Curiosità

La trasformazione di Melegnano all’inizio del Novecento

Aggiornato il 30/09/2026

L’amministrazione Dezza e le riforme finanziarie

All’inizio del ventesimo secolo, le elezioni supplettive del 1902 portarono alla guida di Melegnano il sindaco Francesco Dezza e gli assessori Giuseppe Sangregorio Galli, Innocente Rossi, Francesco Cordoni e Pellegrino Origoni. L’erezione del monumento ai caduti della battaglia dell’8 giugno 1859 rappresentò il primo collaudo per la giunta, attraverso un comitato di cittadini definiti non rivoluzionari. Questo progetto avviò tuttavia una profonda distinzione ideologica e politica tra il settore ecclesiastico, rappresentato da Origoni, e il proletariato locale che rivendicava salari dignitosi e orari lavorativi ridotti rispetto alle consuete 14 o 16 ore giornaliere. Per approfondire questo contesto storico, si rimanda alla sezione Il 1900 e la prima guerra mondiale.

La giunta Dezza dovette affrontare un debito comunale di lire 25.000 con interessi al 5,50%, risanato grazie a un prestito di favore di lire 40.000 ottenuto dalla Cassa di Risparmio al 3% per trent’anni. Nonostante questo finanziamento, molti progetti fallirono. La trivellazione dell’acqua potabile non risolse i problemi di miscelazione con l’acquedotto, l’apertura di un macello pubblico fu abbandonata per l’aumento dei prezzi della carne, e la deviazione del tram Melegnano S. Angelo fu respinta dalla prefettura. Anche l’appalto per la pulizia delle strade, inizialmente stimato in lire 500 annue, finì per costare il doppio, alimentando le critiche contro il sindaco Dezza, deceduto improvvisamente il 4 maggio 1903.

La crisis amministrativa e la giunta Codeleoncini

La morte improvvisa di Dezza lasciò Melegnano senza una guida stabile fino al 21 agosto 1904. Durante questo periodo di liti e dimissioni a catena, il crollo parziale dello stabilimento Trombini, l’attuale Broggi-Izar, gettò nella miseria oltre 60 famiglie a causa della sospensione dei lavori e dell’assenza di una cassa di integrazione. La crisi si risolse il 26 agosto 1904 con l’elezione dell’avvocato Domenico Codeleoncini, sostenuto da una lista di Popolari e Moderati. La nuova giunta, riconfermata nel luglio del 1908, dovette confrontarsi con la minoranza socialista, divisa tra spinte massimaliste e riforme concrete in un territorio in cui il 70% della popolazione era composto da manovali e l’86% del suolo era agricolo.

Dopo le elezioni del 1908, le dimissioni in blocco della minoranza socialista lasciarono il consiglio comunale composto interamente dai venti membri della lista di maggioranza. Tra i consiglieri figuravano, oltre al sindaco Codeleoncini, l’ingegner Carlo Chionetti, Pellegrino Origoni, Isacco Bergomi, Donato Rusconi, Edoardo Broggini, Luigi Bellomi, Pietro Caminada, Felice Barbieri, Giacomo Del Corno, Giuseppe Rossi, Oreste Rossari, don Giovanni Sala, Luigi Marchesi, Carlo Berra, Ausano Lorenzetti, il marchese Cesare Brivio, Alessandro Menicatti, Francesco Cordoni e il dottor Cesare Sangregorio Galli.

Lo sviluppo scolastico e le opere pubbliche

Sotto l’amministrazione Codeleoncini venne demolito il vecchio palazzo denominato il quartiere, situato all’angolo tra le attuali vie De Amicis e Cavour, per edificare la nuova scuola elementare su progetto dell’architetto Giachi di Milano. Costruita tra il 1904 e il 1908, la struttura disponeva di 16 aule di 6 metri per 9, con spazi separati per i sessi e un’aula per il museo. I dati scolastici dell’epoca evidenziavano un forte abbandono scolastico: a fronte di 289 alunni in prima elementare, solo 38 raggiungevano la prima classe superiore, pari ad appena il 12% degli iscritti totali.

La giunta avviò la municipalizzazione dei servizi pubblici, la sistemazione delle fognature, il trasporto degli ammalati e la posa di trottatoie in granito. Melegnano fu collegata telefonicamente con la Lombardia in un’epoca in cui solo 31 comuni su 303 nella provincia di Milano possedevano posti pubblici. Venne costruita la sede della Società Operaia di Mutuo Soccorso, fu abolito il lavoro notturno nei panifici e si stanziarono aiuti per le famiglie dei militari impegnati in Libia e a Rodi nel 1911. Nel marzo del 1913 fu inaugurato l’acquedotto in piazza del mercato degli animali, finanziato con un prestito governativo di lire 125.000. In questo clima di crescita, Valvassori-Peroni fu eletto deputato e Giovanni Facheris senatore. Per un quadro completo di queste dinamiche, si veda la pagina Il 1900 e la prima guerra mondiale.

