| SARA |
Molto raro, probabilmente originario del sassarese. |
SARACCO
SARACCHI |
Tipico delle province di Torino ed Asti, Alessandria e Genova il primo, estremamente raro, sembrerebbe di origine emiliana il secondo, dovrebbero derivare dal termine saracco (sorta di sega) che starebbe ad indicare il mestiere del falegname o del mastro d’ascia. Nel 1501 troviamo arcivescovo di Lepanto Marco Saracco,
esistono tracce di questo cognome, nell’astigiano già nel 1680, quando don Antonio Saracco, originario di Antignano(AT), viene nominato parroco della S.S.Annunziata di Callianetto (AT). |
SARACINI
SARACINO |
Saracini è abbastanza raro e si individuano due nuclei, nel senese e nell’anconetano, forse un ceppo nel Lazio, Saracino è decisamente pugliese, dovrebbero derivare da origini arabe o da soprannomi legati ad episodi riferentesi ad islamici. Nel 1215 a Siena troviamo in un atto:
“…sopra riferito strumento Paganello di Galgano, Console di Montieri, promesse a Saracino del Ricca Cittadino Sanese, che stipulò per il Comune di Siena, …”, nel 1500 troviamo un Cardinal Saracino, nel 1600 a Milano Gerolamo Saracino è il vicario criminale che istruirà il processo a Suor Virginia. la monaca di Monza. |
| SARCHI |
Tipico del milanese e pavese, potrebbe essere di origine francese, di Sarcus, paese del cantone di Granvilliers, ma un’altra ipotesi è che derivi da un soprannome legato al vocabolo sarchio (sorta di zappa). Ci sono tracce dei De Sarcus fin dal 1400, il cognome Sarchi si trova già dal 1700, come famiglia benestante in Toscana, un Francesco Filippo Sarchi, linguista e docente lo troviamo nella Vienna di fine Settecento. |
SARCI
SARCÌ |
Entrambi rarissimi, rappresentano due diverse registrazioni dello stesso cognome, sembra siano originari del palermitano, derivano da una variazione del vocabolo saracino (arabo, mussulmano) e starebbe ad indicare o una discendenza araba o comunque un collegamento con il mondo islamico. |
| SARDANO |
Molto raro è originario del barese. |
| SARDELLA |
Di origini pugliesi, sembrano esserci anche dei ceppi, probabilmente secondari, lungo le coste adriatiche, può derivare o dal mestiere di pescatore o da caratteristiche fisiche del capostipite. Cognomizzazione molto antica, la si ritrova ad esempio anche nel 1500, nella vita di Benvenuto Cellini scritta ai tempi suoi in Firenze si legge: “…tal parole me l’aveva ridette quell’uomo dabbene di Giovanni
Sardella. Di modo che io mi risolsi, che eglino m’avessino dato innuno scodellino di salsa, …”. |
SARDI
SARDO |
Presente in Liguria, Piemonte, Toscana e Lazio Sardi, in Campania, Sicilia,
Liguria e Piemonte Sardo, derivano dall’etnico sardo (della Sardegna). |
| SARESANI |
Assolutamente rarissimo, quasi unico, probabilmente originario di Melegnano, dovrebbe derivare dal nome di una località della Pieve di San Giuliano, Saresano, che viene citata nell’atto di costituzione della Pieve, come Vigliano con Saresano. |
SARRA
SARRO |
Sarra è abbastanza raro ed è tipico dell’alto Lazio e dell’aquilano, Sarro, molto più raro, è specifico della zona che dall’avellinese, arriva al cosentino, che potrebbe in qualche modo derivare dal toponimo Sarro (CT). |
| SARTI |
Il suo areale comprende le province di Verona, Modena e Bologna, Firenze, Lucca, forlivese, pesarese e riminese, deriva probabilmente dal mestiere di sarto. |
| SARTIRANA |
Potrebbe essere originario dell’alessandrino o del pavese, con un possibile ceppo secondario nel milanese, dovrebbe derivare dal toponimo Sartirana Lomellina (PV), che deriva a sua volta dalla Gens Satria, famiglia patrizia romana. |
- SARTOR
- SARTORELLI
- SARTORI
- SARTORIO
