{"id":365,"date":"2002-03-17T16:23:58","date_gmt":"2002-03-17T16:23:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.melegnano.net\/?p=365"},"modified":"2002-03-17T16:23:58","modified_gmt":"2002-03-17T16:23:58","slug":"colturano-qcamp6","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.melegnano.net\/colturano\/qcamp6.htm","title":{"rendered":"E se Benladen&#8230; \u2013 Curiosit\u00e0 e Informazioni"},"content":{"rendered":"<h2>Curiosit\u00e0 e Informazioni delle Parrocchie di Balbiano e Colturano email: quartacampana@tin.it<\/h2>\n<p>Sommario del Numero di GENNAIO 2002<\/p>\n<p><a href=\"#lev20\"> IN PARROCCHIA di don Maurizio <\/a><br \/>\n<a href=\"#lev21\"> Messaggio di Giovanni Paolo II per la Giornata Mondiale di preghiera per la Pace<\/a><br \/>\n<a href=\"#lev23\">BLOCK NOTES mese di Gennaio 2002 <\/a><br \/>\n<a href=\"#lev24\">Note di spiritualit\u00e0 LA PREGHIERA DOMESTICA di Stefano e Piera Levantino <\/a><br \/>\n<a href=\"#lev25\">Settimana di preghiera per l\u2019Unit\u00e0 dei Cristiani<br \/>\n\u201cIn te \u00e8 la sorgente della vita\u201d<br \/>\n(Salmo 36,6-10)<br \/>\n<\/a><br \/>\n<a href=\"#lev26\">Festa degli Anniversari di Matrimoni <\/a><br \/>\n<a href=\"#lev27\">Una pillola salver\u00e0 l\u2019Africa? <\/a><br \/>\n<a href=\"#lev28\"> Teatro.  NATALE \u00c8 VOLERSI BENE  di L. P. <\/a><\/p>\n<p><strong>IN PARROCCHIA di don Maurizio<\/p>\n<p><\/strong><\/p>\n<p><\/p>\n<p><strong>E se Benladen&#8230;<\/strong><br \/> <br \/>\nEntrato in casa lo scorso Venerd\u00ec pomeriggio (28 dicembre us.) ho trovato un fax inviatomi dall\u2019Ospedale Maggiore di Lodi. Cos\u00ec recitava il testo: \u201cle chiedo la disponibilit\u00e0 ad effettuare un prelievo per la tipizzazione HLA di<br \/>\nII livello per eseguire un approfondimento di indagine al fine di valutare la sua compatibilit\u00e0 per un eventuale trapianto di midollo osseo. Siamo ancora lontani dal poter affermare che il trapianto \u00e8 possibile, per\u00f2\u201d.<br \/>\n\u00c8 il pi\u00f9 bel regalo di Natale e degli ultimi giorni del 2001! <br \/>\nQuello di essere inseriti nella banca dati Nazionale di donatori di midollo osseo, attraverso l\u2019associazione ADMO, \u00e8 una realt\u00e0 che pu\u00f2 avere anni di \u201c<br \/>\nletargo\u201d (io sono iscritto da quattro anni) e poi sbocciare improvvisamente quando un paziente malato di leucemia (non solo italiano ma di ogni parte del mondo!) risulta compatibile con il I livello di tipizzazione HLA di un iscritto ad un Centro Donatori. La speranza si accende. Il cammino \u00e8 ancora lungo (purtroppo solo 1 su 160.000 \u00e8 effettivamente compatibile con il leucemico! Per questo pi\u00f9 siamo e meglio \u00e8) ma sapere di essere tra coloro che hanno la probabilit\u00e0 di salvare una vita donando parte del midollo osseo, mi ha cambiato i giorni!<br \/>\nSolamente a met\u00e0 di questo mese sapr\u00f2 se c\u2019\u00e8 compatibilit\u00e0. Io mi auguro e prego perch\u00e9 ci\u00f2 avvenga. Lo ritengo anche un segno cristiano e civico. Sarei contento di ridare speranza a un bambino, giovane o adulto leucemico fosse anche Benladen!<br \/>\nGennaio \u00e8 il mese di preghiera e di azione per la pace e, come dice il Papa, non c\u2019\u00e8 pace senza giustizia e non c\u2019\u00e8 giustizia senza perdono. Il male, ogni male, del corpo e dell\u2019anima, non si pu\u00f2 vincere se non con l\u2019incontro della giustizia con la misericordia. <strong>Buon anno a tutti.<\/strong><br \/>\nSe ti senti coinvolto in questa avventura dell\u2019amore e vuoi partecipare, puoi contattare il responsabile del Centro Donatori di Lodi, il Dr. Alberto Degiuli, al n. telefonico 0371 372387 (Ospedale Maggiore).<\/p>\n<p><\/p>\n<p><strong><a href=\"#top\">Torna Su<\/a><\/strong><\/p>\n<p>\n<strong><br \/>\nMessaggio di Giovanni Paolo II per la Giornata<br \/>\nMondiale di preghiera per la Pace<\/p>\n<p><\/strong><\/p>\n<p><\/p>\n<p><strong>NON C\u2019\u00c8 PACE SENZA GIUSTIZIA. NON C\u2019\u00c8 GIUSTIZIA SENZA PERDONO<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>\n1. Quest\u2019anno la Giornata Mondiale della Pace viene celebrata sullo sfondo dei drammatici eventi dell\u201911 settembre scorso. In quel giorno, fu perpetrato un crimine di terribile gravit\u00e0: nel giro di pochi minuti migliaia di persone innocenti, di varie provenienze etniche, furono orrendamente massacrate. <\/p>\n<p>Da allora, la gente in tutto il mondo ha sperimentato con intensit\u00e0 nuova la consapevolezza della vulnerabilit\u00e0 personale ed ha cominciato a guardare al futuro con un senso fino ad allora ignoto di intima paura. Di fronte a questi stati d\u2019animo la Chiesa desidera testimoniare la sua speranza, basata sulla convinzione che il male, il mysterium iniquitatis, non ha l\u2019ultima parola nelle vicende umane. <\/p>\n<p>La storia della salvezza, delineata nella Sacra Scrittura, proietta grande luce sull\u2019intera storia del mondo, mostrando come questa sia sempre accompagnata dalla sollecitudine misericordiosa e provvida di Dio, che conosce le vie per toccare gli stessi cuori pi\u00f9 induriti e trarre frutti buoni anche da un terreno arido e infecondo. <br \/>\n\u00c8 questa la speranza che sostiene la Chiesa all\u2019inizio del 2002: con la grazia di Dio il mondo, in cui il potere del male sembra ancora una volta avere la meglio, sar\u00e0 realmente trasformato in un mondo in cui le aspirazioni pi\u00f9 nobili del cuore umano potranno essere soddisfatte, un mondo nel quale prevarr\u00e0 la vera pace. \n<\/p>\n<p>\n<strong>La pace: opera di giustizia e di amore <\/strong><br \/>\n2. Quanto \u00e8 recentemente avvenuto, con i terribili fatti di sangue appena ricordati, mi ha stimolato a riprendere una riflessione che spesso sgorga dal profondo del mio cuore, al ricordo di eventi storici che hanno segnato la mia vita, specialmente negli anni della mia giovinezza.<br \/> <br \/>\nLe immani sofferenze dei popoli e dei singoli, tra i quali anche non pochi miei amici e conoscenti, causate dai totalitarismi nazista e comunista, hanno sempre interpellato il mio animo e stimolato la mia preghiera. Molte volte mi sono soffermato a riflettere sulla domanda: qual \u00e8 la via che porta al pieno ristabilimento dell\u2019ordine morale e sociale cos\u00ec barbaramente violato? La convinzione, a cui sono giunto ragionando e confrontandomi con la Rivelazione biblica, \u00e8 che non si ristabilisce appieno l\u2019ordine infranto, se non coniugando fra loro giustizia e perdono. I pilastri della vera pace sono la giustizia e quella particolare forma dell\u2019amore che \u00e8 il perdono. \n<\/p>\n<p>\n3. Ma come parlare, nelle circostanze attuali, di giustizia e insieme di perdono quali fonti e condizioni della pace? La mia risposta \u00e8 che si pu\u00f2 e si deve parlarne, nonostante la difficolt\u00e0 che questo discorso comporta, anche perch\u00e9 si tende a pensare alla giustizia e al perdono in termini alternativi. Ma il perdono si oppone al rancore e alla vendetta, non alla giustizia. <\/p>\n<p>La vera pace, in realt\u00e0, \u00e8 \u201c opera della giustizia \u201d (Is 32, 17).