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il bollettino della musica |
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| Le interviste di Music Time |
Perché
avete chiamato il gruppo con il nome di una pianta?
Per varie ragioni. Prima di tutto il suono della parola e la sua "non traducibilità": Datura viene scritto e letto così ovunque. Ma anche per il suo significato e le tante storie che si possono leggere e raccontare sul suo conto, alle quali noi abbiamo aggiunto la nostra. La Datura, pianta magica e allucinogena, compare nei libri visionari di Carlos Castaneda e nei fumetti di Tex Willer, nei ricettari farmaceutici e nei manuali di magia... e in tutto questo é anche una meravigliosa pianta ornamentale. Decisamente ci piaceva.... Tra i primi vostri componenti oltre a Cirillo c’era anche il mai troppo compianto Ricci….Una riflessione al volo sul vostro amico scomparso. Stavamo mixando "Yerba del Diablo" e a noi sembrava pronta. Ma Ricci insisteva che qualcosa ancora non andava. Ad un certo punto si alzò e spense la luce. Il pezzo a luci spente sembrava ancor più magico. Subito dopo esclamò: "Ecco cosa non andava: c'era troppa luce!" Ricci era questo: genialità assolutamente istintiva che lo portava ad essere sempre se stesso. E questa era la sua grande forza. Ciao Ricci! Il successo è arrivato nel 1992 proprio con “Yerba del diablo”. Da allora sono passati quasi 10 anni. Cosa ricordate con maggior piacere di quel periodo? Quando arriva il successo tutto diventa in qualche misura più "semplice" e "morbido" e tutti sono più disponibili nei tuoi confronti e soprattutto quello che stai facendo acquista maggior senso perchè viene recepito e ascoltato da un sacco di gente. Per cui tutto risulta estremamente piacevole da ricordare: dal disco d'oro, alle serate live in discoteca, dagli autografi alle richieste di foto, i chilometri in autostrada e le ore piccole in studio, l'air-play radiofonico e tutto il resto. Tutto il resto che speriamo di poter replicare quanto prima... Voi venite dallo storico gruppo dei Gaznevada. che comunque non era propriamente un gruppo da discoteca. Come è avvenuta questa metamorfosi di stile e soprattutto perché? Soltanto Ciro viene dai Gaznevada ed era il chitarrista del gruppo. Questa domanda comunque è ad hoc visto che è uscito proprio in questi giorni un nuovo singolo inedito dei Gaznevada prodotto dai Datura. Ti posso dire che è normale e "necessario" strada facendo cambiare "idea" e obbiettivi. Credo che rinnovarsi sia senz'altro un buon modo per affrontare non solo la musica, ma buona parte della propria vita. Tutto sommato dalla new-wave degli anni ottanta sono confluite tante idee nella dance e non sono due mondi così lontani, anzi. Ancora una volta comunque è stata la musica che ascoltavo a farmi cambiare strada: dai Ramones a Brian Eno ai Kraftwerk a Moroder e via dicendo. E, ovviamente, ero affascinato dal mondo dell'elettronica e delle discoteche. A mio modesto parere, il disco in assoluto più bello dal punto di vista musicale è stato “I will pray”, cantato magistralmente ed arrangiato ancora meglio. Sicuramente non era questo un disco che si avvicinava ad altri vostri successi, come per esempio “Eternity” o “Fade to gray”. Siete molto bravi a non fare mai un disco uguale all’altro, è questo il segreto del vostro successo? Non ci sono segreti. Per noi é fondamentale rimanere curiosi di tutto il mondo sonoro e musicale che ci circonda e davvero non è poco. Noi siamo costanti nell'organizzare il nostro lavoro e di solito nel comporre un brano partiamo da un'idea; che sia un suono, una melodia, un testo o altro non è determinante, l'idea si! Avete
collaborato con molti musicisti e cantanti, da Billie Ray Martin a Ben
dei Curiosity Killed The Cat. Che cosa pensate di avere “rubato” a questi
artisti e cosa pensate che possano avere “rubato” loro da voi?
