{"id":358,"date":"2002-03-17T16:20:28","date_gmt":"2002-03-17T16:20:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.melegnano.net\/?p=358"},"modified":"2002-03-17T16:20:28","modified_gmt":"2002-03-17T16:20:28","slug":"colturano-qcamp2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.melegnano.net\/colturano\/qcamp2.htm","title":{"rendered":"LA MESSA CUORE DELLA MISSIONE \u2013 Curiosit\u00e0"},"content":{"rendered":"<h2>Curiosit\u00e0 e Informazioni delle Parrocchie di Balbiano e Colturano email: quartacampana@tin.it<\/h2>\n<p>Sommario Numero di SETTEMBRE 2001<\/p>\n<p><a href=\"#lev11\">In  Parrocchia di don Maurizio<\/a> <br \/>\n<a href=\"#lev12\">GUARDATE A LUI E SARETE RAGGIANTI (Piano Pastorale 2001)<\/a><br \/>\n<a href=\"#lev13\">Block Notes mese di Settembre<\/a> <br \/>\n<a href=\"#lev15\">SCENE DI VITA QUOTIDIANA  di Carlo Vitali<\/a> <br \/>\n<a href=\"#lev16\">NON LASCIATECI SOLI di don Maurizio<\/a> <br \/>\n<a href=\"#lev17\">REGOLE SEMPLICI PER CRESCERE I FIGLI di don Oreste Benzi<\/a><br \/>\n<a href=\"#lev18\">Orario S. Messa<\/a> <\/p>\n<p><strong>In  Parrocchia di don Maurizio<br \/>\n<\/strong> <br \/>\n<strong>LA MESSA CUORE DELLA MISSIONE<\/strong><\/p>\n<p>La Chiesa e in essa la Parrocchia \u00e8 per sua natura missionaria. Non sussiste comunit\u00e0 cristiana che non sia e non si senta in stato di missione. E<br \/>\nriscoprire la forza missionaria nella Chiesa significa ripartire dall\u2019<br \/>\nEucaristia.<br \/>\n\u201cAll\u2019Eucaristia si va come discepoli, ma se ne torna apostoli\u201d (vescovo R.<br \/>\nCorti).<br \/>\nStare con Ges\u00f9 \u00e8 stare nella missione.<br \/>\nLa celebrazione dell\u2019Eucaristia nel giorno del Signore (la domenica) pu\u00f2 allora veramente diventare il luogo per eccellenza della conversione pastorale, missionaria.<br \/>\nLuoghi esistenziali privilegiati dell\u2019azione pastorale della parrocchia vogliono essere la famiglia e i giovani. Anzitutto visti come soggetto dell\u2019<br \/>\nincontro con Cristo e i fratelli. E poi come oggetto di una rinnovata attenzione e passione pastorale.<br \/>\nIn questa prospettiva il nostro Papa ci aveva detto: \u201cNon abbiate paura\u201d e con maggiore insistenza ci ripete: \u201cPrendete il largo\u201d. Il nostro Vescovo con chiaro invito ci esorta: \u201cGuardate a Lui e sarete raggianti\u201d.<br \/>\nPertanto, perch\u00e9 la comunit\u00e0 parrocchiale di Balbiano trovi nel rituale \u201c<br \/>\nAndate in pace. Nel nome di Cristo!\u201d che chiude ogni celebrazione, sempre e solo il ritrovato inizio di quanto l\u2019essere discepoli ci ha trasformato in apostoli, pertanto &#8211; dicevo &#8211; verr\u00e0 prossimamente comunicata ai parrocchiani la progettazione e programmazione del cammino pastorale 2001-2002 della parrocchia. Sotto l\u2019auspicata e chiesta benedizione del Signore.<\/p>\n<p><strong><a href=\"#top\">Torna Su<\/a><\/strong><\/p>\n<p>\n<strong>GUARDATE A LUI E SARETE RAGGIANTI di Giacomo<br \/>\nCapuzzi, Vescovo di Lodi <\/strong> <br \/>\n<strong>Prendi il largo<\/strong><br \/>\nImmaginando la Chiesa di domani, il Santo Padre, nella sua ultima lettera apostolica, ci ha regalato una nuova icona. \u00c8 capitato spesso in questi anni, e un po\u2019 ci siamo abituati. Oggi dice alla Chiesa: \u201cPrendi il largo\u201d.<br \/>\nNon era stata una buona notte di pesca, quella di Pietro e dei suoi compagni (Lc. 5, 1-11). <\/p>\n<p>L\u2019apostolo aveva faticato tutta la notte, ma non era venuto a capo di nulla. Sar\u00e0 per\u00f2 da questa esperienza di fallimento umano che nascer\u00e0 il suo ministero. Il Maestro aspettava Pietro nel luogo pi\u00f9 impensabile: sulla spiaggia della sua sconfitta. Ges\u00f9 non cercava un predicatore efficace, n\u00e9 un gestore efficiente, ma un uomo, solo un uomo ben conscio della propria piccolezza.