Cognomi

L’origine dei cognomi

Aggiornato il 19/11/2002
Stemma araldico di famiglia
Stemma di famiglia Heralder2017 · CC0

copyright Ettore Rossoni 2000

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Presso gli antichi greci le persone venivano identificate dal nome proprio, da quello del padre e, a volte, dalla località d’origine, uso trasferito dagli antenati indoeuropei che lasciarono questa consuetudine in eredità anche ai popoli slavi con il patronimico vic, alle popolazioni germaniche con il genitivo patronimico ed ai popoli nordici con la terminazione ssen, sson (figlio di). I latini, popolazione celtica, si identificarono con un nome proprio e con l’attributo della Gens, del clan, della tribù di appartenenza, usanza comune peraltro ad altri popoli celtici (irlandesi, scozzesi). In seguito, in epoca repubblicana i Romani sentirono il bisogno di aggiungere un elemento distintivo, che consentisse di identificare due diverse persone aventi lo stesso Nomen ed appartenenti alla stessa Gens ed adoperarono dei Cognomen o soprannomi che facevano riferimento a caratteristiche fisiche, al colore dei capelli, alla balbuzie, al candore della pelle, oppure a fatti che avevano caratterizzato la loro esistenza o a nomi di popoli che avevano vinto o di campagne militari che avevano effettuato o al loro luogo di provenienza e così via.  Per lo studio dell’origine dei cognomi è importante definire come nasca il termine cognome ed il termine nome. In Latino il Nomen era l’identificativo della persona, mentre il Cognomen era l’identificatore della Gens di appartenenza. Gens è qualcosa di più che famiglia, come la intendiamo noi, ma è piuttosto il clan, cioè l’insieme di tutti quanti discendono da una stessa origine comune. Si può notare l’affinità tra il vocabolo latino gens e genus (stirpe, genere), genitus (generato), che fanno capire come comune sia il concetto che ha dato luogo a questi diversi vocaboli ed è il concetto di generare, dare origine; il genè (da cui genesis genesi=origine) greco che aveva il significato di elemento primordiale, capostipite, significato che ha mantenuto nell’italiano moderno gene (anche se in italiano c’è arrivato da un germanico gen con significato analogo). Risulta chiaro quindi anche il termine genealogia, come studio (logia) delle origini (genè), cioè come studio delle origini delle genti. Dall’uso latino, si è passati ad una definizione di origine più indiretta, quindi al concetto di soprannome. Abbiamo quindi cognomi come derivazioni di termini che indicano professioni, origini geografiche, caratteristiche fisiche ecc. I primi cognomi appaiono in Italia nel IX secolo come prerogativa distintiva di una classe privilegiata, poi man mano il fenomeno si diffonde sempre più, fino ad arrivare. in epoca rinascimentale ad essere abbastanza diffuso. Non è ancora comunque una caratteristica ereditaria, ma piuttosto un carattere distintivo della persona, solo i nobili trasferiscono ai figli primogeniti l’uso dell’identificativo del casato, che così si perpetua. verso il XVIII° secolo il bisogno di far un pò d’ordine e la necessità di identificare popolazioni diventate ormai troppo popolose porta all’imposizione per legge dell’obbligo del cognome.
Una vera e propria statistica riguardante l’origine dei vari cognomi non esiste, ma si stima che un 35% derivi da nomi propri del padre o del capostipite, un altro 35% abbia relazione con la toponomastica, cioè faccia riferimento a nomi di paesi o località o zone, un 15% sia relativo a caratteristiche fisiche del capostipite, un 10% derivi dalla professione o dal mestiere o dall’occupazione o dalla carica mentre un 3% sia di derivazione straniera recente ed un 2% sia un nome augurale che la carità cristiana riservava ai trovatelli. 

Informazioni tratte da

  • Ricerche di E. Rossoni
  • Ricerche di Roberto Smacchia

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