Cognomi

Martani: origine e significato del cognome

Aggiornato il 21/02/2004
MARTANI Abbastanza raro, potrebbe essere originario dell’area compresa tra Brescia, Cremona e Mantova.
MARTELLENGHI estremamente raro, forse di origine cremonese, potrebbe derivare dal nome medioevale Martel, in uso presso i Franchi., è da prendere in considerazione anche una derivazione dal toponimo Martellengo (VR).
MARTELLI

MARTELLINI
Martelli è diffuso in tutto il centro nord, mentre Martellini è specifico del centro, dovrebbero derivare dal nome medioevale Martel, in uso presso i Franchi.  I Martellini di Firenze, originari dal Casentino arrivarono a Firenze verso il trecento, furono banchieri e per questo figurano fra gli iscritti dell’Arte del Cambio, il loro stemma raffigura una cerva d’argento in campo rosso; si ricorda Maestro Bernardo Martellini che fu creato Vescovo di Cesena da
Eugenio IV° nell’anno 1443.
MARTIGNON

MARTIGNONE

MARTIGNONI
Martignon è tipico delle province di Venezia, Padova e Treviso,
Martignone, molto molto raro, sembrerebbe del genovese, Martignoni ha un nucleo principale nel milanese e comasco, un ceppo nel mantovano ed uno nel bolognese che potrebbe derivare dal toponimo Martignone, località di San Giovanni in Persiceto (BO), tutti sono derivazioni dialettali del nome Martinus, di quest’uso si ha un esempio nel 1400 nel milanese con un certo Martignone del Roncaccio  citato in un atto, tracce di questa cognomizzazione le troviamo nel comasco agli inizi del 1600 con un certo
Camillo Martignone.
MARTINELLI Diffuso in tutta l’Italia peninsulare, fatta eccezione per la Calabria, dovrebbe derivare dal cognomen latino
Martinus.
MARTINENGHI Specifico della zona tra Milano,
Lodi e Crema, cognome di origini medioevali dovrebbe derivare dal cognomen latino Martinus, o derivare dal toponimo Martinengo (BG).
MARTINEZ Sembra avere più nuclei, nel sassarese, sulle coste siciliane, nel napoletano e nel Lazio, di origine spagnola, è una derivazione ispanica del cognomen latino Martinus. Troviamo questa casata a Napoli nel 1601, in uno scritto sulle torture subite da Tommaso Campanella si legge:“…giudici delegati nonché di me notaio. Alonso Martinez,< carceriere delle prigioni del Castel Nuovo…”, ma già mezzo secolo prima a Napoli erano famosi come produttori di arazzi Martinez e
Dionisio, nel 1650 troviamo ad Alghero, con l’incarico di visitatore regio di sanità un tal don Martinez Rubio, ad Avellino verso la fine del
1700 troviamo il Vescovo Mons. Giacchino Martinez (1760-1782).

Stemma Martinez di Montemuros inviato da Maria Luisa Alasia Nienstedt
MARTINI

MARTINO
Molto diffuso in tutto il centro nord il primo e soprattutto al sud il secondo, dovrebbero derivare dal cognomen latino Martinus.
MARTINIS Tipico friulano, dovrebbe derivare dal cognomen latino Martinus.
MARTINOTTI Specifico dell’alessandrino e pavese, forse con un ceppo in provincia di Torino, dovrebbe derivare dal cognomen latino Martinus.
MARTINUZZI

MARTINUZZO
Tipici della provincia di Pordenone,
Martinuzzi sembra avere anche un ceppo nel fiorentino, dovrebbero derivare dal cognomen latino Martinus.  Nel 1400 troviamo i Martinuzzi fra i patrizi veneti.
MARTOCCHIA Estremamente raro è probabilmente originario del maceratese.
MARTORINI Specifico milanese, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale legato al vocabolo martor (sempliciotto).
MARTORELLI

