{"id":3003,"date":"2003-03-19T04:31:24","date_gmt":"2003-03-19T04:31:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.melegnano.net\/?p=3003"},"modified":"2003-03-19T04:31:24","modified_gmt":"2003-03-19T04:31:24","slug":"storia-pagina004ss","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.melegnano.net\/storia\/pagina004ss.htm","title":{"rendered":"Le amministrazioni melegnanesi, le Opere Sociali"},"content":{"rendered":"<div class=\"tabella-scorrevole\"><table>\n<tr>\n<td>\n<h2>Le amministrazioni melegnanesi, le Opere Sociali<\/h2>\n<\/td>\n<td><a href=\"pagina004su.htm\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Avanti: Il 1900 e la prima guerra mondiale\" height=\"31\" src=\"https:\/\/www.melegnano.net\/wp-content\/uploads\/legacy\/images\/avant.gif\" width=\"60\" style=\"aspect-ratio:60\/31\"><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<\/table><\/div>\n<div class=\"tabella-scorrevole\"><table>\n<tr>\n<td>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Stemma mediceo\" height=\"50\" src=\"https:\/\/www.melegnano.net\/wp-content\/uploads\/legacy\/immagini\/stemmapiccol.gif\" width=\"60\" style=\"aspect-ratio:60\/50\"><\/p>\n<p><p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Stemma mediceo\" height=\"50\" src=\"https:\/\/www.melegnano.net\/wp-content\/uploads\/legacy\/immagini\/stemmapiccol.gif\" width=\"60\" style=\"aspect-ratio:60\/50\"><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Stemma mediceo\" height=\"50\" src=\"https:\/\/www.melegnano.net\/wp-content\/uploads\/legacy\/immagini\/stemmapiccol.gif\" width=\"60\" style=\"aspect-ratio:60\/50\"><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Stemma mediceo\" height=\"50\" src=\"https:\/\/www.melegnano.net\/wp-content\/uploads\/legacy\/immagini\/stemmapiccol.gif\" width=\"60\" style=\"aspect-ratio:60\/50\"><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Stemma mediceo\" height=\"50\" src=\"https:\/\/www.melegnano.net\/wp-content\/uploads\/legacy\/immagini\/stemmapiccol.gif\" width=\"60\" style=\"aspect-ratio:60\/50\"><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Stemma mediceo\" height=\"50\" src=\"https:\/\/www.melegnano.net\/wp-content\/uploads\/legacy\/immagini\/stemmapiccol.gif\" width=\"60\" style=\"aspect-ratio:60\/50\"><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Stemma mediceo\" height=\"50\" src=\"https:\/\/www.melegnano.net\/wp-content\/uploads\/legacy\/immagini\/stemmapiccol.gif\" width=\"60\" style=\"aspect-ratio:60\/50\"><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Stemma mediceo\" height=\"50\" src=\"https:\/\/www.melegnano.net\/wp-content\/uploads\/legacy\/immagini\/stemmapiccol.gif\" width=\"60\" style=\"aspect-ratio:60\/50\"><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Stemma mediceo\" height=\"50\" src=\"https:\/\/www.melegnano.net\/wp-content\/uploads\/legacy\/immagini\/stemmapiccol.gif\" width=\"60\" style=\"aspect-ratio:60\/50\"><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Stemma mediceo\" height=\"50\" src=\"https:\/\/www.melegnano.net\/wp-content\/uploads\/legacy\/immagini\/stemmapiccol.gif\" width=\"60\" style=\"aspect-ratio:60\/50\"><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Stemma mediceo\" height=\"50\" src=\"https:\/\/www.melegnano.net\/wp-content\/uploads\/legacy\/immagini\/stemmapiccol.gif\" width=\"60\" style=\"aspect-ratio:60\/50\"><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Stemma mediceo\" height=\"50\" src=\"https:\/\/www.melegnano.net\/wp-content\/uploads\/legacy\/immagini\/stemmapiccol.gif\" width=\"60\" style=\"aspect-ratio:60\/50\"><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Stemma mediceo\" height=\"50\" src=\"https:\/\/www.melegnano.net\/wp-content\/uploads\/legacy\/immagini\/stemmapiccol.gif\" width=\"60\" style=\"aspect-ratio:60\/50\"><\/p>\n<\/td>\n<td><strong>L\u2019amministrazione comunale<\/strong><br \/>\n<br \/>Caduto il governo austriaco in Lombardia con l\u2019esito felice della seconda guerra per l\u2019indipendenza, furono abolite leggi del Lombardo-Veneto. Il nuovo regio governo italiano della provincia di Milano eman\u00f2 la legge del 23 ottobre 1859 riguardante l\u2019ordinamento comunale e provinciale: liste elettorali politiche e amministrative, conti comunali, bilancio, inventario dei beni, titoli, atti e carte, pubblicazione delle deliberazioni dei Consigli comunali, verbali delle giunte e dei Consigli comunali, estratti di verbale, e diversi nuovi tipi di moduli per mandati.<br \/>\nCio\u00e8 iniziava il nuovo corso amministrativo pi\u00f9 accentrato sulle responsabilit\u00e0 locali. Le amministrazioni melegnanesi ebbero, da questo momento, sindaci del luogo: Melchiorre Moro (1859-1863); Baldassarre<br \/>\nDezza (1863-1872); Stefano Busn\u00e9 (1872-1884); ancora Melchiorre<br \/>\nMoro (1884-1885); Giuseppe Galli Sangregorio (1886-1896); Giuseppe Rossi (1896-1902) e siamo arrivati alle soglie del Novecento.\u00a0 Le prime amministrazioni comunali si trovarono di fronte a gravi problemi soprattutto economici e sociali: la modernizzazione degli impianti e dei servizi pubblici; l\u2019esigenza di una esatta conoscenza della situazione agricola; l\u2019espansione dei mercati; la crescente industrializzazione, l\u2019inventario amministrativo delle opere di beneficenza vecchie e nuove; le scadenze, gli anniversari dei fatti del Risorgimento melegnanese. Fu evidente, quindi, che Melegnano non era pi\u00f9 un piccolo paese, privo di problemi o di semplice amministrazione.