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Sartor è specifico della zona che comprende il trevigiano e la bassa provincia di Pordenone, Sartorelli è molto raro, localizzato nel nord Italia, Sartori è diffuso in tutto il nord, Sartorio è specifico del varesotto e alto milanese, questi cognomi dovrebbero derivare tutti dal cognomen latino Sartorius. |
| SARZOLA |
Assolutamente rarissimo, potrebbe essere del mantovano, potrebbe però derivare dal toponimo medioevale
Sarzola, di cui si hanno tracce nell’anno 967, in un atto l’imperatore
Ottone cede al Marchese Alleramo fra gli altri anche un paese nominato
Sarzola. |
SASSI
SASSO |
Sassi dovrebbe essere emiliano,
Sasso dovrebbe avere più ceppi, in Puglia e Campania, nel Veneto, in Piemonte ed in Liguria, dovrebbero tutti derivare da toponimi contenenti la radice Sasso o Sassi, quali: Castel di Sasso (CE), Isola del Gran Sasso (TE), Madonna del Sasso (NO), Sassi (LU), Sasso (AN) – (VI), Sasso di Neviano (PR), Sasso Marconi (BO), ecc. |
| SAVI |
Dovrebbe avere un nucleo nelle province di Parma e Piacenza ed uno nel Lazio, dovrebbe derivare dal nome medioevale Savius. In un atto legale del 648 troviamo un tal Savius Vagus
Merceres. |
| SAVINI |
Distribuito uniformemente lungo l’asse della via Emilia, da Milano a Rimini e di qui dino agli Abruzzi, dovrebbe derivare dal vocabolo latino Sabinus (del popolo dei Sabini). |
| SAVIOLI |
Non comune, presenta sicuri ceppi nel riminese e ravennate, ma non si possono escludere nuclei secondari, nel Veneto e altrove, dovrebbe derivare dal nome medioevale Savius. |
| SAVIONI |
Assolutamente rarissimo, dovrebbe essere milanese, dovrebbe derivare dal nome medioevale Savius. |
SAVOLDELLI
SAVOLDI |
Sono entrambi specifici del bergamasco e bresciano, derivano dal nome Savoldo in uso già dal medioevo, di cui si hanno tracce ancora in un atto notarile del 1648 dove si legge di una cessione di un terreno, sito in Vigano, da parte di Savoldo di Domenico Minoia a
Giovanni Giacomo fu Carlo Terzi. Nel 1480 nasce Brescia il pittore Giovanni Girolamo Savoldo dal quale il giovane Caravaggio apprenderà, un secolo dopo, l’uso dei toni freddi e il tocco luminista. |
| SAVORELLI |
Sembra essere specifico del forlivese e del ravennate, tracce di questa nobile famiglia si trovano ad esempio nel 1400 con il condottiero Forlivese comandante delle truppe di Caterina Sforza, nel XVI° secolo i Savorelli si fregiano del titolo di Conte. |
SBARDELLA
SBARDELLATI |
Sbardella è laziale, Sbardellati ha un ceppo nel bresciano e forse un altro nucleo in Toscana, del ceppo bresciano troviamo tracce già nel 1562, quando Damianus Turlinus scrive “Orationes duae in sacrosancto oecumenico
Concilio Tridentino habitae a R. P. Andrea Duditio Sbardellato, Episcopo
Tininien.”. Questi cognomi dovrebbero derivare dal vocabolo sbardellare (essere scombinato) di cui si hanno tracce anche nel Morgante nell’anno
1481.
Un tratto il zaffo avessi tu cavato! –
Rispose Gan: – Tu hai il capo pien di grilli,
e fusti sempre pazzo e sbardellato.
–
Diceva Astolfo a Malagigi allora: |
“Questo libro tracta di Carlo Magno traducto di latine scripture antiche degne di auctorita
& messo in rima da Luigi de Pulci Ciptadino Fiorentino. ”
anno
1481 |
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| SBARZI |
Assolutamente rarissimo, probabilmente originario del pavese, potrebbe derivare da un soprannome legato al vocabolo dialettale sbarzo (cavedano, pesce di fiume). |
| SBERNA |
Molto raro. |
| SBERVIGLIERI |
Assolutamente rarissimo, sembra tipico della zona tra mantovano ed Emilia. |
| SBROZI |
Praticamente unico, forse originario del centro Italia, potrebbe derivare da un vocabolo dialettale dell’Italia centrale (Marche – Umbria) sbrozo (dentellato, seghettato). |
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