Cognomi

Di Lauro: origine e significato del cognome

Aggiornato il 16/01/2004
DI LAURO Ha due nuclei, uno molto importante in Campania ed uno nelle Puglie. 
DI LECCE

DILECCE
Di Lecce è tipico delle Puglie e del materano, Dilecce, assolutamente rarissimo, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del primo, deriva dal toponimo Lecce.
DI LELIO Tipico laziale, dell’area che comprende le province di Roma, Latina e Frosinone, deriva dal nomen latino Loelius, reso famoso da Cicerone I° secolo a.C. con il suo Loelius Seu De Amititia.
DILIBERTO Siciliano della zona cui appartengono le provincie di Caltanissetta ed Agrigento, dovrebbe derivare da un nome della devozione tardo latina Dei Libertus (il liberto di Dio cioè colui che Dio ha reso vero uomo).
DI LUCA Lazio Abruzzi Marche e Campania e venezia giulia
DI LUDOVICO Molto raro, sembrerebbe di origini abruzzesi, ed esattamente della fascia costiera nel pescarese, è ovvia la derivazione dal nome italo germanico Ludovico.
DI MARCO Assolutamente diffuso in tutt’Italia, deriva dal nomen latino Marcius, Marcia era, tra i nomi di clan, uno dei più popolosi della Latinità.
DIMATTEO

DI MATTEO
Dimatteo originario delle Puglie e Basilicata è sicuramente dovuto ad un errore di trascrizione del cognome Di Matteo che è molto diffuso in tutto il centro sud, ha un nucleo importante negli Abruzzi e Molise ed uno in Campania, ma ne esistono sicuramente anche altri in altre zone del sud. Questi cognomi derivano dal nome Matteo.
DI MICELI Non comune, sembrerebbe di origini sicule, della zona tra la provincia di Palermo e di Agrigento, deriva da una modificazione del nome Michele; tracce di questa cognomizzazione si trovano a Palermo fin dal 1600, nella seconda metà del secolo a Palermo esercita il notaio Leonardo di
Miceli nativo di quella città,   Personaggio notevole è stato il pittore monaco Domenico Di Miceli di Naro (AG) nel 1700.
DI MINO

DIMINO
Originari entrambi della zona ai confini tra la provincia di Agrigento e quella di Trapani.
DI MUZIO
Sembrerebbe originario dell’Abruzzo, del pescarese in particolare, ma si individuano ceppi probabilmente secondari anche nel foggiano e forse anche in Campania, dovrebbe derivare dal cognomen latino Mutius ricordiamo il famosissimo Muzio Scevola  (500 a.C.), nome portato ad esempio nel medioevo dal capitano di ventura Muzio Sforza nel 1400.
DI NARDO
Specifico dell’Abruzzo, Molise e Campania settentrionale, deriva dal nome medioevale Nardo (vedi Nardi). Traccia di questa cognomizzazione la troviamo nel fiorentino nel resoconto del 1424 di accadimenti locali legati all’epidemia di peste, dove troviamo un certo
Mariotto Di Nardo.
DINI

DINO
Dini è tipico del centr
Italia, soprattutto toscano, mentre Dino è specifico palermitano, derivano dall’aferesi di nomi come Riccardo, Bernardo ecc.  Troviamo questo cognome già nel 1300 a Lucca, citato in un atto: “…Existentibus
Ratiocinatoribus etc. Iohanne quondam Simonelli Sembrini et me Pace notario filio quondam Dini de Montacatino
…”
DI NICOLI Estremamente raro potrebbe essere originario dell’alto barese, deriva da variazioni del nome medioevale Nicolao.
DI NICUOLO Cognome raro, presente a macchia di leopardo in Italia, parrebbe originario del salernitano, deriva da una modificazione dialettale del nome Nicolo o Nicolò.
DI NOFA Assolutamente rarissimo, sembrerebbe tipico della provincia di Isernia.
DI NOIA Originario della zona compresa tra le provincie di Bari, Foggia e la Basilicata, potrebbe derivare dal toponimo Noha (LE).
DI NUCCIO Tipico del casertano, deriva dal nome medioevale italiano Nuccio (vedi) o dall’aferesi di nomi come Rinuccio, Antonuccio, ecc.
DIODATI

DIODATO
Diodati sembra avere più ceppi, nel lucchese, nel pescarese, in provincia di Roma, nel casertano e nel cosentino, Diodato più raro sembra avere un ceppo nel chietino ed uno nella fascia costiera della Campania, derivano dal nome beneaugurale medioevale Deodatus, di cui si legge ad esempio nel Codice Diplomatico Longobardo riferentesi all’anno 715: “… nisi anno isto uenit Deodatus de Sena episcopus et fecit in oraculo isto Sancti Petri fontis…”. 
Tracce di questa cognomizzazione le troviamo a Lucca nel 1500 con il dignitario
Michele Diodati di cui si ha memoria storica per il fatto curioso di aver avuto come padrino di battesimo del proprio figlio l’Imperatore Carlo V°
e per essere stato quel battesimo celebrato dall’allora Papa Paolo III°.
DIOLAIUTI Tipico dell’area pistoiese, è uno dei tanti cognomi derivati da nomi attribuiti dalla carità cristiana a dei trovatelli, traccia di questo nome la troviamo ad esempio nel Codice
Diplomatico della Lombardia medievale, anno 1166, in un atto leggiamo:
“…et posuit ei fideiussores Unfredum qui dicitur de Cummo de Varisio et Deuseumadiuvet de
Busti communiter…”.
DIONE

DIONI
Dione, assolutamente rarissimo, sembrerebbe avere un ceppo salentino ed uno padovano, Dioni, sempre abbastanza raro, dovrebbe avere un ceppo nel bresciano ed uno nel parmense, il ceppo salentino dovrebbe derivare dal nome di origine greca Dione in uso presso i latini, vedi Cicerone: “…cum qui pecuniam Dioni dederunt dicerent se iam tum audisse eos nummos sumi ut Verri darentu…”, o dall’aferesi del nome bizantino Spiridione, gli altri dovrebbero derivare dal nome germanico Dionys (Dionigi) o dall’apocope del nome medioevale
Dionisius.
DIOTALLEVI Tipico delle Marche settentrionali, presenta un ceppo anche in Umbria e nel Lazio, può derivare dal nome medioevale Diotallevio, nome dato sia a trovatelli che a neonati particolarmente indigenti o malaticci. Tracce dell’uso di questo nome si hanno ad esempio a Spoleto nel 1400 con un pittore non particolarmente famoso di nome Diotallevio
D’Antonio. Nel 1500 troviamo i Diotallevi con il rango di marchesi nel riminese e verso la fine del 1500 il marchese Diotalevo Diotalevi diviene signore di alcuni territori in Istria.
La casa di Babbo Natale

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