Curiosità

Il trasporto passeggeri tra Milano e Lodi nell’Ottocento

Aggiornato il 30/08/2026

I pericoli delle strade e le antiche poste a cavallo

Il sistema dei trasporti postali affonda le sue radici nell’antichità, ma fu tra il Medioevo e l’età moderna che i servizi per conto di privati e dello Stato raggiunsero uno sviluppo significativo in Europa. In Italia si affermò la supremazia dei cavallari, a cui seguì l’integrazione dei carri a quattro ruote e l’unificazione delle poste a cavallo con le prime diligenze. Tuttavia, viaggiare rimaneva un’attività rischiosa, come documentato dalle guide stradali dell’epoca che segnalavano costantemente il pericolo di brigantaggio lungo le vie di comunicazione.

Nel 1589, Tomaso Garzoni da Bagnacavallo descrisse nella sua opera Piazza universale di tutte le professioni del mondo i costanti pericoli affrontati dai corrieri, costretti a fare i conti con banditi, assassini, fiumi in piena, ponti crollati, fango e gelo. Ai rischi ambientali si aggiungevano i conflitti con gli osti delle stazioni di cambio, accusati di fornire cavalli debilitati. Anche nel diciannovesimo secolo la situazione non era priva di insidie: un diario del 1834 descrive le precauzioni armate prese da tre viaggiatori, Cinzio, Gino e l’autore del testo, per proteggere le passeggere durante l’attraversamento di un tratto boscoso nei pressi di Frassinetto.

L’evoluzione dei trasporti e la nascita delle diligenze

La diligenza si affermò a partire dal primo Settecento come una carrozza a più posti destinata a corse regolari a tariffa fissa. Questo servizio, inizialmente gestito da privati, offriva una soluzione economica per i viaggiatori meno abbienti, sovrapponendosi in seguito alle poste statali. Lo studioso milanese Ezio Dell’Oro, analizzando una guida storica del 1794, ha accertato che in quell’anno era già attiva una diligenza regolare tra Milano, Melegnano e Lodi, con partenza dall’Albergo delle Due Spade nel borgo di Porta Romana. Questa linea si affiancava ai collegamenti per Pavia dall’Albergo del Falcone e per Como dall’Albergo dei Tre Re.

Un prospetto del 1811 attesta il consolidamento di una corsa trisettimanale per Melegnano e Lodi in partenza dall’Ufficio Generale delle Poste di via Rastrelli. La successiva istituzione dell’Impresa Generale delle Diligenze e Messaggerie, approvata dal viceré Eugenio di Beauharnais con decreto del 27 aprile 1813, portò alla creazione di linee regolari verso Venezia e Bologna. La gestione fu affidata alla ditta Ballabio, Besana e Compagnia, mercanti di seta e banchieri in contrada del Lauro, mentre la direzione operativa fu assunta dal nobile Giuseppe Maria Franchetti, la cui notorietà era legata anche al possesso di un palco alla Scala accanto a quello di Donna Sofia Predabissi Alfieri. Questo sistema di trasporti è dettagliato nel saggio storico intitolato La Posta e le diligenze, che descrive la complessa rete di comunicazioni stradali prima della diffusione delle ferrovie.

Il velocifero e la rete dei vetturali privati

Il 13 giugno 1827 venne introdotto tra Milano e Lodi un servizio rapido giornaliero denominato Velocifero in posta. Il mezzo, di origine inglese e caratterizzato da una struttura leggera, copriva la distanza in due ore e mezza al prezzo di tre lire austriache e cinquanta centesimi, senza fermate intermedie a Melegnano. Tuttavia, a causa di frequenti disservizi, l’impresa dei velociferi cessò l’attività e il 30 dicembre 1828 i veicoli furono venduti all’asta presso casa Serbelloni. I trasporti rapidi proseguirono sotto il controllo statale, monitorati dal controllore Carlo Carpani per conto della Regia Direzione delle Poste, che garantiva un flusso costante di transiti attraverso Melegnano.

Accanto alla rete erariale operavano diversi vetturali privati che assicuravano i collegamenti locali. Tra questi vi era Bassano Lanzani, detto il Bocchetta, che transitava da Melegnano il martedì e il venerdì, e Giuseppe Bressani di Casalpusterlengo, detto il Cecconi, attivo il giovedì con recapito a Milano presso la gran Torre alla Palla. La memoria storica locale conserva anche il ricordo di trasporti più modesti, come la carrozza a due cavalli guidata da Luisin di Paullo o la giardiniera estiva che collegava la strada Paullese allo stallazzo di porta Vittoria a Milano. Questi dettagli documentano la complessa rete di trasporti locali che serviva il territorio prima della diffusione delle linee ferroviarie.

