{"id":2988,"date":"2008-12-04T13:08:57","date_gmt":"2008-12-04T13:08:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.melegnano.net\/?p=2988"},"modified":"2008-12-04T13:08:57","modified_gmt":"2008-12-04T13:08:57","slug":"storia-pagina004sr8h","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.melegnano.net\/storia\/pagina004sr8h.htm","title":{"rendered":"La Battaglia di San Martino"},"content":{"rendered":"<p>Saggio del Dr. Vitantonio Palmisano<\/p>\n<div class=\"tabella-scorrevole\"><table>\n<tr>\n<td><strong>SAN MARTINO IL 24 GIUGNO 1859<\/strong><br \/>\n<br \/>Il\u00a0 23 aprile 1859 l\u2019Austria invi\u00f2 l\u2019ultimatum al Piemonte che, come sappiamo,\u00a0 non ebbe alcun esito,\u00a0\u00a0 fu per\u00f2 questa l\u2019occasione pazientemente attesa da Cavour per provocare l\u2019Austria ad iniziare la guerra.\u00a0 Scaduto il tempo previsto gli austriaci invasero il Piemonte con l\u2019intenzione di sconfiggere l\u2019esercito Sardo prima dell\u2019arrivo dei Francesi.\u00a0 I Piemontesi si limitarono ad ostacolare l\u2019avanzata del maresciallo Gyulai allagando le risaie della Lomellina e del Vercellese; i Francesi, attraverso il passaggio del Moncenisio e quello via mare con l\u2019approdo a Genova, con base logistica a Rivarolo, ebbero modo di raggiungere rapidamente i campi di battaglia.\u00a0 Il 20 maggio gli Austriaci vennero battuti a Montebello.\u00a0 Mentre Gyulai attese con il grosso delle truppe il passaggio del nemico intorno a Piacenza, Napoleone III lo trasse in inganno passando il Po a Casale e spostando velocemente l\u2019armata francese dalla zona di Alessandria a quella di Novara per puntare poi verso Milano.\u00a0<br \/>\nSolo dopo la sconfitta di Palestro il comando austriaco\u00a0 si accorse del tranello e ordin\u00f2 lo spostamento, ancorch\u00e9 tardivo, dell\u2019esercito dalla Lomellina a Magenta ove il 4 giugno 1859 avvenne una delle battaglie chiave della seconda Guerra d\u2019Indipendenza italiana.\u00a0 Dopo l\u2019ingresso trionfale dell\u2019Imperatore Napoleone III a Milano, la sera dell\u20198 giugno<br \/>\n1859 si ebbe un altro scontro fra i due eserciti a Melegnano, fra i francesi del Primo Corpo Baraguey d\u2019Hilliers per e l\u2019 ottavo Corpo Benedek austriaco.\u00a0<br \/>\nIl 17 giugno Gyulai present\u00f2 le sue dimissioni ed il comando supremo venne assunto direttamente dall\u2019imperatore Francesco Giuseppe.\u00a0 L\u2019esercito austriaco non riusc\u00ec ad avere sufficienti informazioni sul nemico, le sue forze peraltro erano mal distribuite: la prima armata, che era piuttosto forte era ostacolata in pianura dalle coltivazioni di riso e dalle vigne, non fu quindi in grado di reagire ed infliggere l\u2019attacco definitivo pur disponendo di maggiori mezzi e uomini dei franco-piemontesi.\u00a0 Destituito<br \/>\nGyulai l\u2019Austria si prepar\u00f2 alla rivincita sul Mincio, fra Solferino e San Martino. A Solferino, il 24 giugno, 80.000 francesi attaccarono 90.000 austriaci avendone ragione solo dopo oltre dieci ore di accanita battaglia.<br \/>\nA San Martino, 30.000 piemontesi si scontrarono con un nemico di pressoch\u00e9 identica forza, e anch\u2019essi riuscirono a conquistare le munite posizioni austriache a fatica. Ma ancora una volta gli austriaci poterono ritirarsi indisturbati e chiudersi nel loro quadrilatero di Mantova, Verona, Legnago e Peschiera. I vincitori passarono il Mincio sei giorni dopo, mentre le loro flotte congiunte in Adriatico mettevano il blocco a Venezia. Tutto sembrava quindi avviarsi, nel pi\u00f9 favorevole dei modi, alla definitiva resa dei conti con l\u2019Austria, quando si sparse la notizia che Napoleone aveva inviato, a mezzo di un suo generale, una lettera a Francesco Giuseppe per proporgli un armistizio e un incontro fra loro a Villafranca.