{"id":369,"date":"2002-06-09T10:18:56","date_gmt":"2002-06-09T10:18:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.melegnano.net\/?p=369"},"modified":"2002-06-09T10:18:56","modified_gmt":"2002-06-09T10:18:56","slug":"colturano-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.melegnano.net\/colturano\/vita.htm","title":{"rendered":"Antoniotto Fileremo Fregoso: la vita"},"content":{"rendered":"<div class=\"tabella-scorrevole\"><table>\n<tr>\n<td><picture><source type=\"image\/avif\" srcset=\"https:\/\/www.melegnano.net\/wp-content\/uploads\/legacy\/Colturano\/risodid.gif.avif\"><source type=\"image\/webp\" srcset=\"https:\/\/www.melegnano.net\/wp-content\/uploads\/legacy\/Colturano\/risodid.gif.webp\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Incisione di due figure ammantate sedute accanto a un globo.\" height=\"397\" src=\"https:\/\/www.melegnano.net\/wp-content\/uploads\/legacy\/Colturano\/risodid.gif\" width=\"280\" style=\"aspect-ratio:280\/397\"><\/picture><\/p>\n<p><picture><source type=\"image\/avif\" srcset=\"https:\/\/www.melegnano.net\/wp-content\/uploads\/legacy\/Colturano\/rdpe.gif.avif\"><source type=\"image\/webp\" srcset=\"https:\/\/www.melegnano.net\/wp-content\/uploads\/legacy\/Colturano\/rdpe.gif.webp\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Pagina stampata di dedica di un libro antico, con iniziale decorata.\" height=\"420\" src=\"https:\/\/www.melegnano.net\/wp-content\/uploads\/legacy\/Colturano\/rdpe.gif\" width=\"280\" style=\"aspect-ratio:280\/420\"><\/picture><\/p>\n<\/td>\n<td>Antoniotto Fileremo Fregoso nacque intorno al 1460 a Carrara, unico figlio maschio di Spinetta II potente signore della citt\u00e0, prima doge di Genova e successivamente consigliere di Francesco Sforza. Come unico erede il padre gli lasci\u00f2, oltre al cognome (Fregoso o Campofregoso), vaste propriet\u00e0 e feudi. Essendo<br \/>\nAntoniotto in giovane et\u00e0 venne nominato come suo tutore Cicco Simonetta, presso il quale si trasfer\u00ec e visse sino al 1476 acquisendo la cittadinanza milanese. Nel 1478 il giorno in cui Gian Galeazzo Sforza assumeva le insegne ducali, Antoniotto venne solennemente armato cavaliere dando inizio alla sua carriera militare che dur\u00f2 ben poco, infatti dopo soli due anni<br \/>\nLudovico il Moro fece imprigionare e decapitare Cicco Simonetta nel Castello di Pavia con l\u2019accusa di alto tradimento e questo costrinse Antoniotto a trasferirsi a Genova ospite di alcuni parenti. Grazie alla sua crescente fama di poeta acquisita nell\u2019ambiente letterario milanese, Antoniotto riprese il suo posto ufficiale alla corte del Moro e di Beatrice d\u2019Este insieme a Nicol\u00f2 da Correggio ed a Gaspare Visconti, questo gli permise anche di sposare la nobildonna Fiorbellina Visconti dalla quale ebbe due figli (Spinetta e Tiberio). Nel 1500, dopo la cattura del Moro da parte dei Francesi, \u00e8 costretto a giurare fedelt\u00e0 ai nuovi signori di Milano. La grave crisi politica e sociale, con la fine del dominio sforzesco, aveva provocato anche il crollo di tutto il mondo culturale ed artistico.<br \/>\nQuesto ebbe un effetto traumatico sull\u2019animo del poeta cortigiano che decise di ritirarsi in esilio volontario nel suo feudo a Colturano dove visse per il resto della sua vita, seguendo l\u2019esempio dei grandi umanisti come il Petrarca e Boccaccio. Cos\u00ec il poeta cortigiano protagonista delle feste mondane si trasform\u00f2 in un saggio e solitario \u201ccitadin de boschi\u201d intento a meditare sulla fragilit\u00e0 della condizione umana.<br \/>\nProprio a causa della sua propensione alla quiete agreste, il Fregoso fin\u00ec per l\u2019essere soprannominato \u201cFileremo\u201d che significa \u201camante, amico della solitudine\u201d. Il 15 novembre 1505 compone l\u2019opera \u201cex villa Culturani\u201d ma la produzione pi\u00f9 originale del Fregoso \u00e8 rappresentata da una serie di poemetti allegorici e filosofici composti in questa seconda fase della sua vita, tra i quali \u201cRiso di Democrito\u201d, \u201cI doi filosofi\u201d<br \/>\n(1506), \u201cLa contentione di Pluto et Iro\u201d (1507), \u201cDialogo sulla musica\u201d<br \/>\n(1508), \u201cLa cerva bianca\u201d (1510) e \u201cIl dialogo de la fortuna\u201d (1519). Tutte opere che incontrarono un notevole successo perch\u00e9 si trattava di una poesia umanistica assai raffinata, nutrita di riferimenti alla cultura antica, che dal punto di vista linguistico e stilistico si ispirava ai modelli aulici di Dante e Petrarca. In alcune di queste opere non mancano riferimenti diretti e affettuosi al \u201c suo Culturano\u201d, come Antonio amava riferirsi alla nuova residenza agreste. Il legame con Colturano \u00e8 un aspetto importante nella sua vicenda umana e poetica. Le sue opere pi\u00f9 importanti furono ideate, composte ed ambientate nella sua villa, nelle selve circostanti, nel paese stesso dove decise di ritirarsi provocando scandalo e incomprensioni tra i suoi vecchi amici nobili. Antonio non interruppe i suoi rapporti sociali e culturali con i salotti pi\u00f9 raffinati di Milano, ad esempio intorno al 1510 egli era spesso ospite della contessa<br \/>\nCecilia Gallerani (ex favorita del Moro e amica di Leonardo da Vinci) e della nobildonna Ippolita Sforza Bentivoglio. Presso di lei fece la conoscenza del novelliere Matteo Bandello frate domenicano nel convento di Santa Maria delle Grazie. Quest\u2019ultimo, nelle sue opere, defin\u00ec il Fregoso uno dei \u201cfamosi spiriti\u201d del suo tempo e dedicandogli una delle sue novelle.<br \/>\nNel 1525 pubblic\u00f2 \u201cOpera nova\u201d, nel 1532 il Fregoso mor\u00ec lasciando ai suoi eredi oltre al feudo di Colturano una immensa fortuna di beni e terreni. Tra i tanti ammiratori del poeta di Colturano possiamo annoverare personaggi famosi come il Poliziano, il Pulci, il Boiardo e perfino Ludovico Ariosto, che nell\u2019Orlando Furioso menzion\u00f2 \u201cAnton<br \/>\nFulgoso\u201d tra i poeti che lo accolsero, meravigliati, al termine del suo fantastico viaggio cavalleresco.\u00a0<\/td>\n<\/tr>\n<\/table><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Antoniotto Fileremo Fregoso nacque intorno al 1460 a Carrara, unico figlio maschio di Spinetta II potente signore della citt\u00e0, prima doge di Genova e successivamente consigliere di Francesco Sforza. Come unico erede il padre gli lasci\u00f2, oltre al cognome (Fregoso o Campofregoso), vaste propriet\u00e0 e feudi. 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