La famiglia Milanese (“Priàmi”)
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Famiglie d’altri tempi Da “Famiglie d’Altri tempi” vol. I, di Mariano Berti – Ed. Pro Loco Comunale di Paese (TV) il libro con le storie complete può essere richiesto direttamente all’autore |
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| “Il 10 8bre 1805 fu contratto Matrimonio per verba de presenti tra Domenico figlio di Pietro Milanese oriundo da Musan e Maria (nata il 16 dicembre 1775) figlia di Pietro Miotto, di questa cura ambedue. Testimoni Angelo e Alessio figli di Pier Antonio d’Alessi.” Fu quindi Pietro (1750 ca.), figlio di Francesco, l’antesignano dei Milanese che per primo, probabilmente intorno al 1770, piantò le sue radici in Paese (Treviso – Italia), ottenendo ospitalità dal parroco nell’ex casa canonica, lungo la “Stradèla del Piovan”, tuttora ben piantata nell’attuale Strada del Cimitero. Milanese, un cognome probabilmente attribuito per le origini lombarde. A Paese i Milanese furono soprannominati “Priàmi”, forse perché prima di loro in quell’edificio c’era la famiglia Priamo. Dal matrimonio dei coniugi Domenico Milanese e Domenica Maria Miotto nacquero cinque figli: Pietro Martino (1806), Anna (1809), Giobatta (1812), Lorenzo (1816), e Cipriano (1819). A dare nuovo impulso alla famiglia furono poi Pietro e Lorenzo, il primo si unì a Giovanna De Marchi (1810), l’altro a Teresa Genovese (1818). All’arrivo dei Milanese-“Priàmi” il palazzo era ancora adibito a deposito di granaglie, frutto del quartese che i contadini versavano al parroco. Il muro del granaio, al terzo piano, si presentava scarabocchiato dalle annotazioni a carboncino tenute dal fiduciario della Chiesa locale: c’era in sostanza una serie di nomi con relative pesature. Accanto al “granèr” c’era una stanzetta detta “dei colombi”, scelta dai volatili per il nido, alla quale accedevano da una finestrella ogivale. Costanza (1829), Giovanni (1834-1909), Cipriano (1836), Domenico (1839), Maria (1841), Antonia (1843) e Costanza (1846) furono i discendenti di Pietro Martino e Giovanna De Marchi. Giovanni, canonico e decano del capitolo, fu un illustre personaggio della Chiesa Trevigiana. Per un quarantennio insegnò nel Seminario diocesano di Treviso, di cui fu anche prefetto, evidenziando doti intellettive non comuni e spiccate qualità umane. Era un ricercato critico d’arte sacra e profana, qualità emergente dai numerosi saggi, pubblicazioni e monografie d’artisti contemporanei che ha lasciato. Domenico, il quarto figlio di Pietro Martino si era unito in matrimonio con Luigia Miotto (1849) dei “Tesón”, che diventò mamma di sei consanguinei tra il 1881 e il 1890: Amelia Geltrude (1881), Francesco Cipriano (1883), Maria (1884), Annunziata Silvia (1887), Ettore Antonio (1889) e Vigilio Adriano (1890). Nel 1849, anno di nascita di Luigia, moglie di Domenico, a Venezia imperversava la peste. I due si sposarono nel 1871 con il nuovo rito civile, che si aggiungeva al matrimonio ecclesiastico, da solo non più riconosciuto. |
| La lunga ed interessante storia di questa famiglia si trova nel primo volume “Famiglie d’altri tempi”, richiedibile allo stesso autore. |
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