\n<\/p>\n<p>\u201cPrendete il largo\u201d, ci dice oggi il Papa. \u201cNon abbiate paura!\u201d, ci aveva detto diversi anni fa, all\u2019inizio della sua missione sulla cattedra di Pietro<br \/>\n&#8230;. Tra una espressione e l\u2019altra &#8211; ce ne accorgiamo subito &#8211; c\u2019\u00e8 un sottile filo rosso, che le lega insieme. Quanto tempo \u00e8 passato: se pensiamo ai veloci cambiamenti che hanno caratterizzato la vita del mondo e della Chiesa di questi anni sembra proprio che nulla sia pi\u00f9 lo stesso. <\/p>\n<p>Davvero un millennio \u00e8 morto per lasciare lo spazio ad un\u2019epoca nuova.<br \/>\nE ancor oggi, questo Papa, curvato dal peso degli anni, ci invita ad avere forza, e a riprendere il cammino. Pu\u00f2 darsi che anche noi, come Pietro, ci troviamo immobili sulla riva della nostra disfatta. Pu\u00f2 darsi anche che tutte le nostre pi\u00f9 recenti iniziative siano naufragate nell\u2019insuccesso. <\/p>\n<p>Tutto questo per\u00f2 non ci deve paralizzare. Il Maestro ci dice di ripartire, di fidarci ancora della sua parola. Dunque: scrolliamoci di dosso tutti i timori, perch\u00e9 \u00e8 venuto il tempo di prendere nuovamente il largo, e di gettare ancora le reti.<\/p>\n<p><strong>Io vi mando<\/strong><br \/>\nOra facciamo attenzione. C\u2019\u00e8 una sfumatura nel dialogo tra Pietro e il<br \/>\nMaestro che non dobbiamo lasciarci sfuggire. <\/p>\n<p>Nell\u2019esortazione di Ges\u00f9 al capo degli apostoli &#8211; \u201cPrendi il largo!\u201d &#8211; non c\u2019\u00e8 nulla di volontaristico. Ges\u00f9 non vuole che la nuova pesca sia un atto impulsivo, frutto di uno sforzo autonomo. I pescatori del lago di Tiberiade non decidono nulla, anzi, propriamente non vogliono nulla; prendono nuovamente il largo solo per obbedire ad un ordine del Maestro. <\/p>\n<p>L\u2019iniziativa che d\u00e0 il via ad una nuova missione \u00e8 solo di Ges\u00f9. Come dire: si va in missione non per raggiungere una propria meta privata, ma per adempiere ad un comando.<br \/>\nCari fratelli: \u00e8 questo che vorrei anzitutto dirvi. La nostra missione, come la missione di tutta la Chiesa, \u00e8 anzitutto un\u2019impresa mistica. Che cosa avevamo di nostro da dire al mondo? Nulla. <\/p>\n<p>Che qualit\u00e0 potevamo esibire?<br \/>\nNessuna. Eravamo uomini come tutti gli altri. Forse anche peggio: quanti di noi hanno sperimentato lo stesso scacco umano di Pietro che riassetta le reti vuote, dopo una notte trascorsa invano a pescare.<br \/>\nMa il Signore ha scritto per noi un\u2019altra storia. Egli ha spazzato via i nostri mille indugi, e ci ha spinti verso i fratelli. <\/p>\n<p>\u00c8 Lui che ci sollecita ad essere missionari. Ed \u00e8 Lui, la sua misericordia, che portiamo ai nostri fratelli.<\/p>\n<p><strong>Non avete ancora fede?<\/strong><br \/>\nQuesto pensiero, questa origine \u201cmistica\u201d della missione di tutta la Chiesa ci deve sempre accompagnare e rasserenare. Se la Chiesa \u00e8 anzitutto opera sua, pensate forse che Dio ci abbandoner\u00e0?<br \/>\nIn questo senso, il vangelo di Marco incornicia nello scenario del lago di<br \/>\nTiberiade un altro episodio che ci pu\u00f2 illuminare (Mc. 4, 35-41). <\/p>\n<p>Durante una traversata, la barca di Pietro viene improvvisamente sorpresa dalla tempesta.<br \/>\nI discepoli si inquietano, e si mettono a gemere: \u201cMaestro, non ti importa che moriamo?\u201d. I dodici sperimentano la stessa situazione di desolazione e di angoscia che ogni tanto assale anche noi. Si sentono improvvisamente soli, abbandonati, dimenticati. Ma \u00e8 proprio nel loro grido di disperazione che Ges \u00f9 si fa presente. <\/p>\n<p>Il Maestro si alza e li rimprovera: \u201cPerch\u00e9 siete cos\u00ec paurosi? Non avete ancora fede?