comunale di Paese (TV)<br \/>\n<br \/>\u00a0<br \/>\n<strong>il libro con le storie complete pu\u00f2 essere richiesto direttamente all\u2019autore<\/strong><\/td>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" height=\"60\" src=\"https:\/\/www.melegnano.net\/wp-content\/uploads\/legacy\/memorie\/tempipas0b.gif\" width=\"57\" style=\"aspect-ratio:57\/60\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/table><\/div>\n<p><strong>La famiglia Fantin (\u201cNanev\u00e0ca\u201d)<\/strong><\/p>\n<div class=\"tabella-scorrevole\"><table>\n<tr>\n<td><picture><source type=\"image\/avif\" srcset=\"https:\/\/www.melegnano.net\/wp-content\/uploads\/legacy\/memorie\/famil027.jpg.avif\"><source type=\"image\/webp\" srcset=\"https:\/\/www.melegnano.net\/wp-content\/uploads\/legacy\/memorie\/famil027.jpg.webp\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Ritratto fotografico d&#x27;epoca di una donna anziana con occhiali.\" height=\"604\" src=\"https:\/\/www.melegnano.net\/wp-content\/uploads\/legacy\/memorie\/famil027.jpg\" width=\"420\" style=\"aspect-ratio:420\/604\"><\/picture>\u201cNane, porta f\u00f2ra \u2018a vaca, che \u2018ndemo sui campi\u201d. L\u2019ordine era arrivato alle tre e trenta del primo mattino e \u201cNane\u201d aveva fatto s\u00ec uscire dalla stalla un quadrupede, ma nel buio, non s\u2019era accorto che si trattava del bue. \u201cNon \u00e8l b\u00f2\u2026 \u2018a vaca, Nane!\u201d. A dire il vero non si sa precisamente quale dei due animali dovesse portar fuori. Un\u2019altra versione lo dava al mercato di Montebelluna ad acquistare una vacca, ma tornato a casa si accorse di avere preso un bue. Fatto \u00e8 che, fosse questo o quella, da quel giorno, aveva circa quattordici anni, Nane rimase immortalato col nomignolo di \u201cNanevaca\u201d, soprannome che resiste saldamente ancora oggi fra la sua discendenza, soprattutto riferito all\u2019osteria.<br \/>\nGiovanni Fantin (1857-1944) figlio di Pietro, era nato ad Ospedaletto d\u2019Istrana, patria d\u2019origine della sua famiglia, rimanendo orfano a soli otto anni, con una sorellina.<br \/>\nCresciuto piuttosto in fretta, Nane cominci\u00f2 a dar segni d\u2019insofferenza, facendo trasparire il desiderio d\u2019autonomia. Pertanto, mentre la sorella metteva definitamene radici nella famiglia Filippetto, lui venne a Paese come bracciante dei Perotto. Qui conobbe Camilla Lepes da Padernello, che era a servizio nella stessa casa, con la quale si fidanz\u00f2. Trov\u00f2 poi lavoro all\u2019Appiani di Treviso. Ogni giorno la stessa storia: fabbricar mattoni e coppi. Ma non era mai soddisfatto. Vedendo quest\u2019anima in pena e intuendo le sue potenzialit\u00e0, il segretario comunale di allora, Piazza, gli offr\u00ec la casetta del comune che si trovava a fianco della chiesa, rilasciandogli la licenza di fruttivendolo purch\u00e9 mettesse s\u00f9 famiglia.<br \/>\nGiovanni si spos\u00f2 con Camilla Lepes (1856-1944). Dalla loro unione, avvenuta a Paese il 4 aprile 1883, vennero al mondo sette figli: Arturo (1887-1974), che si un\u00ec a Ida Milanese (1887-1965) di Giobatta; Pietro-Romolo (1889), sposato nel 1917 con Maria Tiapaga da Sospirolo (BL); Margherita Maria (1884), maritata con un Filippetto di Villanova d\u2019Istrana; Maria detta Amabile (1892-1982), gi\u00e0 sposata con Luigi Condotta (\u201cOsti\u201d, 1892-1924) di Via San Luca, rimasta vedova nel 1924; Carmela Annunziata (1898), and\u00f2 sposa in provincia di Padova; Giuseppina Giovanna (1896), unita in matrimonio con Giuseppe Rigo da Rovigno ma residente a Paese prima di trasferirsi a Spresiano; gi\u00e0 segretario comunale di Breda di Piave, ebbe due figli, fra questi Luciano, partigiano, medaglia d\u2019argento, fucilato nel 1944 dalle Brigate Nere nel cortile della Caserma Salsa di Treviso, aveva 21 anni. A Spresiano gli \u00e8 dedicata la piazza principale, mentre nella facciata del municipio di Breda una lapide ricorda il suo sacrificio.