<br \/>\nCome ha affermato il Concilio Vaticano II, la pace \u00e8 \u201c il frutto dell\u2019ordine immesso nella societ\u00e0 umana dal suo Fondatore e che deve essere attuato dagli uomini assetati di una giustizia sempre pi\u00f9 perfetta \u201d (Costituzione pastorale Gaudium et spes, 78). Da oltre quindici secoli, nella Chiesa cattolica risuona l\u2019insegnamento di Agostino di Ippona, il quale ci ha ricordato che la pace, a cui mirare con l\u2019apporto di tutti, consiste nella tranquillitas ordinis, nella tranquillit\u00e0 dell\u2019ordine (cfr De civitate Dei, 19, 13). <br \/>\nLa vera pace, pertanto, \u00e8 frutto della giustizia, virt\u00f9 morale e garanzia legale che vigila sul pieno rispetto di diritti e doveri e sull\u2019equa distribuzione di benefici e oneri. <\/p>\n<p>Ma poich\u00e9 la giustizia umana \u00e8 sempre fragile e imperfetta, esposta com\u2019\u00e8 ai limiti e agli egoismi personali e di gruppo, essa va esercitata e in certo senso completata con il perdono che risana le ferite e ristabilisce in profondit\u00e0 i rapporti umani turbati. Ci\u00f2 vale tanto nelle tensioni che coinvolgono i singoli quanto in quelle di portata pi\u00f9 generale ed anche internazionale. <\/p>\n<p>Il perdono non si contrappone in alcun modo alla giustizia, perch\u00e9 non consiste nel soprassedere alle legittime esigenze di riparazione dell\u2019ordine leso. Il perdono mira piuttosto a quella pienezza di giustizia che conduce alla tranquillit\u00e0 dell\u2019ordine, la quale \u00e8 ben pi\u00f9 che una fragile e temporanea cessazione delle ostilit\u00e0, ma \u00e8 risanamento in profondit\u00e0 delle ferite che sanguinano negli animi. <\/p>\n<p>Per un tale risanamento la giustizia e il perdono sono ambedue essenziali.<br \/>\nSono queste le due dimensioni della pace che desidero esplorare in questo messaggio. La Giornata Mondiale offre, quest\u2019anno, a tutta l\u2019umanit\u00e0, e in particolar modo ai Capi delle Nazioni, l\u2019opportunit\u00e0 di riflettere sulle esigenze della giustizia e sulla chiamata al perdono di fronte ai gravi problemi che continuano ad affliggere il mondo, non ultimo dei quali \u00e8 il nuovo livello di violenza introdotto dal terrorismo organizzato.<br \/>\n<\/p>\n<p>\n<strong><br \/>\nIl fenomeno del terrorismo<\/strong><br \/> <br \/>\n4. \u00c8 proprio la pace fondata sulla giustizia e sul perdono che oggi \u00e8 attaccata dal terrorismo internazionale. In questi ultimi anni, specialmente dopo la fine della guerra fredda, il terrorismo si \u00e8 trasformato in una rete sofisticata di connivenze politiche, tecniche ed economiche, che travalica i confini nazionali e si allarga fino ad avvolgere il mondo intero. <\/p>\n<p>Si tratta di vere organizzazioni dotate spesso di ingenti risorse finanziarie, che elaborano strategie su vasta scala, colpendo persone innocenti, per nulla coinvolte nelle prospettive che i terroristi perseguono. <br \/>\nAdoperando i loro stessi seguaci come armi da lanciare contro inermi persone inconsapevoli, queste organizzazioni terroristiche manifestano in modo sconvolgente l\u2019istinto di morte che le alimenta. <\/p>\n<p>Il terrorismo nasce dall\u2019<br \/>\nodio ed ingenera isolamento, diffidenza e chiusura. Violenza si aggiunge a violenza, in una tragica spirale che coinvolge anche le nuove generazioni, le quali ereditano cos\u00ec l\u2019odio che ha diviso quelle precedenti. Il terrorismo si fonda sul disprezzo della vita dell\u2019uomo. Proprio per questo esso non d\u00e0 solo origine a crimini intollerabili, ma costituisce esso stesso, in quanto ricorso al terrore come strategia politica ed economica, un vero crimine contro l\u2019umanit\u00e0. \n<\/p>\n<p>\n5. Esiste perci\u00f2 un diritto a difendersi dal terrorismo. E un diritto che deve, come ogni altro, rispondere a regole morali e giuridiche nella scelta sia degli obiettivi che dei mezzi. L\u2019identificazione dei colpevoli va debitamente provata, perch\u00e9 la responsabilit\u00e0 penale \u00e8 sempre personale e quindi non pu\u00f2 essere estesa alle nazioni, alle etnie, alle religioni, alle quali appartengono i terroristi. <\/p>\n<p>La collaborazione internazionale nella lotta contro l\u2019attivit\u00e0 terroristica deve comportare anche un particolare impegno sul piano politico, diplomatico ed economico per risolvere con coraggio e determinazione le eventuali situazioni di oppressione e di emarginazione che fossero all\u2019origine dei disegni terroristici. Il reclutamento dei terroristi, infatti, \u00e8 pi\u00f9 facile nei contesti sociali in cui i diritti vengono conculcati e le ingiustizie troppo a lungo tollerate. <br \/>\nOccorre, tuttavia, affermare con chiarezza che le ingiustizie esistenti nel mondo non possono mai essere usate come scusa per giustificare gli attentati terroristici. <\/p>\n<p>Si deve rilevare, inoltre, che tra le vittime del crollo radicale dell\u2019ordine, ricercato dai terroristi, sono da includere in primo luogo i milioni di uomini e di donne meno attrezzati per resistere al collasso della solidariet\u00e0 internazionale. Alludo specificamente ai popoli del mondo in via di sviluppo, i quali gi\u00e0 vivono in margini ristretti di sopravvivenza e che sarebbero i pi\u00f9 dolorosamente colpiti dal caos globale economico e politico. La pretesa del terrorismo di agire in nome dei poveri \u00e8 una palese falsit\u00e0. \n<\/p>\n<p><strong><br \/>\nNon si uccide in nome di Dio!<\/strong><br \/>\n6. Chi uccide con atti terroristici coltiva sentimenti di disprezzo verso l\u2019<br \/>\numanit\u00e0, manifestando disperazione nei confronti della vita e del futuro: tutto, in questa prospettiva, pu\u00f2 essere odiato e distrutto. Il terrorista ritiene che la verit\u00e0 in cui crede o la sofferenza patita siano talmente assolute da legittimarlo a reagire distruggendo anche vite umane innocenti.\n<\/p>\n<p>Talora il terrorismo \u00e8 figlio di un fondamentalismo fanatico, che nasce dalla convinzione di poter imporre a tutti l\u2019accettazione della propria visione della verit\u00e0. La verit\u00e0, invece, anche quando la si \u00e8 raggiunta &#8211; e ci\u00f2 avviene sempre in modo limitato e perfettibile &#8211; non pu\u00f2 mai essere imposta.