\u201d. Ges\u00f9 li invita a prestare pi\u00f9 attenzione alla misericordia di Dio che ai sussulti delle onde.<br \/>\nTutta la missione della Chiesa \u00e8 opera di fede; ed anche a noi, come ai discepoli, viene posto l\u2019interrogativo circa la consistenza del nostro credere<br \/>\n&#8230;. Quando si scatenano contro di noi venti impetuosi, quando ci pare che tutto quanto vada perduto, quando sembra che la barca debba far naufragio da un momento all\u2019altro, il Maestro ci scuote, e ci sprona a credere, a vedere un po<br \/>\n&#8216; pi\u00f9 in la dei nostri orizzonti limitati, ad invocarlo, e ad avere fiducia in lui, che non abbandona mai i suoi figli.\n<\/p>\n<p>Teniamo gli occhi ben fissi su Ges\u00f9, perch\u00e9 questa \u00e8 l\u2019unica cosa necessaria.<br \/>\nIl resto non deve preoccuparci oltre misura, e non deve strapparci quella serena fiducia che deriva dal credere.<\/p>\n<p><strong>La speranza non delude<\/strong><br \/>\nOgni tanto dobbiamo ripetercelo: se la barca di Pietro va avanti non \u00e8 per merito dei nostri colpi di remo ben assestati, e nemmeno delle nostre strategie pastorali pi\u00f9 o meno azzeccate. <\/p>\n<p>S\u00ec: Dio ci chiede la laboriosit\u00e0, e ci invita ad affaticarci nella sua vigna, ma se la Chiesa cammina spedita non \u00e8 per nostra bravura.<br \/>\nChiss\u00e0: forse Dio, qualche volta, ride del nostro correre, si diverte a far crescere dove noi non seminiamo, e a rendere sterile quella terra che noi vagheggiavamo di trasformare in giardino. Forse Dio si comporta con noi come si comportava con il profeta Giona: promette sventure e poi usa misericordia, fa crescere ricini e subito li fa appassire, perch\u00e9 si sappia chi \u00e8 Dio, e perch\u00e9 si sappia che noi siamo poveri davanti a Lui.\n<\/p>\n<p>Tutto questo ci deve infondere pace. Ogni tanto fa bene pensare ai nostri progetti, ai nostri propositi, ai nostri giudizi che vorrebbero sovvertire il mondo, come carta al vento.<br \/>\nNei tempi difficili dell\u2019evangelizzazione &#8211; ed ogni tanto arrivano &#8211; si deve saper aspettare. I tempi di Dio non sono i nostri tempi, e Lui usa pi\u00f9 pazienza di quanta ne usiamo noi. <\/p>\n<p>Il vero discepolo del Regno butta il seme, e poi va a dormire: perch\u00e9 sia che vegli, sia che dorma, il segreto della crescita e della maturazione \u00e8 sottratto alla sapienza umana, ed \u00e8 affondato nel mistero di Dio (Mc. 4, 26-29).<br \/>\nE allora avanti con speranza. Perch\u00e9 \u00e8 la speranza a trascinarci verso il futuro. Dio ha fatto molto per noi, e allora cosa temere? Sicuramente non ci abbandoner\u00e0! Mi piace qui ripetere lo slogan dell\u2019assemblea diocesana che abbiamo vissuto insieme pochi mesi or sono: \u201cLa speranza non delude\u201d. <\/p>\n<p>Ho ancora davanti agli occhi la viva immagine di quel convegno della nostra<br \/>\nChiesa. Il testo che avete tra le mani \u00e8 un po\u2019 il frutto di quel momento di preghiera e di ascolto reciproco. Molto spesso le cose che dir\u00f2 le ho raccolte con pazienza qua e la, muovendomi tra i discorsi e gli interventi che molti di voi hanno offerto a tutti gli altri. <\/p>\n<p>Lo Spirito dona a ciascuno un frammento della sua grazia. Dice l\u2019apostolo Paolo: \u201cQuando vi radunate ognuno di voi pu\u00f2 avere un salmo, un insegnamento, una rivelazione, un discorso in lingue, il dono di interpretarle\u201d (1Cor. 14,26). Allora ho pregato lo Spirito affinch\u00e9 ravvivasse in me il dono della sintesi e del discernimento, perch\u00e9 nulla di quanto ciascuno ha portato andasse perduto, e tutto servisse all\u2019edificazione della sua Chiesa.