\u00a0\u00a0<br \/>\nSecondo certi memorialisti francesi fu l\u2019orrendo spettacolo dei morti e dei\u00a0 feriti sui campi di battaglia di Magenta e Solferino a sconvolgere<br \/>\nNapoleone, che della guerra era un appassionato studioso, ma praticamente non ne aveva mai combattute. E verosimilmente questo elemento influ\u00ec sulle sue decisioni o meglio sulle sue indecisioni.\u00a0 Ma, probabilmente, i motivi veri erano ben altri: il primo era di ordine puramente militare, il secondo era riferibile agli equilibri internazionali.\u00a0 Sloggiare gli austriaci dal quadrilatero diventava\u00a0 una operazione difficile, che avrebbe ancora richiesto tempo oltre ad altro sangue.\u00a0 Finch\u00e9 le operazioni erano state rapide l\u2019opinione pubblica francese aveva accolto le vittorie con tripudio, poco badando ai sacrifici che esse erano costate.<br \/>\nMa gi\u00e0 consapevole della precedente esperienza di Sebastianopoli, l\u2019Imperatore sapeva che gli entusiasmi popolari sarebbero stati di corta durata.\u00a0 E questa considerazione consigli\u00f2 all\u2019Imperatore di sfruttare le vittorie raggiunte\u00a0 con un trionfale ritorno, finch\u00e9 gli animi erano ancora caldi, questo fu il vero obbiettivo anche a costo di lasciare l\u2019impresa a met\u00e0. Un\u2019altra ragione era l\u2019improvviso aggravarsi della situazione internazionale, infatti la Prussia era in agitazione; per il momento questa poneva al proprio intervento armato in favore dell\u2019Austria a delle condizioni che questa non poteva accettare: si trattava di riconoscere la funzione di stato-guida alla Prussia nella Confederazione Germanica, sino a questo momento ancora subordinata a Vienna. Ma se l\u2019imperatore Francesco<br \/>\nGiuseppe si fosse trovato alle strette avrebbe potuto anche cedere alle lusinghe prussiane. Anche l\u2019Inghilterra si agitava, e pur simpatizzando per la causa italiana, era preoccupata per l\u2019espansionismo francese, aveva accolto la proposta russa di una mediazione, che poteva anche tradursi in termini d\u2019ingiunzione e risolversi, per i francesi, in umiliazione.\u00a0\u00a0<br \/>\nIl 24 giugno 1859 si svolse, quindi, l\u2019ultimo capitolo dell\u2019alleanza franco-piemontese con due battaglie campali. La battaglia di San Martino non era prevista per quel giorno dagli opposti schieramenti: Francesco Giuseppe aveva posto il suo quartier generale a Verona e disponeva di 135 mila uomini e 400 cannoni, mentre gli alleati posizionati a Montichiari, nel bresciano, disponevano di 150 mila uomini e 360 cannoni. La battaglia fu combattuta in due settori, quello nord attorno a San Martino, ove dopo alterne vicende le quattro divisioni sarde, agli ordini di Vittorio Emanuele II, respinsero il Corpo d\u2019armata austriaco comandato da Benedek.\u00a0 A sud invece la battaglia si concluse attorno alla rocca di Solferino, quando Napoleone III vi gett\u00f2 le quattro divisioni della sua Guardia fra i Corpi d\u2019Armata comandati dal maresciallo Baraguey d\u2019Hilliers e da Mac-Mahon. Fra i due settori, notevole importanza ebbe quello di Madonna della Scoperta, ove un vittorioso intervento sardo aiut\u00f2 sia le unit\u00e0 combattenti a San Martino che quelle in lotta a Solferino. Fra coloro che la sera della battaglia si preoccuparono di prendersi cura dei feriti abbandonati sui campi vi fu Jean-Henri Dunant un cittadino svizzero che fu poi il fondatore della Croce Rossa.