<br \/>\nIl rispetto della coscienza altrui, nella quale si riflette l\u2019immagine stessa di Dio (cfr Gn 1, 26-27), consente solo di proporre la verit\u00e0 all\u2019altro, al quale spetta poi di responsabilmente accoglierla. <\/p>\n<p>Pretendere di imporre ad altri con la violenza quella che si ritiene essere la verit\u00e0, significa violare la dignit\u00e0 dell\u2019essere umano e, in definitiva, fare oltraggio a Dio, di cui egli \u00e8 immagine. Per questo il fanatismo fondamentalista \u00e8 un atteggiamento radicalmente contrario alla fede in Dio. A ben guardare il terrorismo strumentalizza non solo l\u2019uomo, ma anche Dio, finendo per farne un idolo di cui si serve per i propri scopi. \n<\/p>\n<p>7. Nessun responsabile delle religioni, pertanto, pu\u00f2 avere indulgenza verso il terrorismo e, ancor meno, lo pu\u00f2 predicare. \u00c8 profanazione della religione proclamarsi terroristi in nome di Dio, far violenza all\u2019uomo in nome di Dio.<br \/>\nLa violenza terrorista \u00e8 contraria alla fede in Dio Creatore dell\u2019uomo, in<br \/>\nDio che si prende cura dell\u2019uomo e lo ama. <\/p>\n<p>In particolare, essa \u00e8 totalmente contraria alla fede in Cristo Signore, che ha insegnato ai suoi discepoli a pregare: \u201c Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori \u201d (Mt 6, 12). <br \/>\nSeguendo l\u2019insegnamento e l\u2019esempio di Ges\u00f9, i cristiani sono convinti che dimostrare misericordia significhi vivere pienamente la verit\u00e0 della nostra vita: possiamo e dobbiamo essere misericordiosi, perch\u00e9 ci \u00e8 stata mostrata misericordia da un Dio che \u00e8 Amore misericordioso (cfr 1 Gv 4, 7-12). <\/p>\n<p>Il Dio che ci redime mediante il suo ingresso nella storia e attraverso il dramma del Venerd\u00ec Santo prepara la vittoria del giorno di Pasqua, \u00e8 un Dio di misericordia e di perdono (cfr Sal 103 [102], 3-4.10-13). Ges\u00f9, nei confronti di quanti lo contestavano per il fatto che mangiava con i peccatori, cos\u00ec si \u00e8 espresso: \u201c Andate dunque e imparate che cosa significhi: Misericordia io voglio e non sacrificio. Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori \u201d (Mt 9, 13). I seguaci di Cristo, battezzati nella sua morte e nella sua risurrezione, devono essere sempre uomini e donne di misericordia e di perdono. \n<\/p>\n<p>\n<strong><br \/>\nLa necessit\u00e0 del perdono<\/strong><br \/>\n8. Ma che cosa significa, in concreto, perdonare? E perch\u00e9 perdonare? Un discorso sul perdono non pu\u00f2 eludere questi interrogativi. Riprendendo una riflessione che ebbi gi\u00e0 modo di offrire per la Giornata Mondiale della Pace<br \/>\n1997 (\u201c Offri il perdono, ricevi la pace \u201d), desidero ricordare che il perdono ha la sua sede nel cuore di ciascuno, prima di essere un fatto sociale. Solo nella misura in cui si affermano un\u2019etica e una cultura del perdono, si pu\u00f2 anche sperare in una \u201c politica del perdono \u201d, espressa in atteggiamenti sociali ed istituti giuridici, nei quali la stessa giustizia assuma un volto pi\u00f9 umano. <br \/>\nIn realt\u00e0, il perdono \u00e8 innanzitutto una scelta personale, una opzione del cuore che va contro l\u2019istinto spontaneo di ripagare il male col male. <\/p>\n<p>Tale opzione ha il suo termine di confronto nell\u2019amore di Dio, che ci accoglie nonostante il nostro peccato, e ha il suo modello supremo nel perdono di<br \/>\nCristo che sulla croce ha pregato: \u201c Padre, perdona loro, perch\u00e9 non sanno quello che fanno \u201d (Lc 23, 34).<br \/> <br \/>\nIl perdono ha dunque una radice e una misura divine. Questo tuttavia non esclude che se ne possa cogliere il valore anche alla luce di considerazioni di umana ragionevolezza. <\/p>\n<p>Prima fra tutte, quella relativa all\u2019esperienza che l<br \/>\n&#8216;essere umano vive in se stesso quando commette il male. Egli si rende allora conto della sua fragilit\u00e0 e desidera che gli altri siano indulgenti con lui.<br \/>\nPerch\u00e9 dunque non fare agli altri ci\u00f2 che ciascuno desidera sia fatto a se stesso? Ogni essere umano coltiva in s\u00e9 la speranza di poter ricominciare un percorso di vita e di non rimanere prigioniero per sempre dei propri errori e delle proprie colpe. Sogna di poter tornare a sollevare lo sguardo verso il futuro, per scoprire ancora una prospettiva di fiducia e di impegno. \n<\/p>\n<p>9. In quanto atto umano, il perdono \u00e8 innanzitutto un\u2019iniziativa del singolo soggetto nel suo rapporto con gli altri suoi simili. La persona, tuttavia, ha un\u2019essenziale dimensione sociale, in virt\u00f9 della quale intreccia una rete di rapporti in cui esprime se stessa: non solo nel bene, purtroppo, ma anche nel male. Conseguenza di ci\u00f2 \u00e8 che il perdono si rende necessario anche a livello sociale. <\/p>\n<p>Le famiglie, i gruppi, gli Stati, la stessa Comunit\u00e0 internazionale, hanno bisogno di aprirsi al perdono per ritessere legami interrotti, per superare situazioni di sterile condanna mutua, per vincere la tentazione di escludere gli altri non concedendo loro possibilit\u00e0 di appello. La capacit\u00e0 di perdono sta alla base di ogni progetto di una societ\u00e0 futura pi\u00f9 giusta e solidale. <br \/>\nIl perdono mancato, al contrario, specialmente quando alimenta la continuazione di conflitti, ha costi enormi per lo sviluppo dei popoli. <\/p>\n<p>Le risorse vengono impiegate per sostenere la corsa agli armamenti, le spese delle guerre, le conseguenze delle ritorsioni economiche. Vengono cos\u00ec a mancare le disponibilit\u00e0 finanziarie necessarie per produrre sviluppo, pace, giustizia. Quanti dolori soffre l\u2019umanit\u00e0 per non sapersi riconciliare, quali ritardi subisce per non saper perdonare! La pace \u00e8 la condizione dello sviluppo, ma una vera pace \u00e8 resa possibile soltanto dal perdono.<br \/>\n<br \/><strong><br \/>\nIl perdono, strada maestra <\/strong><br \/>\n10. <\/p>\n<p>La proposta del perdono non \u00e8 di immediata comprensione n\u00e9 di facile accettazione; \u00e8 un messaggio per certi versi paradossale. Il perdono infatti comporta sempre un\u2019apparente perdita a breve termine, mentre assicura un guadagno reale a lungo termine. La violenza \u00e8 l\u2019esatto opposto: opta per un guadagno a scadenza ravvicinata, ma prepara a distanza una perdita reale e permanente. <\/p>\n<p>Il perdono potrebbe sembrare una debolezza; in realt\u00e0, sia per essere concesso che per essere accettato, suppone una grande forza spirituale e un coraggio morale a tutta prova. Lungi dallo sminuire la persona, il perdono la conduce ad una umanit\u00e0 pi\u00f9 piena e pi\u00f9 ricca, capace di riflettere in s\u00e9 un raggio dello splendore del Creatore. <br \/>\nIl ministero che svolgo al servizio del Vangelo mi fa sentire vivamente il dovere, e mi d\u00e0 al tempo stesso la forza, di insistere sulla necessit\u00e0 del perdono. <\/p>\n<p>Lo faccio anche oggi, sorretto dalla speranza di poter suscitare riflessioni serene e mature in vista di un generale rinnovamento, nei cuori delle persone e nelle relazioni tra i popoli della terra. \n<\/p>\n<p>\n11. Meditando sul tema del perdono, non si possono non ricordare alcune tragiche situazioni di conflitto, che da troppo tempo alimentano odi profondi e laceranti, con la conseguente spirale inarrestabile di tragedie personali e collettive. Mi riferisco, in particolare, a quanto avviene nella Terra Santa, luogo benedetto e sacro dell\u2019incontro di Dio con gli uomini, luogo della vita, morte e risurrezione di Ges\u00f9, il Principe della pace.