\n<\/p>\n<p>La speranza non delude: ne siamo certi. Dio non ci abbandona e vuole che nella nostra situazione concreta, in quel pezzo di mondo in cui Lui ci ha seminati, continuiamo solo a sperare, a gettare il seme su ogni tipo di terreno, con insistenza, perfino con cocciutaggine, sicuri che Lui non viene mai meno alle sue promesse.<\/p>\n<p><strong>Non possiedo n\u00e9 oro n\u00e9 argento<\/strong><br \/>\nEd ora, se permettete, qualche piccola osservazione per orientare la vita della nostra Chiesa per i prossimi anni.\n<\/p>\n<p>Pietro e Giovanni, i primi testimoni del Risorto, salgono insieme verso il tempio di Gerusalemme, per la preghiera del pomeriggio. I loro passi, sull\u2019<br \/>\nerta che conduce al cuore della citt\u00e0 santa, sono il primo tratto della missione ecclesiale. Arrivati alla porta del tempio uno storpio tende loro la mano per chiedere l\u2019elemosina. Per lui si trattava di un gesto istintivo, quasi meccanico. <\/p>\n<p>Ma Pietro lo invita ad un nuovo sguardo, e gli dice: \u201cNon possiedo n\u00e9 argento n\u00e9 oro, ma quello che ho te lo do, nel nome di Ges\u00f9 Cristo, il Nazareno, cammina!\u201d (At. 3,6).<br \/>\nQuesto primo incontro della Chiesa con l\u2019invocazione e la sofferenza umana ci ricorda qual \u00e8 il contenuto della missione ecclesiale: Ges\u00f9 Cristo. Non abbiamo nient\u2019altro. Non abbiamo, e non vogliamo avere, n\u00e9 potenze umane, n\u00e9 influenze prestigiose, n\u00e9 opere appariscenti. <\/p>\n<p>Nella santa Chiesa di Dio non c<br \/>\n&#8216;\u00e8 nulla di pi\u00f9 prezioso di Lui. Lui \u00e8 veramente l\u2019unica nostra ricchezza:<br \/>\nCristo \u00e8 la sola cosa che vogliamo dire al mondo.<br \/>\nSu questa convinzione, che solo apparentemente pu\u00f2 sembrare scontata, tutti, nessuno escluso, dobbiamo ritrovarci. Non capiti mai che il tesoro della nostra Chiesa venga confuso con qualcosa d\u2019altro. <\/p>\n<p>Ci\u00f2 che si deve veramente trovare nelle nostre parrocchie \u00e8 l\u2019esperienza di Ges\u00f9 Cristo.<br \/>\nS\u00ec: ci potranno, poi, essere diversi cammini che portano a questo, e si dovr\u00e0 avere rispetto per le persone che partono da molto lontano. Ci saranno anche tante opere e realizzazioni. Ma mai deve mancare, nella comunit\u00e0 cristiana, l\u2019<br \/>\nattaccamento a Ges\u00f9. Lo stesso Santo Padre si \u00e8 premurato di ricordarcelo nella sua ultima lettera apostolica, chiedendoci di diventare sempre pi\u00f9 contemplatori del suo volto (NMI 16-28). <\/p>\n<p>Senza questo fuoco, tutto si raffredda.<br \/>\nDi certo dobbiamo benedire il Signore per la variet\u00e0 di gesti che si possono trovare nelle nostre comunit\u00e0. Nelle nostre citt\u00e0 e nei nostri paesi la<br \/>\nChiesa \u00e8 una realt\u00e0 assai visibile. La storia secolare della nostra diocesi ha fatto s\u00ec che prendessero corpo tra le sue mura progetti di ogni tipo: iniziative caritative, mezzi di comunicazione sociale, strutture pastorali, centri di aggregazione giovanile, luoghi di accoglienza. <\/p>\n<p>Molti plaudono a questa passione sociale che da sempre ha caratterizzato i cristiani delle nostre terre.<br \/>\nMa tutti quanti dobbiamo impegnarci per far s\u00ec che nessuno sguardo si attardi troppo a lungo su noi stessi, o sulle nostre opere. Non sono quelle la vera ricchezza delle nostre comunit\u00e0. Quello \u00e8 solo il frutto di un amore. Dietro la carit\u00e0 dei cristiani c\u2019\u00e8 sempre un\u2019altra carit\u00e0, che ci ha avvinto e trascinato: quella di Dio. <\/p>\n<p>Non siamo stati noi ad amare per primi, ma \u00e8 Dio che ha amato noi (1Gv. 4,10).