Curiosità

Curiosità e origini

Aggiornato il 13/08/2026 15 pagine in questa sezione

Alcune domande non hanno una sezione dove stare. Non sono storia locale in senso stretto, non sono dialetto, non sono un cognome da far risalire a un mestiere: sono le curiosità che spuntano a tavola o in fila alla posta, e a cui prima o poi qualcuno si è messo a dare una risposta.

Qui stanno raccolte quelle che meritano più di una battuta. In che anno cada davvero la nascita di Gesù, una volta messi in fila i calendari e i conti degli storici. Da dove vengano i nomi dei mesi, che portano ancora i numeri e gli dèi di Roma. E chi fosse quel Carlo Codega passato nel modo di dire milanese, diventato sinonimo di «tanto tempo fa».

Si leggono una per volta, senza un ordine obbligato. L’indice qui sotto le tiene insieme.

Carlo Cudega, e come si diventa un modo di dire

«I temp de Carl Cudega» è, a Milano, il modo di dire per qualcosa di irrimediabilmente vecchio – l’equivalente locale dei tempi del re Pipino. La cosa curiosa è che dietro l’espressione c’è una persona reale e un mestiere preciso: Carlo Cudega faceva il parrucchiere nel Settecento e lisciava i codini con la cotenna di maiale.

Da lì si capisce anche perché il nome sia sopravvissuto. Non era un personaggio importante: era un artigiano la cui tecnica è diventata, nel giro di due generazioni, il segno di un’epoca chiusa. I modi di dire funzionano spesso così – conservano il nome di chi faceva un gesto ormai incomprensibile, e lo conservano proprio perché quel gesto non si fa più.

I mesi, che portano ancora i numeri di Roma

Settembre, ottobre, novembre e dicembre significano settimo, ottavo, nono e decimo, e sono il nono, decimo, undicesimo e dodicesimo mese dell’anno. Lo scarto di due posizioni è il residuo di un calendario che cominciava a marzo, e nessuna riforma successiva ha corretto i nomi: si è preferito lasciare che dicessero il falso piuttosto che rinominarli.

Gli altri mesi portano invece nomi di divinità e di feste romane, con due eccezioni intitolate a persone – luglio e agosto, da Giulio Cesare e da Augusto. Messi in fila, i dodici nomi sono un piccolo documento su cosa quella cultura ritenesse degno di dare il nome al tempo.

In che anno sia nato Gesù

La domanda ha una risposta meno ovvia di quanto sembri, e non riguarda la fede: riguarda l’aritmetica di chi, nel VI secolo, fissò il computo degli anni. Il conteggio fu costruito a posteriori, su dati indiretti, e il confronto con le date della storia romana che si conoscono per altra via non torna. La pagina mette in fila i termini del problema e i conti degli storici, senza chiuderli d’autorità.

È il caso in cui una curiosità da tavola tocca qualcosa di serio: la numerazione degli anni che tutto il mondo usa poggia su una stima, e quella stima è quasi certamente sbagliata di qualche anno. Nessuno l’ha corretta perché correggerla costerebbe più di quanto valga.

Che cosa hanno in comune

Le tre domande sembrano lontane fra loro e condividono invece la stessa forma. In ciascuna, qualcosa che tutti usano ogni giorno – un modo di dire, il nome di un mese, il numero dell’anno – conserva una decisione presa da qualcuno, molto tempo fa, per ragioni che non valgono più. Nessuno l’ha mai revocata perché nessuno ci inciampa: la lingua e il calendario funzionano lo stesso, sbagliati.

Da qui viene anche il criterio con cui questa raccolta cresce. Non interessa la curiosità fine a sé stessa, quella che si esaurisce nel momento in cui si conosce la risposta, ma la domanda che dietro il dettaglio ha un meccanismo: una parola che ha cambiato mestiere, un conto tornato male, un’abitudine sopravvissuta alla ragione che l’aveva prodotta.

Ognuna sta anche nel resto del sito, da un’altra porta. Carlo Cudega appartiene al dialetto milanese e ricompare fra i modi di dire; i nomi dei mesi toccano il latino e quindi le etimologie; il computo degli anni si incrocia con la cronologia usata dalle pagine di storia. Chi vuole tirare il filo trova il seguito lì.

Indice della sezione