<br \/>\nRomolo, prima di sposarsi aveva partecipato alla guerra di Libia contro i Turchi nel 1911-12. Si trovava a Gargaresch (Tripoli) quando gli arriv\u00f2 la notizia che don Attilio Andreatti, gi\u00e0 cappellano a Paese dal 1897 al 1902, stava per fare il suo ingresso da parroco, succedendo a don Lorenzo Zamprogna. Gli scrisse una lettera che fu letta in occasione dell\u2019ingresso del nuovo pastore: \u00abRev. Don Attilio, dalle terre africane ove mi trovo a combattere per il bene della Patria, sento il dovere come suo parrocchiano di mandarLe i miei vivi auguri e sentimenti di alto orgoglio sapendoLa nuovo Pastore di Paese. Dispiacentissimo non poter prendere parte alla festa che Paese in questo giorno far\u00e0 in di Lei onore, mi raccomando a Lei che anche oggi bench\u00e9 tutto festante come spero in altri giorni, mi ricorder\u00e0 al buon Dio affinch\u00e9 mi salvi d\u2019ogni pericolo che purtroppo qui ne vado spessissimo incontro e perch\u00e9 possa, grazie al Creatore, ritornare illeso fra le braccia dei miei amati genitori e fratelli che ansiosi mi attendono. A nome di tutti i soldati di Paese che si trovano in Libia e che ora non posso vedere mando gli auguri. Romolo Fantin \u2013 Regia Guardia di Finanza, Compagnia combattente Gargaresch\u00bb.<br \/>\nNel 1918, abbattuta la casetta per far posto all\u2019ampliamento della chiesa, i Fantin si trasferirono a Postioma, in una dimora rurale dei Balzero di Zero Branco, contigua a Villa Tassoni. Arturo era occupato come inserviente, nella bottega di generi alimentari di Ettore-Annibale Balzero (1833-1922), che si trovava a Paese, all\u2019inizio di Via Pravato; a sinistra della sua bottega c\u2019era l\u2019osteria dei \u201cVaintin\u00e9ti\u201d (Grespan). In seguito, ritiratosi il titolare, il negozio fu rilevato da Arturo, con l\u2019appartamento al piano superiore, dove venne ad abitare con la famiglia. Un\u2019unica scala metteva in comunicazione gli alloggi dei Fantin e dei Grespan. L\u2019osteria dei \u201cVaintin\u00e9ti\u201d, al piano superiore era fornita anche di una sala per banchetti. Negli anni venti del secolo scorso in questo locale si tenevano spettacoli di marionette e d\u2019illusionismo ad opera di compagnie girovaghe.<br \/>\nDal matrimonio di Arturo e Ida vennero al mondo sette figli, quattro maschi e tre femmine: Augusto (1912-95), che si spos\u00f2 con Vittoria Nasato (\u201cMoret\u00e8i\u201d) da Sovernigo; Battista (1913-70) si un\u00ec a Teresa Severin (\u201cSear\u00ecni\u201d); Giovanni (1915) \u2013 dal quale abbiamo tratto questa storia \u2013 era sposato ad Attilia Michieli (1920-90), detta \u201cTitti\u201d, da S. Giuseppe; Amedea (1917) sposata a Santa Bona; Rina (1920) accasata in Giacomini di Pezzan d\u2019Istrana; Antonietta (1924), sposata con Bruno Milanese di Paese; e Bruno (1926), unito ad Elisa Biscaro (\u201cIsetta\u201d) di Sovernigo.<br \/>\nCol tempo e l\u2019incremento degli affari, i figli di Arturo si spartirono l\u2019eredit\u00e0 dei loro vecchi, rimaneggiando ed ampliando botteghe e case. A Battista tocc\u00f2 il negozio di alimentari in Via Roma, che vendeva anche generi di monopolio, oltre all\u2019appartamento al piano superiore; ad Augusto l\u2019osteria nuova, in Via Battisti, con relativa abitazione; a Gianni il negozietto di Frutta e Verdura con la casa dell\u2019originaria osterietta, qui teneva anche la sua fedele cavalla \u201cLola\u201d; a Bruno il bar e tabacchi, in Via Roma, con l\u2019appartamento al piano superiore.<br \/>\nBattista, che aveva un\u2019ottima voce da tenore, aveva studiato a Venezia con Mario Del Monaco, vincendo anche un concorso per cantante lirico. Aveva inciso anche dei dischi, ma prefer\u00ec la bottega alla celebrit\u00e0 artistica. Nel 1956 aveva avuto modo di esibirsi anche in una trasmissione radiofonica registrata dalla R.A.I<br \/>\nLa casetta gi\u00e0 occupata da \u201cNane\u201d, dove fu avviata la prima attivit\u00e0, non esiste pi\u00f9. Sussiste per\u00f2 in una tavola ad olio del 1964, del pittore Berto Rossato, che riprende anche la parrocchiale di Paese, circondata dal cimitero mentre, la colonna della Madonna Incoronata, appare ancora sul sito primitivo. In primo piano il mezzobusto del precursore, con il suo \u201cmostacio\u201d.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>La storia completa di questa famiglia si trova nel primo volume \u201cFamiglie d\u2019altri tempi\u201d, 2003\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/table><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Famiglie d\u2019altri tempi Da \u201cFamiglie d\u2019Altri tempi\u201d vol. I, di Mariano Berti &#8211; Ed. Pro Loco Comunale di Paese (TV) \u00a0 il libro con le storie complete pu\u00f2 essere richiesto direttamente all\u2019autore La famiglia Fantin (\u201cNanev\u00e0ca\u201d) \u201cNane, porta f\u00f2ra \u2018a vaca, che \u2018ndemo sui campi\u201d. 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