La famiglia Carestiato – Famiglie d’altri tempi
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Famiglie d’altri tempi Da “Famiglie d’Altri tempi” vol. II, di Mariano Berti – Ed. Pro Loco Comunale di Paese (TV) il libro con le storie complete può essere richiesto direttamente all’autore |
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La famiglia Carestiato
| “13 Giugno 1936. Carestiato Domenico fu Angelo e fu Nicolin Maria, nato a Zero il 21 Giugno 1861, domiciliante in Quinto, marito della fu Mattiazzo Luigia, morì con tutti i conforti religiosi l’11 corrente alle ore 22.30. Oggi fu sepolto a S. Cassiano. Fu ottimo cristiano”. È l’atto di morte redatto dal parroco pro tempore, don Giuseppe Girotto, che attesta l’arrivo in Quinto di Treviso (Italia) della famiglia Carestiato, originaria di Zero Branco, dove era insediata fin dal XVII secolo. Domenico, si dice, era nato in Zero Branco, ma la ricerca del suo atto di nascita ha dato esito negativo, probabilmente era nato a S. Alberto, frazione di Zero Branco come si tramanda ancora nei suoi successori. Tuttavia in Quinto i Carestiato esistevano già nel Seicento come emerge nell’atto che segue: “8 Giugno 1760. Angela vedova del fu Zuanne Carestiato di questa Pieve, in età d’anni 80 ca., nella sua propria abitazione, in grembo di S. Madre Chiesa, da male di lunga malattia, questa mattina all’ore 10 ca. rese l’anima a Dio…”. Zuanne era quindi nato intorno al 1680. I primi personaggi ad apparire nella storia dei Carestiato furono Zuanne e Menego, ossia Domenico, un nome questo di cui è impregnata la discendenza della longeva famiglia, ancora riproposto nelle attuali generazioni: “Addì 3 Maggio 1699. Nadal, figlio di Menego Carestiato e di Pasqua sua legittima consorte fu battezzato da me Cappellano Curato. Padrino Augusto Dotto da Zero”. Pure quest’atto conservato nell’archivio parrocchiale di Zero testimonia quanto affermato più sopra e probabilmente i due erano fratelli. Oltre a questo nucleo familiare, nel Seicento c’erano in Zero Branco anche quelli di Zuanne e Antonia, di Lorenzo e Maria, di Pietro e Zuana, di Mattio e Menega, di Francesco e Anzola. I Carestiato erano quindi una delle più grandi compagini di questa terra di acque e di mulini, forse la più radicata. Domenico, Vincenzo, Pietro, Pasqualin, Nadalin, Giuseppe, Giovanni e Baldissera sono i nomi che si rincorreranno alternandosi nelle generazioni per tener fede al ricordo dei precursori dei quali non si voleva perdere la memoria. Carestiato. Questo cognome è iscritto nell’anagrafe di una trentina di comuni, quasi esclusivamente del Veneto dove ha messo radici profonde in particolare nelle province di Treviso e di Venezia. Da queste si è diramato anche nel Padovano e nel Veronese, travalicando poi i confini regionali. Pure un ristoro alpino è intitolato ad un Carestiato, si trova nel Bellunese, nel gruppo della Civetta: “Rifugio Bruto Carestiato”, in località Col dei Pass, mt. 1834, alla base delle pareti meridionali della Moiazza, dove la vista può spaziare sulla Conca Agordina e sulle montagne che le fanno da sfondo. Altri membri di questo casato si trovano all’estero, ad esempio in Brasile. |
| foto:in alto la famiglia di Giuseppe e Santa Carestiato, più sotto Marcellina Carestiato con Angelo Berti, Ermenegilda Cancian e Giobatta Berti, più sotto ancora Luigina Carestiato, figlia di Giuseppe, con il marito Vittorio Barbieri nel 1996 |
| (la lunga storia della famiglia, si trova nel 3° volume “Famiglie d’altri tempi”: 420 pagg., foto d’epoca) |
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