\u00a0<br \/>\nLo straniero, dopo secoli, lasciava ai melegnanesi un paese che richiedeva serio impegno amministrativo, formato da 1044 famiglie e con 4015 abitanti con un nucleo centrale che formava il paese e con frazioni agricole con un numero diverso di residenti: Montorfano 78, Costig\u00e8 5, La Valle<br \/>\n9, cascina S. Francesco 9, Cattanea 21, Bertarella 7, Martina 22, Silva<br \/>\n17, Brasca 5, Medica 9, Ca Matta 5, Cassinetta 7, Giardino 44, Pallazia<br \/>\n37, Pallavicina 27, Cappuccina 7, Castello 4.\u00a0 In agricoltura la raccolta era di 2500 ettolitri di granoturco, 700 di frumento, 600 di riso, 462 di avena, e larghe distese di marcite.\u00a0 Il lavoro dei caseifici riforniva il mercato con 220 quintali di formaggio grana, 60 di stracchino, 100 di burro e 100 di ricotta.\u00a0 Il foraggio verde che si otteneva ogni anno era di circa 5000-6000 quintali.\u00a0 Talvolta queste cifre erano sconvolte in bene o in male sia per le belle stagioni straordinarie come quella ricordata per tanto tempo del 1880, oppure al contrario per tempeste e distruzioni come le terribili grandinate del 1895.\u00a0 Queste cifre comunque non vanno disgiunte dalla situazzone sociale dei contadini occupati nei lavori dei campi melegnanesi. La povert\u00e0 e la miseria della gente di campagna trova conferma nel giudizio critico descritto in una relazione di inventario della situazione agricola del territorio melegnanese: \u00ab La condizione dei contadini lascia a desiderare, essendo troppo limitati i loro guadagni<br \/>\n\u00bb, ed \u00e8 questa una frase breve, ma netta e significativa di tutta una situazione.<br \/>\n<br \/><strong>Elezioni politiche<\/strong><br \/>\n<br \/>Del resto il potere politico non era orientato alla soluzione dei problemi sociali in senso moderno.<br \/>\nBasti pensare che nel 1861 avvennero le elezioni politiche, ed i melegnanesi che potevano andare alle urne erano in numero di 97 e dovevano scegliere tra il professor Francesco Pavesi, il conte Guido Borromeo ed il colonnello brigadiere ingegner Giuseppe Dezza. E la lotta politica era condotta da un comitato elettorale formato dai melegnanesi Stefano Busn\u00e8, Mel-chiorre<br \/>\nMoro, Giacomo Frassi. Il primo ballottaggio dava questi risultati: Giuseppe<br \/>\nDezza voti 52, Guido Borromeo voti 45, Francesco Pavesi voti nessuno. Polemiche e critiche preparavano il secondo e definitivo ballottaggio, ed il 28 febbraio<br \/>\n1861 \u00e8 rappresentante eletto al parlamento italiano per il nostro collegio (Melegnano, Locate Triulzi, Melzo e Paullo) il conte Guido Borromeo.<br \/>\nNessun cambiamento sociologico di rilievo avvenne anche nelle elezioni politiche dell\u2019autunno del 1865. Melegnano era capoluogo del 242\u00b0 Collegio<br \/>\nPolitico diviso ancora in quattro sezioni: Melegnano, Locate Triulzi, Melzo e Paullo. Il nostro rappresentante al parlamento fu il dottor Giuseppe<br \/>\nGuttierrez, che impost\u00f2 la sua campagna elettorale sul programma di \u00ab giustizia ed equit\u00e0 \u00bb, ma troppo ristretto era il numero degli elettori e quindi poco rappresentato era il corpo sociale, specialmente erano le masse contadine a non partecipare della vita politica e quindi a non inserirsi nei programmi sociali della nazione.<br \/>\n<br \/><strong>L\u2019economia<\/strong><br \/>\n<br \/>Oltre ai generi alimentari che si trattavano sul mercato, specialmente al gioved\u00ec, anche il fiume<br \/>\nLambro era sfruttato per la pesca.\u00a0 Tutto il tratto del fiume Lambro tra i confini del Comune di Melegnano, di chilometri tre, era di diritto feudale del marchese Medici di Marignano che nel 1870 era Gian Giacomo<br \/>\nCarlo Medici, e da lui veniva dato in affitto il diritto di pesca ad altre persone. Il mercato di Melegnano assorbiva circa venti chilogrammi di pesce alla settimana, ed il prezzo pi\u00f9 alto lo si pagava per le trote, poi per il luccio e per le anguille. Il numero dei pescatori autorizzati era di tre, a cui si univano altri dieci dilettanti, mentre sulle onde del fiume dondolavano due piccole barche per la pesca; ed il tutto era regolato da un contratto di affitto al marchese Medici.\u00a0 Il mercato del Perdono andava assumendo grosse proporzioni, e negli anni di fine secolo diventava sempre pi\u00f9 fiorente, a differenza del periodo austriaco, quando erano in vigore ristrettezze doganali e minuziose imposizioni commerciali.<br \/>\nBasti pensare che la Giunta comunale il 15 marzo 1880 deliber\u00f2 il pagamento di un treno speciale per il giorno della Fiera del Perdono con la direzione delle ferrovie al prezzo di lire 61,20, \u00ab onde facilitare il concorso degli accorrenti a vantaggio di questi commercianti \u00bb.\u00a0<br \/>\nUn ulteriore problema della piazza di Melegnano era il mercato dei maiali, perch\u00e9 diventava sempre pi\u00f9 frequentato e le piazzole secondarie evidentemente non erano pi\u00f9 adatte, sia per la ristrettezza dello spazio, sia perch\u00e9 disturbavano il traffico ed il passaggio del tram e dei passeggeri. Venne scelto il terreno in zona della chiesa di<br \/>\nS. Rocco fuori del Portone, che era di propriet\u00e0 del marchese Medici.