<br \/>\nNoi siamo solo gente semplice, \u201csiamo servi inutili\u201d, che hanno avuto la ventura di trovare una perla di gran valore, che ha reso logico il sacrificio di qualsiasi altro bene (Mt. 13, 45-46). La nostra vera ricchezza \u00e8 la comunione con Ges\u00f9 Cristo. Noi siamo coloro \u201cche lo amano pur senza averlo mai visto\u201d (1Pt 1,8). <\/p>\n<p>Questo \u00e8 il centro della nostra fede.<br \/>\nInsomma: chi entra in contatto con la Chiesa, magari partendo dalle sue vesti pi\u00f9 esteriori, venga preso per mano, con rispetto e amore, e venga portato all<br \/>\n&#8216;interno, alla mensa del pane e della parola, dove \u00e8 custodita la vera ricchezza: Ges\u00f9 Cristo nostro Signore. Che tutto nasca di li.<br \/>\nRipetiamolo con le parole del salmo: \u201cSono in te tutte le mie sorgenti!\u201d (Sal<br \/>\n&#8230;. 87,7). <\/p>\n<p>Al cuore di ogni matrimonio, di ogni famiglia, di ogni parrocchia, di ogni opera sociale, ci sia sempre Lui, solo Lui.<\/p>\n<p><strong>Guardate a Lui e sarete raggianti<\/strong><br \/>\n\u00c8 per questa ragione che la contemplazione, nei suoi molteplici aspetti, deve avere il primato in ogni nostra scelta pastorale. Siamo chiamati anzitutto a coltivare affetto per Ges\u00f9 Cristo, e ad annunciare agli altri la bellezza di questa amicizia. <\/p>\n<p>Se c\u2019\u00e8 questo, poi verranno tante cose; ma se non c\u2019\u00e8 amore per Cristo, non riusciremo ad andare da nessuna parte.<br \/>\nDiventeremmo come tralci recisi dalla vite (Gv. 15, 5-6).<br \/>\n\u00c8 interessante notare come la prima scomunica pronunciata nella Chiesa, durante l\u2019epoca apostolica, non sia nei confronti di qualche situazione di infrazione morale o dogmatica, ma nei confronti del disinteresse per Ges\u00f9<br \/>\nCristo. <\/p>\n<p>Dice l\u2019apostolo: \u201cSe qualcuno non ama il Signore sia anatema.<br \/>\nMaranatha: vieni, o Signore!\u201d (1Cor. 16, 22).<br \/>\nQuesto \u00e8 il nocciolo che non si deve mai perdere. La vita cristiana, in fondo, \u00e8 un grande invito alla gratuit\u00e0 e alla festa. Ecco allora che \u00e8 importante saper perdere tempo per Dio, accorgerci del suo amore, sentirci lieti per le cose che ci capitano, e della Provvidenza che ci governa. <\/p>\n<p>La lotta contro tutto ci\u00f2 che ci dissipa in mille preoccupazioni senza senso \u00e8 un elemento costitutivo della nostra fede: non dobbiamo assecondare quel delirio di onnipotenza che satura le nostre giornate di una miriade di faccende, sottraendo spazio a quelle pi\u00f9 necessarie.<br \/>\nLa preghiera, il tempo degli esercizi spirituali, lo stare in ginocchio nell\u2019<br \/>\nultima panca in fondo alla chiesa, i momenti di ascolto e di silenzio, il confronto con una guida spirituale ci educano ad avere lo stesso sguardo di<br \/>\nDio. <\/p>\n<p>E soprattutto infondono senso e sapore alle nostre giornate.<br \/>\nForse questo \u00e8 il grande problema degli uomini d\u2019oggi, di tutti i nostri fratelli, ed anche nostro. Oggi non manca il lavoro, non manca la fatica, non mancano le cose da fare. Siamo ricchi di tutto, tranne della cosa pi\u00f9 importante: del senso. Corriamo il grande rischio di affannarci tanto, di inseguire appuntamenti su appuntamenti, e di non comprendere mai il perch\u00e9 di tanta fatica e di tanto impegno. <\/p>\n<p>Se manca questa radice contemplativa, l\u2019uomo non vive pi\u00f9, e non diventa autenticamente se stesso.