<br \/> <br \/>\nLa delicata situazione internazionale sollecita a sottolineare con forza rinnovata l\u2019urgenza della risoluzione del conflitto arabo-israeliano, che dura ormai da pi\u00f9 di cinquant\u2019anni, con un\u2019alternanza di fasi pi\u00f9 o meno acute. Il continuo ricorso ad atti terroristici o di guerra, che aggravano per tutti la situazione e incupiscono le prospettive, deve lasciare finalmente il posto ad un negoziato risolutore. I diritti e le esigenze di ciascuno potranno essere tenuti in debito conto e contemperati in modo equo, se e quando prevarr\u00e0 in tutti la volont\u00e0 di giustizia e di riconciliazione. A<br \/>\nquegli amati popoli rivolgo nuovamente l\u2019invito accorato ad adoperarsi per un\u2019<br \/>\nera nuova di rispetto mutuo e di accordo costruttivo. \n<\/p>\n<p>\n<strong><br \/>\nComprensione e cooperazione interreligiosa<\/strong><br \/>\n12. In questo grande sforzo, i leader religiosi hanno una loro specifica responsabilit\u00e0. Le confessioni cristiane e le grandi religioni dell\u2019umanit\u00e0 devono collaborare tra loro per eliminare le cause sociali e culturali del terrorismo, insegnando la grandezza e la dignit\u00e0 della persona e diffondendo una maggiore consapevolezza dell\u2019unit\u00e0 del genere umano. Si tratta di un preciso campo del dialogo e della collaborazione ecumenica ed interreligiosa, per un urgente servizio delle religioni alla pace tra i popoli. <br \/>\nIn particolare, sono convinto che i leader religiosi ebrei, cristiani e musulmani debbano prendere l\u2019iniziativa mediante la condanna pubblica del terrorismo, rifiutando a chi se ne rende partecipe ogni forma di legittimazione religiosa o morale. \n<\/p>\n<p>13. Nel dare comune testimonianza alla verit\u00e0 morale secondo cui l\u2019assassinio deliberato dell\u2019innocente \u00e8 sempre un grave peccato, dappertutto e senza eccezioni, i leader religiosi del mondo favoriranno la formazione di una pubblica opinione moralmente corretta. E questo il presupposto necessario per l\u2019edificazione di una societ\u00e0 internazionale capace di perseguire la tranquillit\u00e0 dell\u2019ordine nella giustizia e nella libert\u00e0.<br \/>\nUn impegno di questo tipo da parte delle religioni non potr\u00e0 non introdursi sulla via del perdono, che porta alla comprensione reciproca, al rispetto e alla fiducia. Il servizio che le religioni possono dare per la pace e contro il terrorismo consiste proprio nella pedagogia del perdono, perch\u00e9 l\u2019uomo che perdona o chiede perdono capisce che c\u2019\u00e8 una Verit\u00e0 pi\u00f9 grande di lui, accogliendo la quale egli pu\u00f2 trascendere se stesso. \n<\/p>\n<p>\n<strong><br \/>\nPreghiera per la pace<\/strong><br \/>\n14. Proprio per questa ragione, la preghiera per la pace non \u00e8 un elemento che \u201c viene dopo \u201d l\u2019impegno per la pace. Al contrario, essa sta al cuore dello sforzo per l\u2019edificazione di una pace nell\u2019ordine, nella giustizia e nella libert\u00e0. Pregare per la pace significa aprire il cuore umano all\u2019<br \/>\nirruzione della potenza rinnovatrice di Dio. <\/p>\n<p>Dio, con la forza vivificante della sua grazia, pu\u00f2 creare aperture per la pace l\u00e0 dove sembra che vi siano soltanto ostacoli e chiusure; pu\u00f2 rafforzare e allargare la solidariet\u00e0 della famiglia umana, nonostante lunghe storie di divisioni e di lotte. Pregare per la pace significa pregare per la giustizia, per un adeguato ordinamento all\u2019<br \/>\ninterno delle Nazioni e nelle relazioni fra di loro. <\/p>\n<p>Vuol dire anche pregare per la libert\u00e0, specialmente per la libert\u00e0 religiosa, che \u00e8 un diritto fondamentale umano e civile di ogni individuo. Pregare per la pace significa pregare per ottenere il perdono di Dio e per crescere al tempo stesso nel coraggio che \u00e8 necessario a chi vuole a propria volta perdonare le offese subite. <br \/>\nPer tutti questi motivi ho invitato i rappresentanti delle religioni del mondo a venire ad Assisi, la citt\u00e0 di san Francesco, il prossimo 24 gennaio, a pregare per la pace. <\/p>\n<p>Vogliamo con ci\u00f2 mostrare che il genuino sentimento religioso \u00e8 una sorgente inesauribile di mutuo rispetto e di armonia tra i popoli: in esso, anzi, risiede il principale antidoto contro la violenza ed i conflitti. In questo tempo di grave preoccupazione, l\u2019umana famiglia ha bisogno di sentirsi ricordare le sicure ragioni della nostra speranza.\n<\/p>\n<p>Proprio questo noi intendiamo proclamare ad Assisi, pregando Dio Onnipotente<br \/>\n&#8211; secondo la suggestiva espressione attribuita allo stesso san Francesco &#8211; di fare di noi uno strumento della sua pace. \n<\/p>\n<p>\n15. Non c\u2019\u00e8 pace senza giustizia, non c\u2019\u00e8 giustizia senza perdono: ecco ci\u00f2 che voglio annunciare in questo Messaggio a credenti e non credenti, agli uomini e alle donne di buona volont\u00e0, che hanno a cuore il bene della famiglia umana e il suo futuro. <br \/>\nNon c\u2019\u00e8 pace senza giustizia, non c\u2019\u00e8 giustizia senza perdono: questo voglio ricordare a quanti detengono le sorti delle comunit\u00e0 umane, affinch\u00e9 si lascino sempre guidare, nelle loro scelte gravi e difficili, dalla luce del vero bene dell\u2019uomo, nella prospettiva del bene comune.<br \/>\nNon c\u2019\u00e8 pace senza giustizia, non c\u2019\u00e8 giustizia senza perdono: questo monito non mi stancher\u00f2 di ripetere a quanti, per una ragione o per l\u2019altra, coltivano dentro di s\u00e9 odio, desiderio di vendetta, bramosia di distruzione.