\u00a0<br \/>\nSi iniziarono le trattative nel 1871, e l\u2019autorizzazione dello stato arriv\u00f2 nel 1879. E fu costruito il mercato dei maiali e di altre bestie, su una piazza che ebbe una superficie di tremila metri quadrati con il progetto e la direzione tecnica di Antonio Sommaruga. In tale occasione l\u2019aspetto della piazza fu cambiato, perch\u00e9 fu chiuso il fossato lungo il lato ovest e parte del lato sud, mentre si allargo\u2019 il fossato ad est e fu costruito il cavo a nord. Ancora oggi noi chiamiamo quella zona \u00ab la piazza di nim\u00e0i \u00bb.<br \/>\n<br \/><strong>Trasporti<\/strong><br \/>\n<br \/>I collegamenti e la rete dei trasporti si concretavano nell\u2019aggiornamento delle poste, delle ferrovie, del tram e del telefono e del telegrafo.\u00a0 La soppressione delle vetture erariali sotto il Lombardo-Veneto fu sostituita affidando il trasporto dei dispacci e delle lettere alle imprese private nel 1860, con due corse al giorno, che nel 1861 erano gi\u00e0 sufficienti mentre nel 1874 si procur\u00f2 l\u2019attivazione di un locale per l\u2019impianto e il funzionamento del telegrafo. La ferrovia Milano Piacenza, che era soltanto ad un solo binario, nel febbraio 1889 fu ampliata con un secondo binario a Melegnano, dove avvenne gi\u00e0 dal 1862 l\u2019allargamento dei cancelli di passaggio e di difesa dei passanti. E il settembre 1880 vide l\u2019attraversamento del tram nell\u2019abitato di Melegnano, con alcune carrozze e la macchina a vapore, sulla linea S. Angelo-Melegnano-Milano, e questo fatto decise l\u2019occupazione di parte della Piazza Garibaldi dal 1880 al 1886 per lo spazio riservato all\u2019Azienda Tramviaria. Quindi eravamo strettamente e giornalmente collegati con Milano, Lodi e S. Angelo Lodigiano.\u00a0 Per quanto riguarda la linea telefonica non si pu\u00f2 davvero parlare di diffusione, perch\u00e9 ancora nel 1885 esisteva un solo apparecchio telefonico ed era quello della ditta Trombini.\u00a0 La prima conseguenza di questi ampliamenti dei mezzi di collegamento quotidiani fu di natura sociale. I melegnanesi si scuotevano dal loro clima chiuso della Spagna e dell\u2019Austria per venire a contatto con altre mentalit\u00e0 e soprattutto altre idee politiche, economiche e culturali: erano di questi tempi le prime manifestazioni di socialismo ed antisocialismo, di adesioni a nuove tecniche agricole e di maggiori esigenze culturali. Ne era avvantaggiato lo scambio di lettere, di scritti privati, ma anche di giornali e di gazzette che riportavano i fatti italiani, europei e mondiali; cio\u00e8, la societ\u00e0 umana entrava in casa dei melegnanesi. Era facilitato l\u2019aggiornamento dei prezzi sul mercato, delle novit\u00e0 tecniche e produttive in agricoltura e nell\u2019industria; ed il naturale scambio umano favoriva l\u2019incontro affettivo e matrimoniale.<br \/>\nAnche le persone pi\u00f9 povere potevano dunque viaggiare ed uscire dal gretto ambito del proprio cortile melegnanese.\u00a0 Un\u2019ulteriore conseguenza, meno appariscente, ma che agiva con pi\u00f9 efficacia sulla prospettiva futura, consisteva nella possibilit\u00e0 che il popolo minuto ed analfabeta, cui l\u2019unico impegno e svago era il lavoro e la famiglia, poteva acquistare una sua capacit\u00e0 critica fatta di inevitabili confronti e paragoni con coloro che erano diversi per ricchezza, posizione sociale o cultura: sorgeva cio\u00e8 la presa di coscienza della diversit\u00e0 di classi sociali che differenziavano la societ\u00e0.\u00a0 L\u2019ordinamento comunale, lo sviluppo economico, l\u2019ingrandimento dei mercati, i nuovi collegamenti e la rete dei trasporti furono realizzazioni sociali necessarie, anche se non clamorose o storicamente notevoli. Tuttavia, sebbene il loro realizzarsi fosse circondato da polemiche e da critiche talora aspre, indubbiamente tali opere pubbliche risolvevano obiettive necessit\u00e0 locali; e quindi esse iniziarono seppure in modo limitato la fase dello sviluppo industriale melegnanese ed ingrandirono l\u2019importanza di Melegnano come centro di convergenza dei Comuni e delle frazioni rurali limitrofe.\u00a0 Passate le critiche e morti gli uomini che si combatterono su tale terreno, le loro opere rimasero non solo attive, ma come ulteriore stimolo a maggiori sviluppi per le generazioni venture.<br \/>\n<br \/><strong>Scuola<\/strong><br \/>\n<br \/>Una prova delle difficolt\u00e0 e forse del sospetto per l\u2019accettazione dei nuovi tempi fu dato nel settore della scuola. Nel periodo austriaco le scuole pubbliche melegnanesi comprendevano soltanto due classi elementari, la prima e la seconda. I1 14 febbraio 1862 il Consiglio comunale affrontava la discussione sulla necessit\u00e0 di estendere l\u2019istruzione creando la terza elementare. Ma dalla constatazione che i ragazzi gi\u00e0 degli anni undici erano impiegati al lavoro, si decise alla unanimit\u00e0 di non istituire un altro grado superiore alle prime due elementari. E cos\u00ec, su una popolazione di 4015 abitanti nel 1862, gli alunni che frequentavano la scuola erano 145 (84 maschi e<br \/>\n61 femmine), ma rimanevano fermi alla istruzione delle prime due elementari.