<br \/>\nAllora educhiamoci ad essere vigilanti, ad avere un\u2019anima contemplativa. Il ricorso a Dio, in ogni gioia e difficolt\u00e0, \u00e8 sempre il primo atto dell\u2019<br \/>\nesistenza cristiana. La nostra Chiesa, poi, ha la fortuna di godere della testimonianza di un gruppo di monache carmelitane. <\/p>\n<p>Proprio alle porte di Lodi, ormai circondato da strade e da costruzioni di ogni tipo, si innalza un<br \/>\nCarmelo che ci fa memoria \u201cdella sola cosa di cui c\u2019\u00e8 bisogno\u201d (Lc. 10,42). <\/p>\n<p><strong><a href=\"#top\">Torna Su<\/a><\/strong>\n<\/p>\n<p>\n<strong>Block Notes mese di Settembre<br \/>\n<\/strong><br \/>\n<\/p>\n<p>&#8211; <strong>04 MARTED\u00cc <br \/><\/strong><br \/>\nBalbiano, ore 15:40 S. Rosario &#8211; in chiesa<\/p>\n<p>&#8211; <strong>O6 GIOVED\u00cc<br \/><\/strong><br \/>\nOre 20:45 Incontro vicariale dei Consigli Pastorali Parrocchiali, dei Consigli Affari Economici e della Consulta per programmare l\u2019inizio del nuovo anno pastorale &#8211; all\u2019oratorio di Paullo  (partenza ore 20:20)<\/p>\n<p>&#8211; <strong>07 VENERD\u00cc<br \/><\/strong><br \/>\nBalbiano, primo Venerd\u00ec del mese &#8211; Visita e S. Comunione agli infermi<\/p>\n<p>&#8211; <strong>11 MARTED\u00cc<br \/><\/strong><br \/>\nOre 21:00 Inizio del Corso vicariale dei fidanzati in vista del matrimonio &#8211; all\u2019oratorio di Paullo. Il cammino \u00e8 settimanale e dura 7 incontri. \u00c8 necessario presentarsi per tempo dal proprio parroco per la conoscenza e la richiesta di iscrizioneOre 21:00 inizio della Scuola della<br \/>\nParola Diocesana per un cammino di approfondimento esegetico di alcuni brani biblici- nel Seminario di Lodi<\/p>\n<p>&#8211; <strong>12 MERCOLED\u00cc<br \/><\/strong><br \/>\nOre 21:00 Scuola della Parola<\/p>\n<p>&#8211; <strong>13 GIOVED\u00cc<br \/><\/strong><br \/>\nOre 21:00 Scuola della Parola<\/p>\n<p>&#8211; <strong>16 DOMENICA<br \/><\/strong><br \/>\nBalbiano. Ore 15:30 Battesimo Bozzato Gaia Maria<\/p>\n<p>&#8211; <strong>21 VENERD\u00cc<br \/><\/strong><br \/>\nOre 21:00 Liturgia della Parola con il Mandato del vescovo ai Catechisti della diocesi &#8211; in cattedrale a Lodi (partenza ore 20:20)<\/p>\n<p>&#8211; <strong>22 SABATO<br \/><\/strong><br \/>\nBalbiano. Ore 15:00 Confessioni<\/p>\n<p>&#8211; <strong>23 DOMENICA<br \/><\/strong><br \/>\nBalbiano. Anniversario della dedicazione della chiesa parrocchiale.Ore 10:00<br \/>\nMessa di inizio dell\u2019anno pastorale e della catechesi.Ore 14:30 pomeriggio di gioco insieme.<\/p>\n<p>&#8211; <strong>25 MARTED\u00cc<br \/><\/strong><br \/>\nBalbiano. Ore 16:00 Catechesi parrocchiale<\/p>\n<p>&#8211; <strong>30 DOMENICA<br \/><\/strong><br \/>\nBalbiano. Ore 10:00 s. Messa. Ore 11:00 Catechesi dei ragazzi<\/p>\n<p><strong><a href=\"#top\">Torna Su<\/a><\/strong>\n<\/p>\n<p>\n<strong>SCENE DI VITA QUOTIDIANA  di Carlo Vitali<br \/>\n <\/strong><br \/>\n<\/p>\n<p>Mi \u00e8 capitato qualche tempo fa di farmene un giro per il centro della nostra bella e sempre intrigante Milano. Rispetto ad altri che hanno la fortuna (o la sfortuna a seconda dei punti di vista) di lavorarvi tutti i giorni e quindi di goderne il fascino (o lo stress),  io ne sono un frequentatore occasionale, sebbene non sporadico.\n<\/p>\n<p>Ed \u00e8 sempre cos\u00ec: ogni volta che salgo la scalinata della metropolitana o litigo per cercare un parcheggio in centro tra le tante \u201cviuzze\u201d che lo caratterizzano, rimango sempre affascinato dalla magia della cattedrale, dalle sfolgoranti vetrine, dall\u2019indifferenza dei piccioni, ma soprattutto dalla grande quantit\u00e0 e diversit\u00e0 della gente che frequenta questa piazza che ritengo, senza esagerare, sia una tra le pi\u00f9 belle che abbia mai visto.\n<\/p>\n<p>Proprio in quell\u2019occasione, stavo aspettando fuori da un negozio della \u201c<br \/>\nBenetton\u201d  alcune colleghe che stavano \u201cperdendo tempo\u201d alla ricerca di qualche capo che forse neanche loro avevano ben presente in mente. Ed ecco che spunta da dietro le spalle uno dei tantissimi \u201cVu Cumpr\u00e0\u201d che popolano la piazza.  La cosa che mi ha colpito subito di questo ragazzo era il sorriso sincero, smagliante e sereno che manifestava.  <\/p>\n<p>Era alle prese con il disperato tentativo di vendere una di quelle pubblicazioni redatte da cooperative sociali o associazioni di volontariato che legittimamente tentano di far conoscere la realt\u00e0 della vita degli immigrati in Italia o nei loro paesi di origine.<br \/>\nHo subito apprezzato il fatto che non vendesse ciondoli, cassette, elefantini o collanine e che invece fosse impegnato in una testimonianza seria della vita degli extracomunitari.\n<\/p>\n<p>Parlando del pi\u00f9 o del meno per ammazzare l\u2019interminabile attesa delle mie colleghe mi sono subito accorto che Karim, questo \u00e8 il nome del ragazzo, parlava un italiano quasi perfetto, ricco di congiuntivi e  frasi avversative e con una propriet\u00e0 di linguaggio quasi ineccepibile. Meravigliato del fatto gli faccio qualche domanda e lui mi dice che oltre all\u2019italiano, che ha imparato da autodidatta nei 18 mesi di permanenza in Italia, conosce bene anche inglese, tedesco e francese che aveva studiato nelle sue scuole in<br \/>\nBurundi.\n<\/p>\n<p>Inutile sottolineare come sono stato stupito. Io \u00e8 una vita che cerco di imparare l\u2019inglese spendendo un patrimonio e con risultati modesti, mentre un extracomunitario che molti sottovalutano o, al peggio, deridono \u00e8 praticamente un poliglotta a meno di 24 anni.  Dalla sua Karim aveva anche una dialettica molto spigliata, un buon senso dell\u2019humour e  tanta gioia di vivere.\n<\/p>\n<p>Risulta superfluo dire che alla fine non sono stato capace di non acquistargli il libro che all\u2019inizio mi aveva proposto.<br \/>\nLa testimonianza di questo semplice ma ricco incontro non vuole essere una pubblicit\u00e0 agli opuscoli che distribuisce la capillare rete dei venditori extracomunitari (anche se vi assicuro che il libro era molto bello), ma un momento di riflessione su queste persone che ormai sono entrate a pieno titolo a far parte della nostra societ\u00e0 civile. <\/p>\n<p>Forse non tutti saranno simpatici, aperti e cordiali come Karim, o forse non tutti loro avranno la fortuna di incontrare un perditempo come me che aveva dieci minuti da dedicargli. Fatto sta che ritengo sia giusto e corretto tentare di ascoltarli, o almeno cercare di capirli. Sono in primo luogo \u201cpersone\u201d che oltretutto hanno abbandonato la propria casa e la propria famiglia alla ricerca di maggiore fortuna.\n<\/p>\n<p>Se riusciamo dedichiamogli qualche istante o quanto meno un sorriso. Entrambi non costano niente e sicuramente in cambio riceveremo un grazie (bene prezioso al giorno d\u2019oggi), un sorriso (che non fa mai male) e forse ospitalit \u00e0 in Burundi qualora volessimo farci un viaggio (Karim me lo ha promesso).<\/p>\n<p><strong><a href=\"#top\">Torna Su<\/a><\/strong>\n<\/p>\n<p>\n<strong>NON LASCIATECI SOLI di don Maurizio<br \/>\n<\/strong><br \/>\n<\/p>\n<p>\u201cI giovani chiedono di non essere lasciati soli. Hanno bisogno di qualcuno che sia loro vicino, senza per\u00f2 essere loro uguale\u2026 occorre risvegliare responsabilit\u00e0 e passione educativa in varie figure di adulti: genitori, insegnanti, animatori culturali, operatori della comunicazione sociale, dirigenti sportivi, responsabili di ambienti ricreativi\u201d.<\/p>\n<p>Cos\u00ec si esprimono i Vescovi italiani in un recente documento.<br \/>\nIn questo mese ricominciano con rinnovato vigore le attivit\u00e0 della parrocchia e dell\u2019oratorio a favore della giovent\u00f9, in particolare la catechesi. Ma non \u00e8 la sola. Con essa c\u2019\u00e8 la preghiera e la carit\u00e0. E tutto in stile comunitario.<br \/>\nQual \u00e8 l\u2019obiettivo di tutto ci\u00f2? L\u2019educazione della fede delle giovani generazioni.