Curiosità

Giovanni Angelo Medici e le origini del Perdono

Aggiornato il 26/08/2026

L’ascesa pontificale di Giovanni Angelo Medici

La notte di Natale del 1559, all’età di sessantadue anni, Giovanni Angelo Medici venne eletto papa e scelse il nome di Pio IV per indicare la mitezza che si proponeva di usare nel suo governo. I genitori Bernardino Medici e Cecilia Serbelloni vivevano in condizioni umili e non gli avevano dato la celebrità. Fu la brillante carriera militare del fratello Gian Giacomo, detto il Medeghino, a dare un nome e una fama alla famiglia. La rilevanza della parentela era accresciuta dal matrimonio di Gian Giacomo con Marzia Orsini, cognata di Pier Luigi Farnese e parente di papa Paolo III. Quest’ultimo favorì la carriera ecclesiastica di Giovanni Angelo, nominandolo commissario per la città di Roma, vescovo di Ragusa, commissario alla guerra smalcaldica e infine cardinale nel 1549.

Allontanato dagli affari pubblici da papa Paolo IV, il futuro pontefice visse in privato nel Nord Italia dal 1556 al 1559, conducendo vita privata con soggiorni nel castello di Melegnano. Appena eletto papa volle chiamare attorno a sé i parenti, tra cui il nipote Carlo Borromeo creato cardinale a ventidue anni. Durante il suo intenso pontificato chiuse il Concilio di Trento il 4 dicembre 1563 per erigere il cattolicesimo contro il protestantesimo. Scampato a una congiura a Roma, si ammalò e morì la notte del 9 dicembre 1565 assistito da Carlo Borromeo e Filippo Neri. In questo contesto si colloca l’atto con cui Giovanni Angelo Medici diventa Pio IV e concede alla comunità l’indulgenza del Perdono.

La Bolla del Perdono e la leggenda del castello

La concessione dell’indulgenza plenaria è sancita dalla Bolla del Perdono, datata 20 gennaio 1563. Il pontefice stabilì che i fedeli in visita alla chiesa di San Giovanni Battista a Melegnano potessero ottenere la remissione di tutti i peccati dal pomeriggio del giovedì santo alla sera del venerdì, e il 24 giugno per la Natività di San Giovanni. L’indulgenza era applicabile anche ad altre persone viventi o morte. Tra le motivazioni espresse nella bolla vi era il desiderio di valorizzare la chiesa guidata dal prevosto e rilanciare le indulgenze come strumento di preghiera. Il papa sapeva che l’afflusso di pellegrini avrebbe garantito al borgo di Melegnano un significativo benessere economico.

Attorno a questo documento nacque nel Settecento una leggenda popolare, consolidatasi nell’Ottocento. Prima dell’elezione, quando Giovanni Angelo Medici diventa Pio IV, il cardinale visitò Melegnano, di cui era feudatario, diretto a Bologna come prolegato apostolico. Mentre la popolazione esultava per il modesto contegno del porporato, la cognata vedova, morsa dal rancore per la trasmissione dell’autorità del defunto marito Gian Giacomo al cognato, ordinò di alzare il ponte levatoio per sbarrargli il passo. Il porporato trovò una cordiale ospitalità presso il parroco di San Giovanni. La leggenda attribuisce la successiva concessione della bolla alla gratitudine del futuro papa per quell’accoglienza ricevuta.

Lo sviluppo economico e il profilo demografico

La dimensione religiosa favorì rapidamente quella commerciale. Già nel 1616 i documenti registrano un’immensa folla di pellegrini. Un dipinto del Seicento attribuito al Sebastianone, di proprietà dei conti Federico e Vittorio Borromeo, descrive la vivacità dell’evento. La tela mostra una carrozza a sei cavalli sotto un arco in cotto, pellegrini diretti a San Giovanni, due osterie con le insegne dell’aquila e del gallo, bambini che giocano e mercanti intenti a vendere piatti di terraglia, occhiali, calze e attrezzi agricoli como forche, falci e vanghe. La fiera estese la sua durata da un giorno e mezzo fino a un mese, confluendo oggi nella Primavera Melegnanese della durata di circa tre mesi.

Il carattere agricolo rimase centrale. Nel 1749 l’ottantasei per cento del territorio era destinato ad agricoltura e orticoltura, e nel 1755 vi fu una riforma catastale. Nel 1789 Melegnano contava 598 famiglie per 1755 abitanti. Nei territori vicini si registravano 98 famiglie con 607 abitanti a Vizzolo e cascine, 51 famiglie con 238 abitanti a Pedriano, 34 famiglie con 185 abitanti a Mezzano, 31 famiglie con 185 abitanti a Santa Brera-Rocca-Rampina, 70 famiglie con 413 abitanti a Colturano e 89 famiglie con 475 abitanti a Riozzo. Nel 1886 lo storico Ferdinando Saresani descrisse la fiera come fonte straordinaria di guadagno per i venditori di alimentari.