\u00a0<br \/>\nSoltanto pi\u00f9 tardi, con l\u2019amministrazione Codeleoncini (retta dall\u2019avvocato<br \/>\nDomenico, nato a Melegnano il 6 febbraio 1876 e sindaco dal 2-8-1906 al<br \/>\n17-8-1914) il problema della scuola melegnanese ricever\u00e0 una soluzione ardita e radicale, sia dal punto di vista edilizio sia dal punto di vista istituzionale ed organico, con il funzionamento normale e definitivo delle cinque classi elementari.<br \/>\n<br \/><strong>Asilo Trombini<\/strong><br \/>\n<br \/>Comunque in Melegnano cinque opere sociali emersero a caratterizzare la societ\u00e0 del periodo post-risorgimentale: l\u2019Asilo Trombini, il Ricovero dei vecchi l\u2019Ospedale Predabissi, la Societ\u00e0<br \/>\nOperaia, e il giornale Il Corriere del Lambro. L\u2019asilo Trombini fu fondato da Giovanni Battista Trombini, aperto nel novembre del 1887. Trombini lo eresse come monumento alla memoria dei suoi due figli, Cesare e Maura, morti giovanissimi a breve intervallo. Quando sorse appar\u00ec di dimensioni colossali, perch\u00e9 grandioso, pieno d\u2019aria, di luce, di comodit\u00e0, con bagni, caloriferi, portici, cortili, talmente che venne definito una reggia.\u00a0 Lo scopo fu quello di accogliere i figli degli operai dello stabilimento di filatura della ditta Trombini, sotto la pedagogia di tre maestre, due assistenti ed una cuciniera, che dovevano assistere ad una media annua di circa 120 bambini, dai tre ai sei anni.<br \/>\n<br \/><strong>Ricovero dei vecchi<\/strong><br \/>\n<br \/>Il Ricovero dei Vecchi, oggi<br \/>\nCasa di Riposo, fu istituito nel 1894, col nome di Casa della Provvidenza da don Enrico Orsenigo, parroco, e da Clateo Castellini, gerente comproprietario della locale Filatura Trombini e di Clateo Castellini e C.; e visse fino al 1937 del loro aiuto, della beneficenza cittadina e del reddito patrimoniale.<br \/>\nIn seguito, dovendosi provvedere ad un maggior numero di letti per soddisfare alle richieste sempre pi\u00f9 numerose, fu stabilito di calcolare ogni anno una diaria uguale per tutti al costo reale di ricovero e di ammettere solo il Comune di Melegnano a beneficiare del reddito patrimoniale. L\u2019istituzione ebbe per scopo di provvedere al mantenimento e all\u2019assistenza dei vecchi di et\u00e0 superiore ai 60 anni, inabili al lavoro proficuo, e dei cronici senza limiti di et\u00e0.\u00a0 Potevano pure essere ricoverati a pagamento anche i vecchi e i cronici a carico di parenti o solventi in proprio.<br \/>\n<br \/><strong>Ospedale Predabissi<\/strong><br \/>\n<br \/>L\u2019Ospedale Predabissi deve la sua origine alla volont\u00e0 di Sofia Predabissi vedova Alfieri, morta il 20 giugno 1871 a Milano.\u00a0 Essa lasci\u00f2 scritto nel suo testamento che la possessione terriera di Calvenzano, nel Comune di Vizzolo, servisse per la istituzione e per il mantenimento di un Ospedale, che doveva essere eretto in Calvenzano, e che fosse per gli ammalati dei Comuni di Vizzolo e di Melegnano; ma con un decreto reale del 2 gennaio 1873 arriv\u00f2 l\u2019autorizzazione governativa per costruire l\u2019ospedale non in Calvenzano, ma in Melegnano, perch\u00e9 si era riconosciuto che vi erano maggiori comodit\u00e0 ed anche maggiori interessi in favore degli ammalati. Lo scopo principale dell\u2019Ospedale era il ricovero e la cura degli ammalati poveri di Melegnano e di Vizzolo, e con pagamento anche degli altri ammalati di altri comuni o di passaggio, purch\u00e9 non fossero affetti da malattie contagiose o da sifilide o da cronicit\u00e0, con la direzione e l\u2019opera delle Suore di Carit\u00e0. L\u2019amministrazione, formata da un presidente e quattro consiglieri triennali, ebbe nelle mani la possessione di Calvenzano, che era di pertiche milanesi 2396 e che era valutata in lire 354.310, con fondo di lasciti, di donazioni e di legati. Lo Statuto organico fu approvato il 13 ottobre 1873 ed il Consiglio d\u2019amministrazione era formato da Giovanni<br \/>\nSecondi, presidente; Stefano Busn\u00e9, Melchiorre Moro, Elia Besozzi,<br \/>\nEmilio Dacc\u00f2, consiglieri; con il segretario Domenico Origoni.<br \/>\n<br \/><strong>Societ\u00e0 Operaia<\/strong><br \/>\n<br \/>Una istituzione pubblica di vasta portata con esiti positivi e di schietta caratteristica popolare fu la \u00ab Societ\u00e0 Operaia \u00bb, costituita il 1 luglio 1872, denominata meglio \u00ab Societ\u00e0 di Mutuo Soccorso per Il gruppo delle \u201cnonnine\u201d del Ricovero dei Vecchi (la foto \u00e8 di venti anni fa).\u00a0 gli Operai Braccianti e Contadini\u00bb che ottenne il pieno riconoscimento giuridico il 16 aprile 1890 dal Regio Tribunale Civile e<br \/>\nPenale di Milano. Lo scopo era l\u2019aiuto alla classe operaia; sussidi di malattia, di vecchiaia, di cronicit\u00e0, di aiuto nelle famiglie del socio defunto, disoccupazione, disgrazie, povert\u00e0, miseria, e ogni caso urgente. Fu una istituzione molto sentita dai lavoratori della terra e dai braccianti, perch\u00e9 avevano la certezza di sentirsi difesi almeno nelle dure e improvvise cattive circostanze della vita. Ed era una prima scuola di minuta democrazia, perch\u00e9 le cariche erano elettive, e gli incontri in sede favorivano la discussione sugli argomenti pi\u00f9 sentiti dalla classe operaia di allora, che erano le ore di lavoro e il salario. Rappresentava anche una prima, seppur elementare, associazione sindacale, perch\u00e9 anche il solo guardare i soldi nella busta paga \u00e8 fare il primo gradino del sindacalismo. La Societ\u00e0 Operaia possedeva anche una buona biblioteca, che