Feste e tradizioni

La festa della Contrada di San Rocco a Melegnano nel 1999

Aggiornato il 19/10/2007
La
Festa di San Rocco 1999
San RoccoLa festa del rione di San Rocco ha originiPersone accanto a una lunga bancarella di cibo lungo una strada decorata.
molto antiche.  La festa patronale, che era celebrata la quarta domenica di agosto, che è il tempo delle angurie, e per questo il rione di San Rocco era ed è chiamato “el riòn di rüsca peloi”, cioè il rione di coloro che rosicchiano anche la scorza dell’anguria che viene detta in dialetto appunto peloia perciò abbiamo rosicchia = rüsca e scorze = peloi, rüsca peloi. Tale festa patronale era preceduta da una novena con funzione serale. Si celebrava la messa solenne il mattino della domenica e grande processione nel pomeriggio. Il lunedì era distinto da tante messe e da una continua visita alla chiesa; ma la festa terminava il martedì sera. NelUomo seduto a un tavolo con striscione rosso e bianco, accanto a un leggio con un cartello giallo e un poster rosso.
1984 la locale associazione dei commercianti si adoperò per ripristinare più che il culto di San Rocco, una festa intesa come occasione di divertimento e di incontro, nonché ovviamente di promozione della via e dell’intera Melegnano. Nasce così la festa di via Zuavi che prende il nome da San Rocco solo in quanto la via Zuavi un tempo era chiamata Borgo San Rocco.

In occasione della festa, viene allestita una tavolaVia di paese con bandiere verticali decorate e persone che osservano un'auto con il cofano aperto.
che occupa quasi tutta la via in lunghezza, sulla quale vengono offerte ai visitatori razioni di torta che costituiscono sia un buon motivo fer fare uno spuntino a mezza mattinata o a mezzo pomeriggio sia qualcosa da portare a casa per addolcirsi la bocca dopo un buon pranzo o una buona cena. 
Alla festa è legata una manifestazione sportiva, la Stra San Rocco, gara non competitiva di marcia. 
Non manca naturalmente l’esposizione di automobili, cheMusicisti che si esibiscono su un palco temporaneo in strada.
vengono attentamente scrutate dentro e fuori dai visitatori che, o per farci un pensierino, o per sognare qualcosa di irraggiungibile, analizzano ogni singola parte, scambiandosi commenti, confronti e valutazioni. in fondo alla via, su di un palco, si trova l’orchestrina che accompagna con la sua musica il girandolare di quanti partecipano alla festa di San Rocco,Gente in strada, alcuni camminano, altri si radunano vicino a un edificio con una tenda blu e festoni rossi appesi.
contribuendo a creare un clima disteso e sereno da sagra, rendendo più simpatico il procedere nell’esame dei prodotti offerti o nella degustazione della torta.  Qualche giovane e pure qualcuno che non lo è più improvvisano dei passi di danza, forse per sgranchirsi le gambe, forse solo perché così gli va. 

                     le corti La
Festa di San Rocco 1999

le cose esposte

Due tavoli espositivi coperti da tovaglie chiare, che mostrano vari oggetti artigianali e uno specchio decorato.Una caratteristica tipica della festaUn cortile con tre carrozze d'epoca e un edificio bianco con persiane e edera sulla parete.
di via Zuavi è lo sviluppo della mostra all’interno dei cortili che con il loro tipico nome dialettale identificano antichi abitanti, antiche occupazioni o particolarità di quanti vi abitarono. Qui ci occuperemo piuttosto di quanto viene esposto, più che di dove lo si possa trovare, daltronde la via Zuavi è lunga solo 263 metri e la si può girare tranquillamente senza affaticarsi troppo.
In una corte c’è l’esposizione di carrozze e calessi della Carrozzeria
Fratelli Parmigiani che contribuisce a dare un sapore di antico alla sagra.
In un altro cortile troviamo le opere artistiche o Frammenti di Paola Spatari
Migliora, docente dell’Accademia delle Arti di MelegnanoAccademia delle Arti di Melegnanoche espone il frutto della sua bravura e della sua fantasia.  Nella curtDue persone sedute su sedie pieghevoli vicino a un'esposizione di quadri e disegni di diverse dimensioni.
dei Castellin c’è una sovrabbondanza di espositori, dal Tiffany ai pizzi, ai tendaggi, alle elaborazioni Decò.  Alla curt del Panara e del Sachett c’è la consueta esposizione del Circolo Artistico Melegnanese, come in occasione della festa del Perdono, tra gli espositori abbiamo notato
Erika Campanella anch’essa docente di Storia dell’Arte e Pittura della Scuola Sociale di Melegnano, che si identifica facilmente per la sua pennellata sicura sia nei ritratti dal vivo, che presi da fotografie, che nelle nature morte e nei paesaggi. I suoi ritratti lasciano un’impronta classica pur nella loro inconfutabile modernità.

          le cose esposte La
Festa di San Rocco 1999

le corti

Visitatori che osservano vasi su una bancarella sotto un arco.
Visitatori che osservano opere d'arte incorniciate esposte accanto a un edificio.
Passaggio ad arco decorato con un cartello giallo e persone in lontananza.
Una caratteristica tipica della festa di via
Zuavi è lo sviluppo della mostra in alcuni vecchi cortili che con il loro tipico nome dialettale identificano antichi abitanti, antiche occupazioni o particolarità di quanti vi abitarono. 

Persona di spalle che guarda attraverso un passaggio ad arco verso persone e una tenda bianca, con un cartello giallo su cavalletto a lato. Troviamo:

la curt del Poll el Pica sass, 

la curt di Castelin, 

la curt del Panara e del Sachett, 

la curt del Marell, 

la curt del Bun Dio Grapatt, 

la curt di Marchees

Persone che entrano in un passaggio ad arco decorato.
Persona che cammina attraverso un passaggio d'ingresso decorato accanto a un cartello giallo.

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