La famiglia Lorenzetto (“Schiesèr”)
Aggiornato il 23/12/2006
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Famiglie d’altri tempi Da “Famiglie d’Altri tempi” vol. I, di Mariano Berti – Ed. Pro Loco Comunale di Paese (TV) il libro con le storie complete può essere richiesto direttamente all’autore |
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![]() La sua giurisdizione andava fino al confine con il comune di Treviso che, a quei tempi, arrivava fino alla casa dei Bon. Attività che, in seguito, trasferì ai due figli Antonio e Giuseppe, i quali divisero il percorso in due segmenti: al primo, il tratto verso Castelfranco, al secondo quello verso Treviso. Oltre a ciò, i Lorenzetto, grazie anche all’apporto bracciantile degli altri figli di Giobatta, svolgevano una discreta attività agricola, parte per loro conto e parte per la famiglia Quaglia, pur rimanendo loro compito principale quello di stradini. Primogenita era Teresa (1869); seguirono: Cecilia-Maria e Maria-Luigia (1871), gemelle morte in tenera età; Angelo-Maria (1875); Cecilia-Maria (1878); Giacinto-Maria (1880), che si sposò con Antonia Franchin da Monigo; Luigia-Maria (1883); Giovanni-Antonio (1885) che unitosi a Candida Luigia Pivato generò tredici figli; Giuseppe-Maria (1887); Giuseppe (1889-1924) che, presa in sposa Rosa-Maria Barbisan (“Bineti”, 1891-1974), ebbe cinque figli, due maschi e tre femmine. Di questi troviamo: Zefferino-Eugenio (1916); Luigia Maria (1913); Zeffirino-Giacinto (1919); Assunta-Amelia (1920), suora francescana; Giuseppe (1924), unito a Francesca Libralesso (1930) da Peseggia. Quest’ultimo non conobbe mai suo padre, morto di broncopolmonite quando non era ancora venuto al mondo, per questo porta il suo nome. Angelo, con il suo portamento prestante, era corazziere in Casa Reale a Roma; sposatosi con una nobildonna romana, in segreto perché non di sangue nobile, generò due figlie. In seguito, lasciata la famiglia, ricco e solo, si ristabilì a Paese. Morì nella casa di ricovero “Umberto I” di Treviso. Giacinto perse la vita per l’esplosione di un residuato bellico che aveva urtato accidentalmente falciando il fieno. Cecilia si accasò in Visentin (“Mòmi”) da Sovernigo, abitando nella casa colonica di Panizza, in seguito occupata da Schiavinato. Maria si unì in matrimonio a Giuseppe Bellio da Treforni. Gli Schiesèr, per la loro attività di stradini e per la strategica ubicazione, costituivano per i viandanti un punto di riferimento, soprattutto per il pernottamento. La loro casa, di tipo colonico-rurale, era divenuta una specie d’ostello-rifugio. Gli ospiti dormivano sotto il capiente porticato o nel fienile adiacente. Da un caratteristico e generoso pozzo, sotto un pergolato, con l’acqua davvero limpida e pura, si poteva recuperare le forze perdute durante il viaggio… |
| La lunga ed interessante storia di questa famiglia si trova nel primo volume “Famiglie d’altri tempi”, richiedibile allo stesso autore. |
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