risulterebbe la prima biblioteca pubblica nella storia di Melegnano. La Societ\u00e0 svolse la sua attivit\u00e0 per oltre 50 anni e fu sciolta non per anemia amministrativa o mancanza di idee e di mezzi, ma per deciso intervento del Comune che era, nel 1928, nelle mani del fascio; ed anche perch\u00e9 le massime cariche della<br \/>\nSociet\u00e0 erano passate nelle mani di persone di stretta fede fascista; ed infine perch\u00e9 il partito fascista stava organizzando su scala nazionale per ogni Comune le sue Istituzioni sportive, dopolavoristiche e sociali. Al termine della sua attivit\u00e0 la Societ\u00e0 aveva un totale attivo di lire 114.000 tra cui il fabbricato di via 8 Giugno<br \/>\nN. 7, tale stabile pass\u00f2 in affitto al Comune per alcune aule delle<br \/>\nScuole elementari. per la palestra e ginnastica e per procurare una sede stabile all\u2019ambulatorio comunale ed al suo custode, finch\u00e9 nel febbraio del 1935 il Comune acquist\u00f2 tutto il fabbricato ed il complesso dei beni della ex Societ\u00e0 Operaia.<br \/>\n<br \/><strong>Il giornalismo<\/strong><br \/>\n<br \/>Grande merito editoriale e giornalistico, all\u2019avanguardia per l\u2019informazione e la cultura, per destare capacit\u00e0 critica e stimolo ad una maggior partecipazione, venne dal giornale melegnanese<br \/>\n\u00ab Il Corriere del Lambro \u00bb, periodico popolare settimanale, che aveva come motto \u00ab L\u2019interesse di ognuno per l\u2019interesse di tutti<br \/>\n\u00bb, di orientamento laico liberaleggiante, uscito con il primo numero nel giugno del 1874 e che non si sa bene quanto tempo tirasse avanti nelle pubblicazioni.\u00a0 I primi amministratori furono il maestro delle elementari<br \/>\nAlfonso Pirani e Carlo Codeleoncini, gerente della Tipografia Sociale.\u00a0<br \/>\nIl giornale \u00ab Il Corriere del Lambro \u00bb aveva quattro facciate, del costo di centesimi dieci.\u00a0 Pur nella sua modestia si presentava completo; con cronaca di politica interna ed estera; temi sociologici sulla propriet\u00e0; il gazzettino dei pettegolezzi e della vita spicciola melegnanese; la posta dei lettori; i prezzi del riso, frumento, granoturco, segala, avena, fieno, paglia, uova, farine, pane, paste, carni, lardo, burro, vino, che rappresentavano le merci ed i generi pi\u00f9 contrattati sui mercati melegnanesi; la pubblicit\u00e0; ed infine anche un romanzo di appendice a puntate.\u00a0 Verso la fine del secolo, nel 1895, appariva il \u00ab Taccuino Melegnanese \u00bb, di stampo nettamente clericale, in occasione di fine d\u2019anno, dove erano l\u2019orario delle funzioni religiose; cenni della vita di un santo; i nomi della gerarchia ecclesiastica; l\u2019elenco degli Uffici pubblici melegnanesi; le opere di beneficenza; le istituzioni pubbliche; gli orari per le visite all\u2019ospedale; le tariffe postali e telegrafiche; le notizie astronomiche.\u00a0 Furono queste le opere sociali, benefiche e culturali pi\u00f9 emergenti della Melegnano dopo il Risorgimento, nel clima della ricuperata libert\u00e0 nazionale. Furono queste le opere sociali di una cittadina della Bassa Milanese che nel 1871 aveva 5518 abitanti, saliti a 6022 nell\u2019anno 1881, ed a 6782 nel dicembre del 1901.\u00a0 Forse non si pot\u00e9 fare di pi\u00f9 nel settore sociale e culturale, ma \u00e8 opportuno notare che con queste opere erano assicurate, anche nel limite minimo, le pi\u00f9 essenziali cure di intervento, soccorso, ricovero ed assistenza e sussidi, oltre ai primi tentativi dell\u2019informazione pubblica.<br \/>\n<\/p>\n<hr width=\"100%\"\/>\n<br \/>Il valore pi\u00f9 positivo ed il significato storico di tali opere assistenziali sono ancor maggiori: tali opere, come erano organizzate, necessariamente creavano larghi incontri quotidiani tra ogni categoria di melegnanesi e di persone anche non melegnanesi; esse diffusero il senso comunitario dell\u2019aiuto e dell\u2019intervento.\u00a0<br \/>\nMa queste opere sociali melegnanesi servirono anche a svelare per la prima volta davanti a tutti, qualora fosse stato necessario, i problemi reali e concreti della povera gente, e quali fossero i bisogni esistenziali di chi viveva soltanto della fatica delle proprie braccia.\u00a0 In questo senso la storia non approva in nessun modo la visione irreale di una Melegnano ottocentesca descritta qua e l\u00e0 o pubblicizzata in varie occasioni, quando viene presentato il nostro paese come un angolo bello, felice, idilliaco, pacifica oasi del lavoro nelle filande e nei campi ubertosi: \u00e8 una follia simile descrizione.\u00a0 La realt\u00e0 era un\u2019altra e pi\u00f9 cruda: alla fine del 1800 la mortalit\u00e0 infantile sotto i cinque anni raggiungeva il 52% dei morti, ed il fatto era strettamente in rapporto alla povert\u00e0, alla vita disagiata delle madri operaie, allo scarso allattamento materno nonostante l\u2019intervento comunale per pagare le balie, con forti somme di bilancio.\u00a0 In parecchie case era d\u2019obbligo un disagiato superaffollamento domiciliare, con alta insalubrit\u00e0 ed umidit\u00e0 delle abitazioni, specialmente quelle popolari dei rioni, dove c\u2019era un\u2019unica tromba per l\u2019acqua o un solo pozzo, e scarsi sporchi servizi igienici in comune per tutti nel cortile.