Le interruzioni storiche e le trasformazioni del Novecento

La continuità del Perdono subì interruzioni dovute a epidemie di colera e tifo, quando le autorità sanitarie sospesero i raduni per non diffondere il male. Nel Novecento il prevosto Arturo Giovenzana cercò di spostare la data per garantire la solennità della Settimana santa. Il 5 aprile 1942 il prevosto scrisse al Commissario prefettizio e ai Carabinieri chiedendo vigilanza rigorosa sui divertimenti come giostre e circo, affinché fossero consoni alla gravità della guerra e alla liturgia, segnalando che il cardinale Schuster voleva essere informato. Nonostante le difficoltà belliche, il 23 marzo 1944 l’amministrazione comunale chiese alla provincia l’autorizzazione a svolgere l’esposizione di cavalli e bovini.

La fiera richiamava acquirenti dal Pavese, Cremonese, Bergamasca e Piacentino, consolidando la fama dell’evento riassunta nel proverbio settentrionale secondo cui il perdono a Melegnano riguarda i peccati e non i debiti. Se nel 1935 il podestà Luigi Moro celebrava l’esposizione come vetrina dell’agricoltura e dell’artigianato, nel 1946 il mutato clima politico ruppe gli schemi storici. Si verificò un netto distacco tra autorità religiosa e politica, e il prevosto Arturo Giovenzana non entrò più nei comitati organizzativi della fiera, avviando una profonda trasformazione sociale e organizzativa della manifestazione.

Domande frequenti

Quali erano le origini familiari di papa Pio IV?

Il pontefice nacque da Bernardino Medici e Cecilia Serbelloni, genitori di umili condizioni che non poterono garantirgli la celebrità. La fama della famiglia fu invece determinata dalla brillante carriera militare del fratello Gian Giacomo, noto come il Medeghino.

Quali incarichi ricoprì Giovanni Angelo Medici prima di essere eletto papa?

Sotto il pontificato di Paolo III, egli svolse le funzioni di commissario per la città di Roma e di vescovo di Ragusa. Successivamente operò come commissario alla guerra smalcaldica e ricevette la nomina a cardinale nel 1549.

In quale data venne stipulata la Bolla del Perdono di Melegnano?

Il documento ufficiale che istituì l’indulgenza plenaria reca la data del 20 gennaio 1563. Attraverso questo atto solenne, papa Pio IV intese valorizzare la chiesa di San Giovanni Battista e rilanciare la pratica della preghiera.

Cosa narra la leggenda locale sul ponte levatoio del castello?

Si racconta che la cognata vedova di Giovanni Angelo Medici, morsa dal rancore per questioni di eredità feudale, ordinò di sollevare il ponte levatoio per sbarrargli l’accesso al castello. Il cardinale trovò allora ospitalità presso il parroco di San Giovanni, ricompensandolo in seguito con la celebre bolla.

Quali erano i dati demografici di Melegnano alla fine del Settecento?

Nell’anno della Rivoluzione francese, precisamente nel 1789, la comunità locale contava 598 famiglie per un totale di 1755 abitanti. La grande maggioranza del territorio comunale era storicamente destinata all’agricoltura e all’orticoltura.

Per quale motivo papa Leone XIII concesse una dispensa alimentare nel 1884?

Il pontefice autorizzò il consumo di cibi di grasso durante il giovedì santo per far fronte all’immensa affluenza di pellegrini. La folla straordinaria rendeva infatti impossibile servire a tutti i visitatori i tradizionali cibi quaresimali preparati con l’olio.

Quali autorità furono coinvolte nelle discussioni sulla fiera del 1942?

Il prevosto Arturo Giovenzana scrisse al Commissario prefettizio e ai Carabinieri chiedendo una rigorosa vigilanza sui baracconi e sulle giostre. Anche il cardinale Schuster richiedeva annualmente di essere informato sul rispetto della sacralità liturgica durante la Settimana santa.

Cosa accadde all'organizzazione della fiera nel 1946?

Nel secondo dopoguerra si verificò un netto distacco tra l’autorità religiosa e quella politica a causa del mutato clima democratico. Il prevosto Arturo Giovenzana scelse di non far più parte dei comitati organizzativi, rompendo gli schemi tradizionali della manifestazione.

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