Più che "rubare" siamo stati colpiti dalle persone con le quali abbiamo avuto il piacere di collaborare. Lavorare con artisti di talento come quelli con cui abbiamo lavorato è stato molto costruttivo. E' davvero interessante vedere come altri interpretano la tua musica, come si pongono e i piccoli trucchi che usano per esorcizzare il momento determinante in cui devono apportare del loro al tuo brano. Di quelli che hai citato forse la grande padronanza e sicurezza "tecnica" di Billie Ray Martin e la grande imprevedibilità di Ben dei CKTC. Cosa abbiamo lasciato noi a loro? Speriamo un buon ricordo... Bologna è terra fertile di musicisti. Anche la vostra prima casa discografica era di Bologna., Quali sono stati i motivi che vi hanno fatto cambiare etichetta e passare dalla Irma alla Time? Come per le relazioni amorose la fine di un rapporto ha semplicemente coinciso con l'inizio di un infatuazione. Noi e la Irma Records abbiamo fatto un tratto di strada molto importante per la storiadei Datura e probabilmente della stessa etichetta, ma altrettanto importante è stato ed è tuttora il nostro rapporto con la Time di Giacomo Maiolini. La Time Records è un'etichetta che concentra i suoi sforzi per "proiettare" i suoi prodotti nelle charts, questo la rende estremamente selettiva nella scelta delle sue uscite, creando ovviamente più aspettative e attenzione,. Questo a noi piace. Assistendo ad un vostro concerto, si nota un atmosfera molto mistica con incensi e cose del genere…che rapporto hanno Ciro e Stefano con la natura? Facciamo del nostro meglio. Stefano è più sportivo, fa chilometri con la sua mountain bike, preferisce la montagna e comunque posti che permettano l'esplorazione. Ciro è più meditativo, vorrebbe fare altrettanto ma è pigro per cui il mare gli è più consono. Detto questo comunque cerchiamo di non sporcare, e in caso di "pic-nic" lasciamo i posti come li abbiamo trovati. Calcate le scene delle discoteche da anni. Che cosa è cambiato secondo voi nella cultura della discoteca e del ballo inteso come divertimento in generale? La musica: adesso va assolutamente tutto e il suo contrario. I contorni del pezzo da discoteca sono più sfuocati, meno definiti di come potevano esserlo anni fa, ma tutto sommato il senso della discoteca: divertimento, ballo, sudore, incontri rimane invariato. Le persone quelle si, sono cambiate, molti di quelli che ballavano la nostra "Yerba del Diablo" probabilmente adesso sono sposati o comunque non frequentano più gli stessi posti e quelli che hanno continuato a frequentare i clubs ballano e sudano un pò meno, ma per scelta, s'intende! Noi siamo pronti ovviamente per le prossime generazioni..... Parliamo del presente. Il vostro disco Will be one è sicuramente molto forte. Cosa e soprattutto dove pensate di arrivare con questo singolo? In Italia è già un successo, quali mercati pensate siano adatti al brano? Ci farebbe senz'altro piacere ricevere riconoscimenti all'estero con questo singolo, credo faccia parte delle aspettative di ciascun produttore entrare nelle charts di tutto il mondo. Noi in maniera cabalistica vorremmo si avverasse ciò che recita il titolo della nostra canzone: WILL BE ONE. E' troppo poco? Avete in programma un tour promozionale? Se si descrivetelo (ballerini, scenografie particolari ecc.) A parte la promozione televisiva e radiofonica che di volta in volta il nostro amico Paolo Caputo della Time records ci proporrà, speriamo di poter suonare la nostra "Will be one" live in giro per le discoteche. Il nostro spettacolo è abbastanza anomalo rispetto al "cliché" proposto in discoteca. E' un live act molto aggressivo e privo di balletti coreografici. Quello che cerchiamo di creare è l'atmosfera di un concerto, seppur breve, all'interno di un club, ma non è facile spiegarlo quanto invece è immediato vederlo. In realtà il nostro repertorio ci permetterebbe di suonare per oltre un'ora anche se preferiamo suonare meno mantenendo però alta la tensione della musica: non amiamo suonare con la gente "distratta" al bar. Quando producete o componete, vi ispirate a qualche artista o band particolare o lasciate che la vostra mente vi ispiri liberamente? Tutto può essere grande fonte di ispirazione. Il nostro mondo preferito è comunque quello etnico e un artista, una band o la nostra mente che ci ispira liberamente devono avere comunque uno "start", un punto da cui partire: l'idea di cui parlavamo prima, e una volta definita l'idea inizia l'esplorazione creativa C’è una cosa che NON sareste MAI disposti a fare in cambio del successo? Escludendo rinunce sugli affetti personali e altri valori simili: Stefano cambiare la sua squadra del cuore: la "Fortitudo", Ciro ci sta pensando.... La domanda più idiota che vi sia mai stata fatta in un intervista? Se per idiota intendi disarmante, questa: "Chi suona la batteria nei vostri pezzi?" |
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