MARTORELLO
Martorelli è tipico della fascia centraledella penisola e della zona costiera della Campania, fino al cosentino, Martorello, molto raro, ha un ceppo nel cosentino ed uno nell’Italia centrale, deriva dal nome medioevale Marturellus. Tracce di questa cognomizzazione si trovano in
Umbria nel libro su Spoleto di Severio Minervio del 1500, dove si legge:
“…Vetustas Popularium Familias et claras quamplures esse neminem fugit; sed quas velut antesignanas invenimus hae sunt…….Berardetti,
Gentiletti, Marturelli,
Francii,…”, e, a proposito dell’alta nobiltà del casato si legge: “…Petrus
Philippus Marturellus, utriusque I. D. non vulgaris, forum egit, et a Pio Pontifice Maximo, et a Calisto tertio, comes et miles, cum potestate milites et comites creandi, factus est….”.
MARUBBI Sembra originario del genovese, potrebbe derivare dal toponimo Marubbi dell’appennino piacentino, ma potrebbe anche derivare dal termine marinaro marrubio (forte oscillazione mareale).
MARUCA Tipico della zona di Lamezia Terme (CZ) e dintorni è abbastanza raro, dovrebbe derivare dal nome greco Marakis, ma è pure possibile, data la zona, una derivazione da un soprannome originato dal vocabolo castigliano maruca (tipo di pesce), secondo altri potrebbe derivare dalla gente sannitica
Marruca tipica dell’Abruzzo, ma è molto poco probabile.  Tracce della nobile famiglia Maruca le troviamo nel 1500 ad Aiello Calabro (CS), nel 1584 Giovan Paolo Maruca è sindaco dei nobili di Aiello.
MARUCCIA Tipico del Salento, deriva dal nomen latino Marucius e dal suo derivato medioevale Maruccius, di cui abbiamo un esempio a Firenze nel 1300: “…florenos aureos bonos et legales, quos idem Maruccius habuit et habet in guardia a fratre Riccardo predicto, prout ipsi fr. Riccardus et Maruccius dixerunt…”.
MARULLI

MARULLO
Marulli sembra specifico pugliese, con un possibile ceppo nel chietino ed uno nel palermitano, sembrerebbero esserci più ceppi anche del cognome Marullo, in Sicilia, nel catanzarese, nel Salento e nel napoletano, derivano dal cognomen latino Marullus di cui si ha ad esempio traccia all’epoca della morte di Cesare, come si può leggere in questo scritto che la descrive: “…Abrogaverunt autem hi: Lucius Iunius
Brutus consul Tarquinio Collatino Tiberius Gracchus Marcio Octavio Cneus
Octavius L. Cinnae Caio Cinna Caio Marullo
Tullius … Bruto et Cassio pugnam adversus Caesarem et Antonium molientibus in castris Cassii examen apium consedit. Locus aruspicum iussu interclusus interius ducto vallo. Vulturum et aliarum alitum quibus strages cadaverum pabulo est ingens vis exercitum advolavit….”, o successivamente in età augustea nella “SENECA, NOVATO, MELAE
FILIIS SALVTEM”,: “…Marullus praeceptor noster licenter verbo usus est satis sensum exprimente, cum diceret uxorem intellexisse mariti mendacium: et ipsa adversus temerarios mariti iocos relusit….”  
Tracce di questa cognomizzazione si trova nel 1500 a Messina, come si legge in questa lettera del 1564 indirizzata all’ “Illustrissimo
Ac Reverendissimo Domino D. Marco Antonio Amulio S.R.E. sub titulo Sancti
Marcelli Cardinali amplissimo. Franciscus Maurolycus Abbas Messanensis.
S.P.D. ”: “…ac labore meo caeteris prodessim.
Hortatus est saepe D. Franciscus Marullus, canonicus, atque protonotarius apostolicus primi ordinis et concivis noster….”.
MARUZZO Raro è tipico del vicentino, dovrebbe derivare da un nome di località del vicentino, famoso è un Marchese d’Istria, Ermanno di Maruzzo (1210-1225).
MARVEGGIO Specifico di Sondrio, dovrebbe derivare dal nome di una località,
Marveggia di Spriana in Valmalenco.
MARZANI Specifico dell’area delimitata da Piacenza, Milano e Pavia, dovrebbe derivare dal toponimo Marzano (PV).
MARZAROTTO Specifico dell’area delimitata da Piacenza, Milano e Pavia, dovrebbe derivare dal toponimo Marzano (PV).
MARZI Diffuso a macchia di leopardo nel centro nord, deriva dal nome medioevale Marzio.  San Marzio morto nel 530d.C., si festeggia il 13 aprile, posò le basi della famosa
Abbazia di Clermont.
MARZIALI Sembra avere due ceppi uno in provincia di Roma ed uno nel Piceno, deriva dal cognomen latino Martialis.
MARZIANI Specifico della provincia di Teramo, può derivare o dal nome medioevale Marzio o da un soprannome connesso con il Campo Marzio.
MARZOCCHI

MARZOCCO

MARZUCCHI

MARZUCCO
Marzocchi sembra essere specifico della zona che comprende il bolognese ed il ferrarese, con possibili ceppi forse non secondari nel grossetano e nel napoletano e foggiano, dove è pure presente il più raro Marzocco, Marzucchi molto raro è specifico del senese, Marzucco ancora più raro è foggiano, dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale Marzucchus, di cui si hanno tracce ad esempio a Pisa nel
1200 dove era particolarmente diffuso.
MARZORATI Tipico del nordmilanese e comasco, dovrebbe derivare dal nome di mestiere di merciaio.  Tracce di questa cognomizzazione si trova a Como nel
1500 con un certo Giovanni Paolo Marzorati citato a proposito di un miracolo del Beato Giovanni Pellegrino che avrebbe liberato dal demonio sua moglie.

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