\n<\/p>\n<p>In questa Giornata della Pace, salga dal cuore di ogni credente pi\u00f9 intensa la preghiera per ciascuna delle vittime del terrorismo, per le loro famiglie tragicamente colpite, e per tutti i popoli che il terrorismo e la guerra continuano a ferire e a sconvolgere. Non restino fuori del raggio di luce della nostra preghiera coloro stessi che offendono gravemente Dio e l\u2019uomo mediante questi atti senza piet\u00e0: sia loro concesso di rientrare in se stessi e di rendersi conto del male che compiono, cos\u00ec che siano spinti ad abbandonare ogni proposito di violenza e a cercare il perdono. In questi tempi burrascosi, possa l\u2019umana famiglia trovare pace vera e duratura, quella pace che solo pu\u00f2 nascere dall\u2019incontro della giustizia con la misericordia! <\/p>\n<p>\n<\/p>\n<p><strong><a href=\"#top\">Torna Su<\/a><\/strong>\n<\/p>\n<p>\n<strong><br \/>\nBLOCK NOTES mese di Gennaio 2002<\/p>\n<p><\/strong><\/p>\n<p><\/p>\n<p><strong>1 MARTED\u00cc<\/strong> Circoncisione del Signore &#8211; Giornata mondiale di preghiera per la Pace<br \/>\nBalbiano :<br \/>\n&#8211; Ore 15:45 Ora del Santo Rosario<br \/>\n&#8211; Ore 17:30 Adorazione eucaristica e Vespri<\/p>\n<p><strong>4 VENERD\u00cc<\/strong> <br \/>\nBalbiano. S. Comunione anziani e infermi<\/p>\n<p><strong>5 SABATO<\/strong> <br \/>\nBalbiano, ore 15:00 Confessioni<\/p>\n<p><strong>6 DOMENICA<\/strong> Epifania del Signore &#8211; giornata dell\u2019Infanzia missionaria<br \/>\nBalbiano :<br \/>\n&#8211; Non c\u2019\u00e8 la catechesi dei ragazzi<br \/>\n&#8211; Ore 15:00 Celebrazione in onore di Ges\u00f9 Bambino con la benedizione dei bambini presenti<br \/>\n&#8211; Ore 17:30 Esposizione eucaristica e Vespri<\/p>\n<p><strong>8 MARTED\u00cc<\/strong><br \/>\n<br \/>\nBalbiano :<br \/>\n&#8211; Ore 16:00 catechesi degli adulti e anziani<br \/>\nColturano:<br \/>\n&#8211; Ore 20:45 catechesi degli adulti<\/p>\n<p><strong>11 VENERD\u00cc<\/strong><br \/>\n<br \/>\nColturano. Ore 18:00 catechesi per il dopo-cresima e gli adolescenti<\/p>\n<p><strong>13 DOMENICA<\/strong> Battesimo del Signore<br \/>\n<br \/>\nColturano. Ore 11:15 catechesi dei ragazzi<br \/>\nBalbiano. Ore 11:00 catechesi dei ragazzi, Ore 17:30 adorazione eucaristica e<br \/>\nVespri<br \/>\nPaullo. Ore 9\/12 incontro ragazzi di seconda media per la Professione di Fede<\/p>\n<p><strong>15 MARTED\u00cc<\/strong> <br \/> <br \/>\nColturano. Ore 20:30 catechesi degli adulti<br \/>\nBalbiano. Ore 16:00 catechesi degli adulti e anziani<\/p>\n<p><strong>17 GIOVED\u00cc<\/strong> Giornata nazionale del dialogo religioso ebraico-cristiano<\/p>\n<p><strong>18 VENERD\u00cc<\/strong> Inizio ottavario di preghiera per l\u2019unit\u00e0 delle Chiese<br \/>\nColturano. Ore 18:00 catechesi del post &#8211; cresima e adolescenti<br \/>\nLodi. Ore 21:00 Veglia di preghiera nella solennit\u00e0 di San Bassiano<\/p>\n<p><strong>19 SABATO<\/strong> Solennit\u00e0 di San Bassiano, Patrono della Citt\u00e0 e della Diocesi di Lodi<br \/>\nBalbiano. Ore 15:00 partenza per Lodi &#8211; visita all\u2019urna del Santo e alla festa<br \/>\nLodi. Ore 10:30 Solenne celebrazione eucaristica<\/p>\n<p><strong>20 DOMENICA<\/strong> <br \/>\nColturano. Ore 11:15 catechesi dei ragazzi<br \/>\nBalbiano :<br \/>\n&#8211; Ore 11:00 catechesi dei ragazzi<br \/>\n&#8211; Ore 15:00 incontro per i genitori e i ragazzi<\/p>\n<p><strong>21 LUNED\u00cc<\/strong> <br \/>\nDresano. Ore 21:00 incontro formativo interparrochiale per gli impegnati<\/p>\n<p><strong>22 MARTED\u00cc<\/strong><br \/>\n<br \/>\nColturano. Ore 20:30 catechesi degli adulti<br \/>\nBalbiano. Ore 16:00 catechesi  degli adulti e anziani<\/p>\n<p><strong>24 GIOVED\u00cc<\/strong><br \/>\n<br \/>\nBalbiano. Ore 20:45 s. Messa e Adorazione eucaristica<\/p>\n<p><strong>25 VENERD\u00cc<\/strong><br \/> <br \/>\nColturano. Ore 18:00 catechesi del post-cresima e adolescenti<br \/>\nPaullo. Corso diocesano per i Lettori nella liturgia<\/p>\n<p><strong>26 SABATO<\/strong><br \/>\nBalbiano. Dalle ore 15:00 alle 17:00 tempo per le Confessioni<\/p>\n<p><strong>27 DOMENICA<\/strong> Sacra famiglia di Nazareth &#8211; Festa delle famiglie e dell\u2019oratorio<br \/>\nColturano. Ore 11:15 catechesi dei ragazzi<br \/>\nBalbiano: <br \/>\n&#8211; Ore 11:00 catechesi dei ragazzi<br \/>\n&#8211; Ore 15:00 rappresentazione teatrale<br \/>\n&#8211; Ore 17:00 Adorazione e benedizione eucaristica<\/p>\n<p><strong>28 LUNED\u00cc<\/strong> <br \/>\nSpino d\u2019Adda. Incontro formativo per gli Animatori del GREST<\/p>\n<p><strong>29 MARTED\u00cc<\/strong><br \/>\n<br \/>\nColturano. Ore 20:45 catechesi degli adulti<br \/>\nBalbiano. Ore 16:00 catechesi degli adulti e anziani<\/p>\n<p><strong><a href=\"#top\">Torna Su<\/a><\/strong>\n<\/p>\n<p>\n<strong><br \/>\nNote di spiritualit\u00e0 LA PREGHIERA DOMESTICA<br \/>\ndi Stefano e Piera Levantino<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><\/p>\n<p>Quante volte ci siamo interrogati su come riuscire a trovare nella nostra giornata cos\u00ec piena un momento per la nostra preghiera personale e familiare?<br \/>\nAlcuni sposi, volendo ritagliarsi un\u2019ora fissa per pregare tutti insieme, si sono dati una regola: hanno cio\u00e8 deciso che un certo momento preciso della giornata \u00e8 del Signore. <\/p>\n<p>Le difficolt\u00e0 dei primi giorni, grazie all\u2019abitudine quasi scompare. Talvolta sono i bambini a ricordare l\u2019appuntamento. Altre coppie hanno deciso di alzarsi venti minuti prima al mattino. \u00c8 questo un tempo propizio, quando \u00e8 entrato nel ritmo delle settimane e dei mesi, da dedicare alla crescita della nostra coppia, prima ancora che si sveglino i figli. <\/p>\n<p>Si possono leggere e meditare le letture della Messa del giorno con l\u2019<br \/>\naiuto di un messalino quotidiano, oppure pregare con la Liturgia delle Lodi, o altro ancora. Alcune coppie trovano questo momento dopo cena. Altre invece preferiscono prima di cena, considerando importante la presenza dei figli, anche piccoli, senza preoccuparsi ovviamente se giocherellano qua e l\u00e0 e se non consentono una preghiera \u201cmonastica\u201d. <\/p>\n<p>La cosa importante \u00e8 riuscire a sviluppare la \u201cnostra\u201d preghiera. Perci\u00f2 non lasciamoci avvilire se talvolta le difficolt\u00e0 oggettive e reali impediscono orari rigidi e inflessibili.<br \/>\nDall\u2019esperienza piuttosto diffusa si raccoglie un frequente lamento: \u201cNoi per diversit\u00e0 d\u2019orari e per una serie d\u2019impegni non riusciamo proprio a ritrovarci insieme per pregare in modo ampio\u201d.\n<\/p>\n<p>Forse il lamento trae origine dal fatto che spesso si ha in mente un modello di preghiera familiare fatta in comune, marito e moglie insieme, genitori e figli insieme. Pi\u00f9 spesso invece la preghiera familiare \u00e8 costituita da varie situazioni e momenti che si colgono lungo la giornata o addirittura l\u2019intero anno. Su questo tipo di preghiera vogliamo soffermarci perch\u00e9 tante famiglie vi hanno riconosciuto una strada possibile e percorribile.