\u00a0 Le giornate di lavoro non erano regolate con precisi contratti sindacali, ma si fondavano sul rapporto personale tra datore di lavoro e operaio, rapporto che talora era teso, anche se a Melegnano non mancarono datori di lavoro esemplari e comprensivi.\u00a0<br \/>\nNelle filande melegnanesi, specialmente nel reparto detto \u00ab spinalino<br \/>\n\u00bb, si formavano i candidati alla tubercolosi ed alle malattie delle vie respiratorie che conducevano alla inabilit\u00e0 precoce.\u00a0 E<br \/>\nla prova pi\u00f9 brutale sullo stato fisico e sanitario della nostra popolazione melegnanese emergeva netta e chiara in occasione delle visite di Leva Militare che si facevano ogni anno anche a Melegnano: nel 1880 vi furono 29 abili su 54; nell\u2019anno 1881 vi furono 24 abili su 47; nel<br \/>\n1882 vi furono 34 abili su 68: nel 1883 vi furono 42 abili su 72; nel 1884 vi furono 47 abili su 89. Siamo all\u2019incirca sempre attorno al 50% di riformati e di rivedibili.\u00a0 Neppure il settore ecclesiastico poteva dirsi in buone acque, perch\u00e9 nel 1866 la Legge italiana convertiva le propriet\u00e0 della Chiesa in Rendite del Debito Pubblico, incamerando case e beni. A<br \/>\nMelegnano il patrimonio di S. Giovanni perdeva i beni immobili della ex chiesa di S. Filippo e Giacomo e parecchie case con giardini ed orti.<br \/>\n<\/p>\n<hr width=\"100%\"\/>\n<br \/><strong>L\u2019industria e la Camera del<br \/>\nLavoro<\/strong><br \/>\n<br \/>Nel 1878 lo stabilimento Trombini e Castellini aveva 250 uomini, 200 donne e 238 fanciulli. Lo stabilimento aveva un motore a forza idraulica ed un motore a vapore. Inoltre funzionava la filanda Dezza, per la lavorazione della seta, situata prima al Costig\u00e8 poi, dal 1873, all\u2019ex convento delle monache, in cui erano attivi il uo mini e 200 tra donne e fanciulli. Vi era, dunque, una realt\u00e0 di aggregazione operaia, cio\u00e8 Melegnano rappresentava una concentrazione operaia notevole, quindi Melegnano era uno dei poli industriali del Milanese.\u00a0<br \/>\nSi spiega la presenza della \u00ab Societ\u00e0 Operaia \u00bb (1872) in Melegnano, una delle Societ\u00e0 Operaie gi\u00e0 attive dal 1860 nel Nord come fatto rilevante che serviva anche come un legame tra il proletariato urbano e masse contadine.\u00a0 E si spiega la presenza della Camera del<br \/>\nLavoro. Essa dapprima era autonoma, ma troppi sacrifici doveva fare per sostentare le richieste e per sostenersi in un piccolo centro agricolo come Melegnano. La Camera del Lavoro deliber\u00f2, quindi, di trasformarsi in Succursale della Camera del Lavoro di Milano, e fu in Melegnano la prima succursale ad essere inaugurata.\u00a0 La fondazione della Succursale della<br \/>\nCamera del Lavoro in Melegnano fu imitata da Gorgonzola, Busto Arsizio,<br \/>\nLegnano, Codogno, Abbiategrasso. Nell\u2019interno della Camera del Lavoro vi era anche la Lega Contadina e la Lega Braccianti. Nel 1902 i tesserati in Melegnano erano 290, ed ogni tessera costava lire 2.<br \/>\n<br \/><strong>La demografia<\/strong><br \/>\n<br \/><strong>Dal 1860, anno in cui Melegnano faceva 4528 abitanti, si arriva al 1901 con 6782 unit\u00e0. Cio\u00e8 in 41 anni Melegnano aument\u00f2 di 3339 anime con una media di 82 individui ogni anno.<\/strong><br \/>\n<br \/><strong>La mortalit\u00e0 per classi di et\u00e0 \u00e8 questa, per il periodo 1860-1901:<\/strong><\/p>\n<table>\n<tr>\n<td><strong>morti entro un anno\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n1778\u00a0<\/strong><br \/>\n<br \/><strong>\u00bb\u00a0\u00a0 da\u00a0<br \/>\n1 a\u00a0 4 anni\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n897<\/strong><br \/>\n<br \/><strong>\u00bb\u00a0\u00a0 \u00bb\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n4 a\u00a0 7 anni\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n415<\/strong><br \/>\n<br \/><strong>\u00bb\u00a0\u00a0 \u00bb\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n7 a 10 anni\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n290<\/strong><br \/>\n<br \/><strong>\u00bb\u00a0\u00a0 \u00bb\u00a0<br \/>\n11 a 20 anni\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n370<\/strong><br \/>\n<br \/><strong>\u00bb\u00a0\u00a0 \u00bb\u00a0<br \/>\n21 a 30 anni\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n401<\/strong><br \/>\n<br \/><strong>\u00bb\u00a0\u00a0 \u00bb\u00a0<br \/>\n31 a 40 anni\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n378\u00a0<\/strong><br \/>\n<br \/><strong>\u00bb\u00a0\u00a0 \u00bb\u00a0<br \/>\n41 a 50 anni\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n421<\/strong><br \/>\n<br \/><strong>\u00bb\u00a0\u00a0 \u00bb\u00a0<br \/>\n51 a 60 anni\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n546<\/strong><br \/>\n<br \/><strong>\u00bb\u00a0\u00a0 \u00bb\u00a0<br \/>\n61 a 70 anni\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n476<\/strong><br \/>\n<br \/><strong>\u00bb\u00a0\u00a0 \u00bb\u00a0<br \/>\n71 a 80 anni\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n336<\/strong><br \/>\n<br \/><strong>oltre\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n80 anni\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n73\u00a0<\/strong><\/td>\n<td><strong>\u00a0pari al 27,9%<\/strong><br \/>\n<br \/><strong>\u00a0 \u00bb \u00bb\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n14,2%<\/strong><br \/>\n<br \/><strong>\u00a0 \u00bb \u00bb\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n6,5%<\/strong><br \/>\n<br \/><strong>\u00a0 \u00bb \u00bb\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n4,5%<\/strong><br \/>\n<br \/><strong>\u00a0 \u00bb \u00bb\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n5,8%<\/strong><br \/>\n<br \/><strong>\u00a0 \u00bb \u00bb\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n6,3%<\/strong><br \/>\n<br \/><strong>\u00a0 \u00bb \u00bb\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n5,9%<\/strong><br \/>\n<br \/><strong>\u00a0 \u00bb \u00bb\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n6,6%<\/strong><br \/>\n<br \/><strong>\u00a0 \u00bb \u00bb\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n8,5%<\/strong><br \/>\n<br \/><strong>\u00a0 \u00bb \u00bb\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n7,4%<\/strong><br \/>\n<br \/><strong>\u00a0 \u00bb \u00bb\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n5,2%<\/strong><br \/>\n<br \/><strong>\u00a0 \u00bb \u00bb\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n1,1%<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<p><strong>Nel settore del matrimonio la classe di et\u00e0 degli sposi era la seguente:<\/strong><br \/>\n<br \/><strong>entro 20\u00a0 anni\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n0,7%<\/strong><br \/>\n<br \/><strong>tra i 20 ed i 30\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n58%<\/strong><br \/>\n<br \/><strong>tra i 31 ed i 40\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n31%<\/strong><br \/>\n<br \/><strong>tra i 41 ed i 50\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n8,1%<\/strong><br \/>\n<br \/><strong>tra i 51 ed i 60\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n1,2%<\/strong><br \/>\n<br \/><strong>oltre i 60\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n0,2%<\/strong><br \/>\n<br \/>Tra i maschi il pi\u00f9 giovane \u00e8 risultato di 19 anni che sposa una di 16 anni. L\u2019et\u00e0 tra gli sposi differisce solo di pochi anni, come regola generale. Un caso limite \u00e8 riscontrato nel 1885 in cui un suonatore di 29 anni sposa una contessa di anni 52.\u00a0 Venendo ora a studiare brevemente le morti in rapporto alle loro cause (le malattie), si possono fornire questi dati relativi all\u2019anno 1896, secondo una statistica precisa e minutamente documentata: bronchite 25, polmonite 19, vizio cardiaco 13, nefrite 6, apoplessia 13, sderema dei neonati 6, meningite 17, febbre perniciosa 2, enterite 12, ileo tifo 4, peritonite 2, tubercolosi 11, carcinoma 12, rachitismo 1, cachessia palustre 2, senilit\u00e0 3, emorragia interna 1, volvolo intestinale<br \/>\n1. Colpiti per le malattie infettive, relativamente all\u2019anno 1896 sono: varicella 19, scarlattina 16, difterite 3, malaria 918, tubercolosi 24.<br \/>\n<br \/><strong>Vita pubblica melegnanese<\/strong><br \/>\n<br \/><strong>All\u2019inizio del 1900 Melegnano era cos\u00ec costituita:<\/strong><br \/>\n<br \/>Ricevitoria del registro, Sede di pretura, Ufficio di conciliazione, Condotta medica per tutte le cascine, e per Vizzolo, Cerro, Riozzo, Pedriano, Mezzano, Veterinario, Notaio, Ingegneri (4), Agenzia agricola, Assicurazione Mutua Grandine (Venezia, Adriatica),<br \/>\nBanca Mutua Popolare di Lodi, Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde,<br \/>\nIndustria Trombini e Castellini, Societ\u00e0 Mutua Operaia, anche per braccianti e contadini, Associazione agricola lombarda, Ospedale Predabissi,<br \/>\nCongregazione di Carit\u00e0, Causa Pia Ciceri, Causa Pia Maiocchi, Causa<br \/>\nPia Buttafava, Asilo Trombini, Asilo Comunale, Istituto Suore Domenicane,<br \/>\nTeatro Dezza, Biblioteca circolante, Societ\u00e0 \u00ab 8 Giugno \u00bb<br \/>\nfra reduci e militari in congedo, Corpo Musicale \u00ab Giuseppe Verdi<br \/>\n\u00bb, Circolo filodrammatico daniante, Circolo \u00ab Stemm al\u00e9gher<br \/>\n\u00bb, Reali Carabinieri, Parrocchia con li sacerdoti per Melegnano,<br \/>\nColturano, Vizzolo, Riozzo, Rocca Brivio.\u00a0<br \/>\n<br \/><strong>Melegnanesi illustri\u00a0<\/strong><br \/>\n<br \/>Nel 1800 fioriscono i nomi di parecchi melegnanesi che si segnalarono in diversi settori. Noi, qui, ci limitiamo a ricordare i pi\u00f9 emergenti: Buttafava Giovanni Desiderio, di antica famiglia originaria, dal secolo XII, del Piacentino, e che nella prima met\u00e0 del 1500 stabil\u00ec la residenza fissa in Melegnano.<br \/>\nGiovanni Battista Desiderio (1765-1810) ricopr\u00ec la carica di sindaco ai tempi della Rivoluzione francese e nel primo periodo napoleonico. Pi\u00f9 volte intervenne a rinsanguare le casse comunali. Spos\u00f2 Teresa Mola, sorella del vescovo di Bergamo.\u00a0 Mor\u00ec all\u2019et\u00e0 di 45 anni lasciando ben 14 figli. A Melegnano venne eretto il Mausoleo Buttafava o tomba di famiglia. La costruzione in stile neogotico, fu terminata nel marzo 1884.\u00a0 Cordoni Francesco (1834-1910). Attivo consigliere comunale.<br \/>\nRicopr\u00ec importanti cariche sociali ed amministrative. Attivo dirigente della \u00ab Societ\u00e0 Operaia \u00bb. Era membro di una delle pi\u00f9 celebri famiglie di Melegnano: il fratello Gerolamo fu patriota liberale, ed il fratello Carlo fu consigliere comunale per oltre 20 anni, presidente dell\u2019Ospedale Predabissi, benefico verso il Ricovero dei Vecchi e della<br \/>\n\u00ab Societ\u00e0 Operaia \u00bb.