Il riposo festivo e l’assistenza sociale

Un acceso dibattito locale riguardò la legge provinciale sul riposo festivo del 7 luglio 1907. La giunta comunale, il 10 febbraio 1908, scelse di non applicarla rigidamente per tutelare i commercianti e la popolazione rurale dei paesi limitrofi che acquistava a Melegnano. Con l’approvazione della prefettura, i negozi poterono rimanere aperti la domenica fino alle ore 14, garantendo il riposo dei salariati e stabilendo il lunedì come giorno di chiusura per i soli barbieri.

In quegli anni sorsero anche le prime associazioni di assistenza. Nel 1909 nacque la Società badilanti braccianti e affini, una cassa di soccorso democratica che offriva sussidi di malattia per cinque mesi. In contrapposizione, nel 1912 venne fondata l’Unione di Mutuo Soccorso tra le associazioni religiose, di carattere puramente economico e guidata da un assistente ecclesiastico. A queste si aggiunse la Società contro l’accattonaggio, impegnata nel contrasto allo sfruttamento dei disabili e nel rimpatrio dei mendicanti non residenti, mentre la Società 8 Giugno 1859 riuniva i reduci di guerra. Le tensioni sociali di questo periodo, acuite dalle condizioni abitative insalubri delle periferie, trovarono una svolta politica con le leggi Giolitti del 1912 sul suffragio universale, che portarono alla successiva affermazione del movimento socialista a Melegnano.

Domande frequenti

Quali furono i risultati delle elezioni supplettive del 1902 a Melegnano?

Le elezioni del 1902 portarono alla nomina del sindaco Francesco Dezza. La giunta era completata dagli assessori Giuseppe Sangregorio Galli, Innocente Rossi, Francesco Cordoni e Pellegrino Origoni.

Quale opera pubblica segnò l'inizio delle divisioni politiche locali?

L’erezione del monumento ai caduti della battaglia dell’8 giugno 1859 rappresentò il primo collaudo per la nuova amministrazione. Intorno a questo monumento si sviluppò una forte distinzione ideologica tra la fazione cattolica e il nascente movimento operaio.

Come venne risanato il debito pubblico comunale sotto la giunta Dezza?

Il comune presentava un debito di lire 25.000 con un tasso di interesse del 5,50%. Per risanarlo ed evitare il blocco delle opere pubbliche, l’amministrazione ottenne dalla Cassa di Risparmio un prestito di lire 40.000 al 3% da estinguere in 30 anni.

Quali conseguenze ebbe il crollo dello stabilimento Trombini nel 1904?

Il crollo parziale della struttura, oggi nota come Broggi-Izar, non causò vittime ma interruppe i lavori per diversi mesi. Oltre 60 famiglie melegnesi si trovarono nella miseria a causa della mancanza di una cassa di integrazione e della contemporanea crisi amministrativa del comune.

Quali erano le caratteristiche della nuova scuola elementare di Melegnano?

Costruita tra il 1904 e il 1908 su progetto dell’architetto Giachi, la scuola sorgeva sull’area del demolito palazzo denominato il quartiere. L’edificio disponeva di 16 aule di 6 metri per 9, con spazi separati per i sessi e un’aula destinata a museo.

Come venne regolamentato il riposo festivo a Melegnano nel 1908?

La giunta comunale scelse di non applicare rigidamente la legge provinciale per non danneggiare i commercianti e i clienti delle zone rurali. I negozi ottennero l’autorizzazione a rimanere aperti la domenica fino alle ore 14, mentre per i barbieri fu stabilito il riposo al lunedì.

Quali associazioni di mutuo soccorso nacquero all'inizio del Novecento?

Nel 1909 nacque la Società badilanti braccianti e affini, che offriva sussidi di malattia per cinque mesi. In risposta a questa associazione, nel 1912 venne fondata l’Unione di Mutuo Soccorso di matrice cattolica, guidata da un assistente religioso.

Quale impatto ebbero le leggi Giolitti del 1912 sulla politica locale?

L’introduzione del suffragio universale consentì al proletariato melegnanese di votare in massa per le posizioni socialiste. Questa svolta elettorale interruppe i contatti politici con i cattolici per circa quarant’anni, creando quartieri e cortili popolari fortemente anticlericali.

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