<br \/>\n<\/p>\n<p>\n&#8211;  Anzitutto \u00e8 utile far s\u00ec che anche l\u2019ambiente \u201ccasa\u201d ci parli di Dio e ci aiuti ad \u201celevarci in Dio\u201d. <\/p>\n<p>Per questo pu\u00f2 essere molto utile creare nella casa \u201cl\u2019angolo di Dio\u201d. In un punto adatto poniamo un\u2019immagine significativa per fare da richiamo e stimolo a tutta la famiglia. Alcuni ci mettono la<br \/>\nSacra Bibbia, altri una scritta biblica. Vi possiamo mettere anche un vasetto di fiori ed un cero che accenderemo al momento della preghiera o in altre circostanze quando si vuole creare un particolare clima di raccoglimento in famiglia. Sono piccoli segni esteriori che possono apparire superficiali; in realt\u00e0 abbiamo bisogno dei segni, sia noi adulti e tanto pi\u00f9 i nostri figli, se li vogliamo coinvolgere.<br \/>\n<\/p>\n<p>\n&#8211;  A pranzo e a cena una famiglia cristiana \u00e8 fedele alla preghiera della mensa. \u00c8 questo un momento particolarmente importante perch\u00e9 pi\u00f9 facilmente la famiglia \u00e8 riunita. \u00c8 tra i pi\u00f9 facili da introdurre anche in quelle case dove non si \u00e8 abituati a pregare. Esistono a tal proposito diversi sussidi molto utili a rendere vivace e attraente questo breve momento. \u00c8 un modo semplice per coinvolgere i figli che di volta in volta sono invogliati a rendersi protagonisti leggendo un piccolo brano o invocando la benedizione del Signore con brevi invocazioni.<br \/>\n<\/p>\n<p>\n&#8211;  La sera poi quando i bimbi vanno a letto, i genitori li aiutano nelle preghiere e vi trovano essi stessi nutrimento. Prima di dare loro la buona notte danno loro la benedizione serale. \u00c8 questo un momento \u201cforte\u201d. \u00c8<br \/>\nbello iniziare quando i figli sono ancora piccoli, ma l\u2019esperienza ci ha insegnato che anche i pi\u00f9 grandi gradiscono e sentono il bisogno di un tale gesto. <\/p>\n<p>Il gesto pu\u00f2 sembrare insignificante ma racchiude in s\u00e9 un valore esistenziale. Nel momento molto delicato del distacco dai genitori, prima di avventurarsi nel buio e nel sonno non sempre facile, i genitori rassicurano il figlio che Dio \u00e8 sempre con loro, c\u2019\u00e8 il loro Angelo custode sempre vicino. Un domani quel figlio di fronte alle difficolt\u00e0 della vita non si sentir\u00e0 solo e disperato; avr\u00e0 bevuto tanta energetica forza e fiducia anche se i genitori non ci saranno o non lo comprenderanno. <\/p>\n<p>Per agevolare il ritorno a questa pratica suggestiva e molto antica, esistono preziosi sussidi che aiutano a memorizzare presto la formula di benedizione. In pratica i figli domandano la benedizione e un genitore, o ambedue, recitano la biblica benedizione presente in Numeri, 6,24 ss. segnando su di essi il segno della croce.<br \/>\n<\/p>\n<p>\n&#8211;  A questo punto si comprende come la preghiera familiare forse non \u00e8 \u201clunga<br \/>\n\u201d, ma l\u2019importante \u00e8 che sia \u201cintensa\u201d. Vari sposi si sentono poveri perch\u00e9 non riescono a trovare i tempi lunghi per la preghiera. Ma la nostra preghiera deve essere \u201cincarnata\u201d. Talvolta la vita \u00e8 fortemente drammatica e la preghiera facilmente commuove e prende l\u2019animo, anche se \u00e8 breve. La nostra preghiera \u00e8 fatta di molta vita. Nella preghiera domestica non vanno sottovalutati i vari momenti occasionali. Occorre imparare a sfruttarli per coinvolgere la famiglia nella preghiera: periodi di particolare difficolt\u00e0, la visita occasionale ad una chiesa, un viaggio in automobile, una visita al cimitero&#8230;<br \/>\n<\/p>\n<p>\n&#8211;  Ci sono poi le tappe religiose tipiche di una famiglia che non possono non essere valorizzate come momenti educativi: i battesimi, le prime comunioni, le cresime, i matrimoni, le malattie, le morti, i compleanni, l\u2019anniversario di matrimonio e di battesimo, le feste religiose, i momenti forti della vita di un cristiano (l\u2019Avvento e la Quaresima)&#8230;.<br \/>\n<\/p>\n<p>\n&#8211;  Una continua ricchezza proviene dalla Santa Messa domenicale: vivere insieme la partecipazione all\u2019Eucarestia aiuta a rendere pi\u00f9 unita la famiglia e a comprendere che fare la Comunione aiuta a fare comunione. Per esempio gli sposi, anche insieme ai figli, possono ripensare all\u2019Omelia e ai<br \/>\n\u201csegni liturgici\u201d tornando a casa o durante il pranzo o in altra occasione.<br \/>\nOppure vivendo nella propria casa il ciclo dell\u2019anno liturgico: come il presepe, i tempi di digiuno, il mese dei morti, il dramma della Passione.<br \/>\n<\/p>\n<p>\n&#8211;  Una preghiera antica ma attualissima e necessaria, che non deve mancare nelle nostre famiglie: il Rosario. \u00c8 la preghiera per eccellenza del cristiano, che ci fa considerare i misteri principali della vita di Ges\u00f9 e di<br \/>\nMaria e che ottiene innumerevoli grazie alle famiglie. \u00c8 la preghiera di tutti, grandi e piccoli. Aiuta a rendere pi\u00f9 unita la famiglia e favorisce la<br \/>\nPace. Non a caso \u00e8 la preghiera raccomandata dal S. Padre Giovanni Paolo II: \u201c<br \/>\nIl Rosario \u00e8 la mia preghiera prediletta!\u201d Tutti i cristiani conoscono l\u2019<br \/>\nopera incessante del Papa per salvare la pace nel mondo, per scongiurare la guerra, ma molti non sanno che cosa fare in quest\u2019ora difficile. Non lasciamo il Papa solo! Recitiamo ogni giorno il Rosario e avremo la pace nelle nostre famiglie e nel mondo!<\/p>\n<p>\n<\/p>\n<p><strong><a href=\"#top\">Torna Su<\/a><\/strong>\n<\/p>\n<p>\n<strong><br \/>\nSettimana di preghiera per l\u2019Unit\u00e0 dei Cristiani<br \/>\n\u201cIn te \u00e8 la sorgente della vita\u201d<br \/>\n(Salmo 36,6-10)<\/p>\n<p><\/strong><\/p>\n<p><\/p>\n<p>Dal 18 al 25 gennaio in tutte le chiese cristiane si prega per implorare il dono della piena comunione. \u201cSe il Signore non costruisce la casa, invano faticano i costruttori\u201d (Sal 126). Di questa preminenza dell\u2019opera del Padre era cosciente per primo Ges\u00f9, il quale ha pregato perch\u00e9 tutti siano una cosa sola. <\/p>\n<p>L\u2019interesse per l\u2019ecumenismo non \u00e8 ancora molto vivo nelle nostre comunit\u00e0. Favorisce questo cammino la convinzione che l\u2019interesse per l\u2019<br \/>\necumenismo \u00e8 fedelt\u00e0 alla volont\u00e0 del Signore, alla vocazione battesimale e dell\u2019Eucaristia. Questo non significa rinunciare alla propria identit\u00e0 ecclesiale e quindi alla propria fede, anche se i fedeli cattolici devono avere una corretta conoscenza delle altre Chiese e comunit\u00e0 ecclesiali. <\/p>\n<p>Va anche evidenziata in noi la consapevolezza che la divisione tra i cristiani \u00e8 conseguenza del nostro peccato, soprattutto della mancanza di carit\u00e0 e di umilt\u00e0 degli uni verso gli altri.<br \/>\nIl nostro impegno di unione \u00e8 perci\u00f2 certamente necessario, ma \u00e8 del tutto inadeguato: \u00e8 un\u2019opera del Signore, \u00e8 un\u2019unit\u00e0 donata. Di qui la necessit\u00e0 della preghiera: \u201cIn te \u00e8 la sorgente della vita\u201d.