\n<\/p>\n<p>Come raggiungere questo obiettivo? L\u2019educazione della fede avviene attraverso una testimonianza corale di tutta la comunit\u00e0 cristiana, che si esprime in molti e differenziati soggetti.<br \/>\nLe famiglie sono il primo luogo di educazione alla fede e dunque soggetti qualificati. Oggi risulta molto efficace vedere giovani famiglie che si impegnano negli oratori, adulti che si rendono disponibili a seguire gli adolescenti. <\/p>\n<p>\u00c8 inutile negarlo: gli sposi hanno un carisma proprio per educare i giovani alla vita, alla fede, al servizio, all\u2019amore e alla famiglia.<br \/>\nAltri intervengono nell\u2019educazione dei giovani: sacerdote e laici: catechisti, responsabili di gruppi, animatori, dirigenti sportivi, insegnanti, in particolare di religione.<br \/>\nFatta questa doverosa premessa ecco alcune indicazioni operative.\n<\/p>\n<p>Tutte le realt\u00e0 ecclesiali presenti, nella specificit\u00e0 dei loro cammini, sono chiamate ad impegnarsi per l\u2019educazione della fede dei giovani.<br \/>\nIn particolare i genitori in parrocchia e in oratorio devono essere sempre di pi\u00f9 realt\u00e0 abituale.<br \/>\nI ragazzi devono trovare, oltre la catechesi e la liturgia, necessari momenti di gruppo, di gioco e di servizio, che l\u2019oratorio &#8211; da lunga tradizione &#8211; \u00e8 in gradi di fornire.\n<\/p>\n<p>L\u2019importante \u00e8 riunire le risorse e avere il coraggio e la gioia di camminare insieme.<br \/>\nA Balbiano, una Domenica pomeriggio al mese, si cercher\u00e0 di realizzare tutto questo: genitori e ragazzi si incontreranno in oratorio per vivere attivit\u00e0 specifiche per ciascuno e momenti unitari. Per fare oratorio.<br \/>\n<\/p>\n<p><strong><a href=\"#top\">Torna Su<\/a><\/strong>\n<\/p>\n<p>\n<strong>REGOLE SEMPLICI PER CRESCERE I FIGLI di don<br \/>\nOreste Benzi <\/strong><br \/>\n<\/p>\n<p><strong>1.<\/strong> Fate conquistare ai figli ci\u00f2 che vogliono.<br \/>\n<strong>2.<\/strong> Non sostituitevi ai figli.<br \/>\n<strong>3.<\/strong> La gioia \u00e8 necessaria all\u2019uomo per vivere bene.<br \/>\n<strong>4.<\/strong> Dare fiducia che significa? Dare fiducia e chiedere conto.<br \/>\n<strong>5.<\/strong> Il bambino vuole bene ad entrambi i genitori, ma il bene alla madre e della madre \u00e8 un bene diverso.<br \/>\n<strong>6.<\/strong> Nutrire il senso religioso dei vostri figli.<br \/>\n<strong>7.<\/strong> I figli non fanno ci\u00f2 che dicono i genitori, ma fanno ci\u00f2 che sono i genitori.<br \/>\n<strong>8.<\/strong> Fare sempre la verit\u00e0 \u00e8 un\u2019ottima via per maturare i figli.<br \/>\n<strong>9.<\/strong> Siate sempre di parola coi figli.<br \/>\n<strong>10.<\/strong> Genitori non spartitevi i figli. Non sparlate l\u2019uno dell\u2019altro.<br \/>\n<\/p>\n<p><strong><a href=\"#top\">Torna Su<\/a><\/strong>\n<\/p>\n<p>\n<strong>Orario S. Messa<br \/>\n<\/strong><br \/>\n<\/p>\n<p><strong>Colturano:<\/strong> Domenica ore 10:30, Marted\u00ec ore 20:15, Mercoled\u00ec ore 16:30, Sabato Ore 19:00<br \/>\n<strong>Balbiano :<\/strong> Domenica ore 10:00 e 18:00, Luned\u00ec Marted\u00ec e Mercoled\u00ec ore<br \/>\n17:00, Gioved\u00ec Venerd\u00ec ore 8:00,<br \/>\nSabato ore 20:30<br \/>\n<\/p>\n<p><strong><a href=\"#top\">Torna Su<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Curiosit\u00e0 e Informazioni delle Parrocchie di Balbiano e Colturano email: quartacampana@tin.it Sommario Numero di SETTEMBRE 2001 In Parrocchia di don Maurizio GUARDATE A LUI E SARETE RAGGIANTI (Piano Pastorale 2001) Block Notes mese di Settembre SCENE DI VITA QUOTIDIANA di Carlo Vitali NON LASCIATECI SOLI di don Maurizio REGOLE SEMPLICI PER CRESCERE I FIGLI 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