Le regole di viaggio e i rimedi del Viaggiatore moderno

Le fatiche del viaggio sono descritte nel manuale Il Viaggiatore moderno, pubblicato a Bassano all’inizio dell’Ottocento. Il testo consigliava ai passeggeri di munirsi di rimedi spirituali, come la confessione e la comunione, prima di affrontare le insidie della strada. Oltre al rischio di ribaltamento dovuto alla negligenza dei postiglioni, i viaggiatori temevano i briganti che infestavano le campagne e trovavano rifugio presso la cascina Occhiò. I criminali catturati venivano condannati alla forca e i loro corpi esposti lungo lo stradale come monito, visibili direttamente dai finestrini delle carrozze in transito.

Le pessime condizioni delle strade mettevano a dura prova la resistenza dei veicoli e dei passeggeri, costretti a subire continui scossoni. Per alleviare i disagi fisici causati dal clima e dalle malattie, il manuale di Bassano suggeriva soluzioni singolari: calze di lana ai piedi contro il freddo alla testa, fraschette sulle orecchie e una pallina di cristallo in bocca contro il caldo, e ramoscelli di sambuco per scacciare le mosche. Per i disturbi intestinali si indicava l’uso di genziana o sughero, mentre i suffumigi con foglie secche di tasso barbasso erano raccomandati per le infiammazioni. Altre informazioni su questa epoca di transizione sono disponibili nella monografia La Posta e le diligenze.

Domande frequenti

Quali erano i principali pericoli per chi viaggiava in diligenza nel territorio lombardo?

I viaggiatori dovevano affrontare il rischio costante di imboscate da parte dei briganti, che spesso si nascondevano presso la cascina Occhiò. A questo si aggiungevano le pessime condizioni delle strade, che causavano frequenti rotture degli assali dei veicoli, e le intemperie stagionali.

Chi gestiva l'Impresa Generale delle Diligenze e Messaggerie istituita nel 1813?

La proprietà dell’azienda era della ditta Ballabio, Besana e Compagnia, che operava nel settore del commercio della seta e della banca in contrada del Lauro. La direzione organizzativa della società era invece affidata al nobile milanese Giuseppe Maria Franchetti.

Che cos'era il Velocifero introdotto nel giugno del 1827?

Si trattava di una diligenza rapida e leggera di origine inglese, impiegata per il collegamento giornaliero tra Milano e Lodi. Il servizio permetteva di coprire la tratta in circa due ore e mezza senza effettuare fermate intermedie nel borgo di Melegnano.

Quali erano i punti di partenza delle diligenze a Milano alla fine del Settecento?

I servizi regolari partivano da storici alberghi cittadini situati nei diversi quartieri. La linea per Melegnano e Lodi partiva dall’Albergo delle Due Spade in Porta Romana, quella per Pavia dall’Albergo del Falcone e quella per Como dall’Albergo dei Tre Re.

Chi era il vetturale Luisin di Paullo citato nelle cronache locali?

Era un conducente privato che gestiva un collegamento locale con una carrozza trainata da due cavalli circa settant’anni prima della stesura delle fonti. Viaggiava abitualmente in piedi sull’imperiale del veicolo, trasportando pacchi e ricette mediche.

Quali rimedi spirituali consigliava la guida Il Viaggiatore moderno?

Il manuale stampato a Bassano suggeriva di confessarsi e comunicarsi devotamente prima della partenza. Inoltre, raccomandava di far celebrare una Messa speciale per i viandanti al fine di ottenere la protezione divina contro i pericoli del tragitto.

Come si difendevano i viaggiatori dal caldo estivo all'interno delle carrozze?

Per contrastare la calura si consigliava di posizionare delle fraschette sulle orecchie e di tenere in bocca una pallina di cristallo per alleviare la sete. Si usava anche agitare un ramoscello di sambuco per allontanare le mosche.

Quali linee a lungo raggio transitavano regolarmente da Melegnano nell'Ottocento?

Il borgo era attraversato dalla linea a cadenza settimanale che collegava Milano a Roma. Vi transitavano inoltre i servizi regolari diretti a Cremona, Mantova e Verona, gestiti sia dalle poste erariali sia da vetturini privati.

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