<\/p>\n<p><\/p>\n<p><strong><a href=\"#top\">Torna Su<\/a><\/strong>\n<\/p>\n<p>\n<strong><br \/>\nFesta degli Anniversari di Matrimonio<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><\/p>\n<p>A Balbiano il 27 gennaio, in occasione della festa della Santa Famiglia di Ges \u00f9, Maria e Giuseppe, durante la S. Messa delle ore 10:00 gli sposi cristiani sono chiamati a ricordare l\u2019anniversario del loro Matrimonio. In particolare coloro che ricordano il 25\u00b0, 50\u00b0 e 60\u00b0 anniversario. Ma tutte le coppie possono trovare in questo giorno un motivo speciale di ringraziamento e di preghiera alla Santa Famiglia per il cammino compiuto insieme nel nome del<br \/>\nSignore, breve o lungo che sia. Durante la S. Messa i coniugi rinnoveranno la promessa di amore e fedelt\u00e0.<br \/>\nPer l\u2019organizzazione, le famiglie interessate avvisino per tempo in parrocchia.<\/p>\n<p><\/p>\n<p><strong><a href=\"#top\">Torna Su<\/a><\/strong>\n<\/p>\n<p>\n<strong><br \/>\nUna pillola salver\u00e0 l\u2019Africa?<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><\/p>\n<p>Si chiama nevirapina, costa poco pi\u00f9 di 6.000 lire e pu\u00f2 evitare il contagio di milioni di bambini dall\u2019Aids. Ma  in Africa resta un miraggio. Ecco l\u2019<br \/>\nazione della Comunit\u00e0 di Sant\u2019Egidio.<br \/>\nda \u201cSETTE\u201d del 29-11-01<\/p>\n<p>Bastano tre dollari per salvare un bambino all\u2019Aids. Seimilatrecento lire (appena 3,2 euro). \u00c8 una cifra ridicola di fronte a un\u2019epidemia che in Africa ha gi\u00e0 colpito 25,3 milioni di persone. <\/p>\n<p>Eppure \u00e8 questo il costo di una dose di nevirapina, il farmaco che blocca la trasmissione del virus Hiv da madre a figlio, una delle principali cause dello sviluppo della malattia in Africa.<br \/>\nPeccato che nei villaggi africani quei 3 dollari non ci sono.<br \/>\nIn Europa, negli Stati Uniti e anche in America latina l\u2019epidemia ha segnato una netta battuta d\u2019arresto: si \u00e8 raggiunta una soglia di saturazione dei sottogruppi con comportamenti a rischio (prevalentemente tossicodipendenti e omo-bisessuali) e non si \u00e8 avuto che un interessamento marginale della popolazione generale. <\/p>\n<p>Tutto questo grazie non soltanto a una capillare operazione di prevenzione, ma anche all\u2019introduzione di nuove terapie antivirali che hanno permesso una massiccia riduzione della mortalit\u00e0 e del contagio.<br \/>\nIn Africa no. In poco meno di cinque anni c\u2019\u00e8 stato un aumento di oltre il<br \/>\n40% (e sono stime per difetto) delle infezioni. Dei 36,1 milioni di persone affette da Hiv nel mondo &#8211; secondo l\u2019ultimo rapporto dell\u2019Unaids (l\u2019agenzia per la lotta all\u2019Aids delle Nazioni Unite) -oltre il 70% degli adulti e l\u201980%<br \/>\ndei bambini vivono nell\u2019Africa subsahariana. <\/p>\n<p>In Zimbabwe, solo per fare qualche esempio, un adulto su quattro \u00e8 sieropositivo. In Mozambico uno ogni sei. E, al contrario che in Occidente, qui il sesso femminile \u00e8 quello pi\u00f9 colpito. Secondo l\u2019organizzazione mondiale della Sanit\u00e0 ci sono 12-13 africane infette ogni 10 maschi.<br \/>\nIl virus si trasmette pi\u00f9 facilmente alle donne, attraverso i rapporti sessuali non protetti, sia per motivi fisiologici sia per fattori socio-<br \/>\nculturali. <\/p>\n<p>Motivi ben noti ai medici che da anni sono impegnati sul campo.<br \/>\nCome quelli che operano per la Comunit\u00e0 di Sant\u2019Egidio, il gruppo cristiano basato a Roma e animato da monsignor Paglia che nel \u201992 medi\u00f2 l\u2019accordo di pace per il Mozambico. Ed \u00e8 proprio in questa ex colonia portoghese, devastata prima da una guerra civile durata pi\u00f9 di 15 anni, poi da una serie di alluvioni e altre sciagure naturali, che i volontari hanno lanciato un\u2019<br \/>\nambiziosa sfida all\u2019ultima devastante piaga del Paese: l\u2019Aids, appunto. <\/p>\n<p>Un\u2019<br \/>\nepidemia che sta falcidiando la popolazione, comprese le classi medio-alte, il personale scolastico e quello sanitario. E che rischia di fermare la ripresa economica del Paese (dalla fine della guerra il Mozambico \u00e8 stata la nazione africana con il maggior sviluppo economico con punte del 12% sul<br \/>\nProdotto nazionale lordo).<br \/>\nIl progetto, lanciato oltre un anno fa con 2,5 miliardi di finanziamento da parte della Cooperazione italiana, sta entrando in questi giorni nella sua seconda fase (questa volta con finanziamenti raccolti attraverso canali privati). <\/p>\n<p>\u201cL\u2019approccio della malattia in Africa deve essere necessariamente diverso da quello adottato in Occidente. Ormai \u00e8 dimostrato che l\u2019educazione ai rapporti sessuali protetti qui non \u00e8 sufficiente, sia perch\u00e9 \u00e8 difficile convincere la popolazione locale all\u2019uso dei preservativi o alla fedelt\u00e0 coniugale, sia perch\u00e9 non bisogna sottovalutare la trasmissione del virus legata a pratiche sanitarie molto arretrate\u201d, dice il medico Leonardo Emberti, docente universitario a Roma e responsabile del progetto in Mozambico. <\/p>\n<p>Gli esempi sono infiniti: a fronte di una popolazione di 18 milioni di individui, nel Paese operano solo 400 medici, la stragrande maggioranza dei malati si rivolge ai \u201ccuranderos\u201d, sorta di stregoni che trattano i sintomi dell\u2019Aids come un \u201cmalocchio\u201d da estirpare con erbe e riti oscuri, nei pochi ospedali esistenti le siringhe a perdere vengono riutilizzate fino a 30 volte senza alcun processo di sterilizzazione, le trasfusioni e le donazioni di sangue il pi\u00f9 delle volte sono effettuate senza controlli sull\u2019eventuale presenza di virus (dall\u2019Hiv alle pi\u00f9 banali epatiti).<br \/>\n\u201cLa prevenzione pu\u00f2 funzionare solo se associata alla terapia con i farmaci antiretrovirali, normalmente in uso in Occidente, il problema \u00e8 che in Africa sembra ancora un\u2019utopia\u201d, denuncia Emberti. <\/p>\n<p>Il dito \u00e8 sempre puntato sugli altissimi costi dei farmaci prodotti e brevettati da una manciata di case farmaceutiche occidentali, anche se gli accordi pi\u00f9 recenti lasciano sperare in un abbassamento dei prezzi per i Paesi in via di sviluppo: \u201cLe case farmaceutiche sono ormai rientrate nelle spese di ricerca e sono molto pi\u00f9 disponibili a dare via libera alla produzione, anche locale, di farmaci salvavita generici con gli stessi principi attivi ma con prezzi molto pi\u00f9 bassi\u201d, spiega Emberti. <\/p>\n<p>\u201cEppure anche se i costi della terapia individuale scendessero dagli attuali 10.000 dollari annui ai 400 dollari previsti, essi resterebbero comunque proibitivi per i budget dei Paesi africani\u201d. Per ogni malato, tanto per intenderci, bisognerebbe spendere pi\u00f9 di un dollaro al giorno. Il Mozambico, oggi, ha a disposizione 2 dollari (poco pi\u00f9 del prezzo di un\u2019aspirina) l\u2019anno per persona, e per coprire tutti i trattamenti sanitari.