\u00a0 Frassi Giacomo (1831-1893).<br \/>\nConsigliere comunale, amministratore dei beni ecclesiastici, economo della<br \/>\nCongregazione di Carit\u00e0.\u00a0 consigliere dell\u2019Ospedale Predabissi.<br \/>\nEra ingegnere di cultura assai vasta. L\u2019anno stesso della sua morte si discusse l\u2019opportunit\u00e0 di dedicargli una via. Morendo lasci\u00f2 la sua propriet\u00e0 (attuale tratto di Via Roma, angolo Via Marconi) perch\u00e9 servisse alla creazione di una Casa di riposo per anziani.\u00a0<br \/>\nSangregorio Giuseppe, sindaco di Melegnano dal 1886 al 1896.\u00a0 Al censimento del 1881 Melegnano contava 6234 abitanti. Fu diverse volte anche assessore comunale. Riorganizz\u00f2 il sistema dei tributi, curo la miglioria delle strade, costitu\u00ec le scuole di grado superiore alle elementari, diede sviluppo al mercato dei maiali, volle il potenziamento dei mezzi di comunicazione.\u00a0 Saresani Ferdinando (1811-1875). Storico, sacerdote, di umile famiglia. Prima coadiutore a Melegnano poi, dal 1862, parroco della parrocchia dei santi Vito e Modesto a Burago Molgora. Lasci\u00f2 una descrizione storica di Melegnano, stampata nel 1886.\u00a0 Senna Felice (1776-1854). Medico chirurgo, proveniente da Sant\u2019Angelo Lodigiano, grande benefattore. Gli fu dedicata una via in Melegnano nel 1876 in occasione del centenario della nascita.<br \/>\n<br \/><strong>La viabilit\u00e0<\/strong><\/p>\n<table>\n<tr>\n<td><strong>All\u2019inizio del 1900 le strade di Melegnano erano queste:<\/strong><br \/>\n<br \/><strong>provinciale per Lodi ..\u00a0<\/strong><br \/>\n<br \/><strong>via Carmine \u00bb<\/strong><br \/>\n<br \/><strong>via Cavour \u00bb<\/strong><br \/>\n<br \/><strong>via San Pietro<\/strong><br \/>\n<br \/><strong>via Solferino\u00a0\u00a0 ..<\/strong><br \/>\n<br \/><strong>via Felice Senna ..<\/strong><br \/>\n<br \/><strong>via dei Servi .\u00a0 ..<\/strong><br \/>\n<br \/><strong>via Lunga<\/strong><br \/>\n<br \/><strong>via Industria (oggi Trento e<br \/>\nTrieste)<\/strong><br \/>\n<br \/><strong>via del Popolo (oggi Carlo Bascap\u00e8).<\/strong><br \/>\n<br \/><strong>via Marsala.<\/strong><br \/>\n<br \/><strong>via Asilo (oggi <a href=\"..\/rif0014.htm\">Gian Giacomo Medici<\/a>)<\/strong><br \/>\n<br \/><strong>via San Pietro.<\/strong><br \/>\n<br \/><strong>via del Campanile (oggi Bersani)<\/strong><br \/>\n<br \/><strong>vicolo Centrale (oggi Oberdan)<\/strong><br \/>\n<br \/><strong>via dei Pellegrini (oggi Mazzini)<\/strong><br \/>\n<br \/><strong>sentiero del Monastero ..<\/strong><br \/>\n<br \/><strong>piazza Vittorio Emanuele (oggi<br \/>\nRisorgimento) metri quadri\u00a0<\/strong><br \/>\n<br \/><strong>piazza Castello ..\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\nmetri quadri<\/strong><br \/>\n<br \/><strong>piazza Garibaldi.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\nmetri quadri<\/strong><br \/>\n<br \/><strong>piazza dei maiali (oggi IV Novembre).\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\nmetri quadri\u00a0<\/strong><br \/>\n<br \/><strong>tronco di strada di Carpiano\u00a0<\/strong><br \/>\n<br \/><strong>tronco di strada di Landriano<\/strong><br \/>\n<br \/><strong>tronco di strada di San Francesco\u00a0<\/strong><br \/>\n<br \/><strong>tronco di strada di Colturano (Cerca)\u00a0<\/strong><br \/>\n<br \/><strong>tronco di strada Pandina\u00a0<\/strong><br \/>\n<br \/><strong>tronco di strada Molino Rotto (oggi Montegrappa)<\/strong><\/td>\n<td><ul class=\"elenco-navigazione\"><li>di metri<\/li><li>1382<\/li><li>\u00a0 162,60<\/li><li>\u00a0 236<\/li><li>\u00a0 144<\/li><li>\u00a0\u00a0\u00a0 64<\/li><li>\u00a0 413,30<\/li><li>\u00a0 230<\/li><li>\u00a0 365,50<\/li><li>\u00a0\u00a0\u00a0 88<\/li><li>\u00a0\u00a0\u00a0 69<\/li><li>\u00a0\u00a0\u00a0 46<\/li><li>\u00a0\u00a0\u00a0 52,30<\/li><li>\u00a0\u00a0\u00a0 84<\/li><li>\u00a0 113<\/li><li>\u00a0\u00a0\u00a0 56<\/li><li>\u00a0\u00a0\u00a0 47<\/li><li>\u00a0\u00a0\u00a0 24<\/li><li>\u00a0 963,90<\/li><li>2520<\/li><li>1222<\/li><li>3000<\/li><li>1952,65<\/li><li>\u00a0 773,20<\/li><li>\u00a0 510<\/li><li>\u00a0 876<\/li><li>\u00a0407<\/li><li>\u00a0366,40<\/li><\/ul><\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/table><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le amministrazioni melegnanesi, le Opere Sociali L\u2019amministrazione comunale Caduto il governo austriaco in Lombardia con l\u2019esito felice della seconda guerra per l\u2019indipendenza, furono abolite leggi del Lombardo-Veneto. Il nuovo regio governo italiano della provincia di Milano eman\u00f2 la legge del 23 ottobre 1859 riguardante l\u2019ordinamento comunale e provinciale: liste elettorali politiche e amministrative, conti comunali,\u2026<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26],"tags":[],"class_list":["post-3003","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-storia"],"yoast_head":"<title>Le amministrazioni melegnanesi, le Opere Sociali \u2013 Melegnano.net<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Le amministrazioni melegnanesi, le Opere Sociali L\u2019amministrazione comunale Caduto il governo austriaco in Lombardia con l\u2019esito felice della seconda guerra\u2026\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" 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