\u00a0<br \/>\nFra la documentazione rinvenuta in merito alla battaglia di San Martino abbiamo una lettera che l\u2019ufficiale dell\u2019esercito sardo Ludovico Trotti scrive al padre descrivendo le alterne vicende che portarono alla vittoria, seppur di misura, dei piemontesi sugli austriaci: \u201c\u2026Carissimo pap\u00e0.<br \/>\n(\u2026) Spero che avrai ricevuto le poche righe che ti scrissi ieri mattina, quasi sul punto di rimettermi a cavallo per andare col Re a visitare i vari campi di battaglia, giacch\u00e9 i combattenti sono stati molti su di una linea di pi\u00f9 di quindici miglia. Gli austriaci avevano cominciato l\u2019attacco di gran mattino dalle forti posizioni di San Martino; esse erano numerosissimi, pare che vi portassero non meno che otto brigate comandate dal generale Benedek. La posizione fu presa dai nostri, ma ripresa poi dai nemici per la nostra inferiorit\u00e0 d\u2019artiglieria, e cos\u00ec presa e ripresa pi\u00f9 volte fin\u00ec per rimanere definitivamente agli austriaci alle tre ore. Due nostre divisioni, la terza e la quinta, erano state ingaggiate in questo sanguinoso combattimento. Le nostre perdite erano gravi, ed i soldati gi\u00e0 estenuati per cui il combattimento rimase sospeso, occupando gli austriaci San Martinomcon molta grossa artiglieria, ed i nostri la sottostante pianura appoggiandosi all\u2019alto terrapieno della strada ferrata. (&#8230;) Alle cinque il cannone taceva in quasi tutta la linea ed un uragano spaventoso s\u2019avanzava alle nostre spalle, un turbine violentissimo impediva quasi di stare ritti in piedi, il tuono rumoreggiava e la pioggia cadeva a torrenti. In questo punto il tuono del cannone venne di nuovo a frammischiarsi al tuono celeste. Alla nostra estrema sinistra le divisioni<br \/>\nCucchiari e Mollard rinforzate da una brigata\u00a0 della seconda si preparavano ad un ultimo sforzo contro San Martino aprendo un fuoco vivo d\u2019artiglieria; poco dopo i soldati furono spinti all\u2019attacco caricando alla baionettae la posizione fu presa ed occupata; il nemico inseguito e spinto lontano, lasciava vari cannoni nelle nostre mani. Il fuoco\u00a0 andava sempre pi\u00f9 allontanandosi finch\u00e9 alle nove la posizione era definitivamente occupata e il nemico in fuga\u2026\u201d<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Domenica 24 giugno 2001 \u00e8 stata commemorata la battaglia, con una rievocazione storica,\u00a0 negli stessi luoghi fra il Museo\u00a0 e la Torre di San Martino accompagnati da un\u2019orchestra che proponeva musiche risorgimentali e verdiane;\u00a0 fra i gruppi e associazioni in costume vi erano, oltre agli \u201cAmici parco della battaglia\u201d di Novara, il \u201c51\u00b0 reggimento di Linea Ungherese\u201d di Zelo Buonpersico, e il \u201c45\u00b0<br \/>\nreggimento di fanteria di linea\u201d di Milano.\u00a0<\/td>\n<\/tr>\n<\/table><\/div>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.sanmartinoesolferino.it\">Societ\u00e0 Solferino e San Martino<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Saggio del Dr. Vitantonio Palmisano SAN MARTINO IL 24 GIUGNO 1859 Il\u00a0 23 aprile 1859 l\u2019Austria 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