\n<\/p>\n<p>Nessuna via di uscita? La Comunit\u00e0 di Sant\u2019Egidio non si arrende e parte da un dato chiave: il 20% delle donne incinte \u00e8 sieropositivo. Ed \u00e8 proprio nella fase di trasmissione del virus da madre a figlio che sarebbe pi\u00f9 facile, e pi\u00f9 economico, intervenire. \u00c8 sufficiente somministrare alla donna una dose di nevirapina &#8211; nuovissimo farmaco da usare appunto in un\u2019unica dose al momento del parto &#8211; per abbassare drasticamente il rischio di contagio. <\/p>\n<p>Ha gi \u00e0 iniziato a farlo, in Africa, l\u2019organizzazione umanitaria M\u00e9decins sans fronti\u00e8res. Ma i medici romani hanno deciso di andare oltre. \u201cLa trasmissione pu\u00f2 avvenire in seguito attraverso l\u2019allattamento al seno\u201d, aggiunge Emberti.<br \/>\n\u201cIn Occidente \u00e8 facile ricorrere in alternativa al latte artificiale, qui \u00e8 praticamente impossibile, visti i costi, e pressoch\u00e9 inutile, dato che verrebbero utilizzati biberon non sterilizzati e acqua non potabile per diluire il latte\u201d. <\/p>\n<p>Ecco dunque la necessit\u00e0 di curare la madre almeno per tutta la fase dell\u2019allattamento (6-8 mesi): abbassando con i farmaci la carica virale nel sangue la trasmissione diventa molto pi\u00f9 difficile e la terapia viene estesa al figlio attraverso il latte. I costi? Almeno 500 dollari a testa, tra farmaci e reagenti necessari per il monitoraggio della terapia.<br \/>\nIl progetto della Comunit\u00e0 di Sant\u2019Egidio, concordato con il ministero della<br \/>\nSalute mozambicano per una durata di cinque anni, prevede una serie di interventi a diversi livelli. <\/p>\n<p>Durante la prima fase sono state ristrutturate una dozzina di strutture sanitarie di base (ospedali, ambulatori, centri trasfusionali), dotandoli di medicine e materiali sterili, e sono stati avviati corsi di formazione per il personale sanitario. Ora si sta procedendo alla fase di terapia e trattamento: dall\u2019assistenza domiciliare alla costituzione di un laboratorio di biologia molecolare che permette analisi avanzate della carica virale nel sangue, cui presto se ne aggiungeranno altri due. <\/p>\n<p>Punto focale del progetto diventeranno presto, per\u00f2, i reparti ospedalieri di maternit\u00e0: \u00e8 qui che i medici d\u00ec Sant\u2019Egidio cercheranno di spezzare la catena del contagio da madre a figlio. L\u2019obiettivo \u00e8 di riuscire ogni anno a sottoporre al test Hiv almeno 10.000 donne e di iniziare la terapia con 1.500 malate per un costo complessivo intorno ai 18 milioni di dollari sui cinque anni (circa 40 miliardi di lire). <\/p>\n<p>Cuore del progetto saranno le maternit\u00e0 di tre ospedali: nella capitale Maputo, nella citt\u00e0 settentrionale di Nampula e in quella centrale di Beira.<br \/>\n\u00c8 in quest\u2019ultima zona, il cosiddetto corridoio di Beira, che presumibilmente si concentreranno gli sforzi maggiori. In Mozambico la chiamano la \u201cstrada dei camion\u201d, perch\u00e9 \u00e8 da qui che passa la rotta dei commerci. <\/p>\n<p>Ed \u00e8 qui che si concentra la prostituzione. Risultato? Il tasso di donne colpite dall\u2019Aids nella regione raggiunge punte del 35% (contro una media nazionale del 16%).<br \/>\nMalattia durissima, l\u2019Aids, e difficile da capire in Africa. In molti villaggi \u00e8 ancora vista come un male arcano o l\u2019effetto di un malocchio. Che si sta portando via un continente: ben 49 nazioni sotto il Sahara hanno tassi di contagio fino al 42% (Botswana) e al 46% (Kwa Zulu Natal, in Sudafrica). <\/p>\n<p>\u201c<br \/>\nAndando avanti cos\u00ec\u201d, ha denunciato il ministro della Sanit\u00e0 del Mozambico, \u201c<br \/>\nci sar\u00e0 un\u2019Africa senza africani\u201d.<br \/>\nOggi che l\u2019Aids \u00e8 sotto controllo nei Paesi industrializzati, denunciano le<br \/>\nOrganizzazioni non governative, nessuno sembra rendersi conto che su scala mondiale l\u2019epidemia ha invece raggiunto dimensioni gigantesche (15.000 nuove infezioni al giorno, oltre il 95% nei Paesi in via di sviluppo), tali da minacciare i progetti di sviluppo e la cooperazione internazionale. <\/p>\n<p>\u201cIl segretario generale dell\u2019Onu Kofi Annan ha stimato in almeno 7-10 miliardi di dollari l\u2019anno il finanziamento necessario per fermare l\u2019epidemia\u201d, dice la dottoressa Marina Modeo del Coopi (ONG). \u201cLa risposta, finora, \u00e8 stato lo stanziamento di 1,3 miliardi di dollari per il neonato Fondo globale contro<br \/>\nAids, malaria e tubercolosi\u201d. Troppo poco.<\/p>\n<p>\n<\/p>\n<p><strong><a href=\"#top\">Torna Su<\/a><\/strong>\n<\/p>\n<p>\n<strong><br \/>\nTeatro.  NATALE \u00c8 VOLERSI BENE  di L. P.<\/p>\n<p><\/strong><\/p>\n<p><\/p>\n<p>Ogni popolo ha le sue tradizioni che, ogni anno, nel periodo natalizio si rinnovano per celebrare la grande festa dell\u2019amore.<br \/>\nIn tutto il mondo ogni rito ha il medesimo scopo: riscoprire la gioia di stare insieme, regalare un sorriso, sentirsi pi\u00f9 vicini con piccoli gesti.<br \/>\nAnche a Balbiano Domenica 23 dicembre, protagonisti alcuni bambini della<br \/>\nParrocchia, preparati da Lara e don Maurizio, con una rappresentazione semplice, ma ricca di sentimenti e tenerezza, hanno voluto evidenziare e ricordare a chi si fosse distratto che il Natale \u00e8 soprattutto la festa dell\u2019<br \/>\nAmore, quello con la \u201ca\u201d maiuscola.<br \/>\n\u00c8 la cortesia verso qualcuno, una parola buona detta chi ne aveva bisogno, \u00e8 la riconciliazione con chi avevamo offeso o con chi non avevamo capito, magari frainteso<br \/> <br \/>\n\u00c8 la carit\u00e0. <\/p>\n<p>Il Natale di Ges\u00f9 \u00e8 quindi un impegno che implica tutto questo, cio\u00e8 l\u2019essere buoni e caritatevoli davvero (non per fare bella figura o per usanza in quel giorno), un essere buoni da quel giorno per esserlo tutto l\u2019<br \/>\nanno, sempre, e che deve diventare uno stile di vita.<br \/>\nConcludo augurando a tutti Buon Anno e invocando da Ges\u00f9 Bambino il dono dell\u2019<br \/>\nAmore, della gioia e della pace per tutta l\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p><\/p>\n<p><strong><a href=\"#top\">Torna Su<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Curiosit\u00e0 e Informazioni delle Parrocchie di Balbiano e Colturano email: quartacampana@tin.it Sommario del Numero di GENNAIO 2002 IN PARROCCHIA di don Maurizio Messaggio di Giovanni Paolo II per la Giornata Mondiale di preghiera per la Pace BLOCK NOTES mese di Gennaio 2002 Note di spiritualit\u00e0 LA PREGHIERA DOMESTICA di Stefano e Piera Levantino Settimana 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