PANARELLI
PANARELLO |
Panarelli è specifico della fascia centrale delle Puglie, Panarello sembra essere specifico del messinese e catanese, con un possibile ceppo nel casertano, dove è comunque probabile che si tratti di trascrizioni errate del locale Panariello, che è specifico del napoletano e salernitano. Questi cognomi derivano da soprannomi originati dal vocabolo pane e stanno ad indicare o un aspetto del carattere del capostipite o il mestiere di fornaio. |
PANASCI
PANASCÌ |
Molto rari, potrebbero essere originari della zona tra il messinese ed il catanese, la forma corretta è quella accentata. |
PANCALDI
PANCALDO
PANCALLO
PANCOTTI
PANECALDO |
Pancaldi è tipico del bolognese e ferrarese occidentale,
Pancallo e Pancaldo rarissimi, potrebbero essere della provincia di Reggio
Calabria o di Messina, Pancotti è molto raro, dovrebbe avere un nucleo nel milanese, lodigiano ed alto piacentino, un’altro probabile nel bolognese ed uno opinabile nell’anconetano, Panecaldo decisamente raro è specifico del Lazio meridionale, derivano da un nome Pancaldus già cognomizzato nel 1188, come si evince dal Codice Diplomatico della Lombardia medievale nel quale si può leggere: “Anno dominice incarnationis millesimo centesimo octuagesimo octavo, nono die kallendas marcii, indictione septima…. ….de aliis questionibus nichil scit Petrus Pancaldus iurato dicit quod vidit presbiterum Rubaldum stare in suprascripta ecclesia pro monasterio…”. |
| PANCERA |
Specifico del bresciano e mantovano, dovrebbe derivare da un soprannome legato o alle dimensioni abbondanti, o all’essere il capostipite una buona forchetta. |
| PANCIROLI |
Specifico della zona parmense e reggiana, deriva dal cognome rinascimentale Pancirolus, nel 1507 troviamo a Torino un illustre canonico e storico Guido Pancirolus, nel 1600 Mons.
Giovanni Giacomo Panzirolo è segretario del Cardinal Barberini. |
| PANDOLFI |
Pandolfi è diffuso in tutt’Italia, ha un ceppo importante in Lombardia, nelle Marche, nell’alta Toscana, nel Lazio, nel napoletano e nel cosentino, Pandolfo, meno diffuso, ha un ceppo nella zona che comprende le province di Venezia e quella di Treviso, uno nel Basso Lazio, uno tra napoletano, salernitano e potentino ed uno in Sicilia, derivano dal nome longobardo Pandulf latinizzato in Pandulfus, di cui si hanno tracce ad esempio nel 900 come si legge in Chronicon Salernitanum:
“Dum ipso Landulfus prefuisset Samnitis annos…, ab hac luce subtractus est; Beneventanorum principatum eius filii Pandolfum et Landulfum bifarie regebant. Eo tempore sancte Romane sedis preerat papa
Iohannes, filius cuidam Alberici patricii. Dum esset adolescens atque huiusmodi viciis detitus, undique hostium congregare iussit in unum, et non tantum
Romanum exercitum, sed eciam Tusci Spolitinique in suum suffragiium conduxit, populusque multum nimis, et cum magna virtute Capuam properabat. Ilico princeps Pandulfus consanguineos suos Salernum misit, quatenus eminentissimum principem Gisulfum enixius obsecrarent, ut in eius adiutorium sine dilacione veniret.”, o nel 1131 quando nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale si legge: “… Nos in Dei nomine
Sigeza, relicta quondam Orrici qui fuit dictus Pandulfus, de civitate | Mediolani, et Albertus et Orricus germani, …” e nel 1210 nella Ryccardi de Sancto Germano Chronica excerpta de Landulfo de Aquino, dove si legge: “…Hic cum gente ipsius Ottonis ivit ad debellandum civitatem Aquini, in qua Landulfus,
Thomas, Pandulfus et Robbertus domini Aquini, qui regis fidem servabant, se receperant cum gente sua; et cum non prevaleret in eam, viribus resistentibus predictorum, confusus et non sine dampno recessit …”. Esempio di questa cognomizzazione si ha già alla fine del 1500 a Segni (ROMA) con un tal Cesare Pandolfi citato in un atto dall’Ufficio del Vicario di Roma in qualità di esecutore testamentario. |
PANE
PANELLI
PANI |
Pane ha un nucleo importante nel napoletano, e dei ceppi nel catanzarese ed in Sicilia, Panelli sembra avere un ceppo nel bresciano ed uno nel lucchese, Pani è tipico del sud della Sardegna, dovrebbero tutti derivare dal nome tardo medioevale Panis e Panellus o da soprannomi originati dal buon carattere del capostipite; tracce di questo nome si hanno ad esempio in un atto di compravendita redatto a Brescia nel 1172, dove si trova come teste un tal Panello Ferrari: “…Signa manuum Berardi de Madio et Vuithoni de Porta et Panelli et Stefani et Gambari Ferarii et Teutaldi Bosi testium….”.
Esempio di questa cognomizzazione si ha ad esempio a Venezia nel 1177, in un atto relativo al trattato tra le repubbliche di Genova e Venezia si legge: “…et per manum Ogerii
Panis, notarii et scribe Ianuensis curie conscripta,
Venetie Ianue quoque confirmata …”. |
| PANIGADA |
Specifico della Lombardia occidentale, dovrebbe derivare da panichata (piatto medioevale). Da un libro di ricette del 14° secolo, leggiamo: Panichata con agresta.
Se tu voy fare panichata con agresta, toy lo panico pesto e ben lavata la schorza e ben monda, e toy do libre de mandole ben monde e ben macenate e distemperate con aqua chiara, e toy tre oche e mitile a rosto, e miti a fogo lo late de le mandole, le do parte e ‘l panizo ben mondo, e fay coxere, e quando è ben cocto, toy lo grasso de l’ ocha e mitillo entro lo panizo ed altro grasso frescho de struto che sia de porcho e una quantitade de zucharo e sale tanto che basta.
Questa vivanda vuole essere biancha al piú che tu poi, e volse dare per scudelle e zucharo de sopra e le oche per taiere con uno altro savore, e vuole essere fatto como disse. Chi tolle lo figato de l’ocha e rossi d’ ova lessali insieme e quando sono cocti, pestali in mortaro con bone specie fine [e] distempera cum l’ alessaúra e con un pocho d’ aceto e d’ agresta e falo coxere a questo savore vole essere camelino. |
PANIGATI
PANIGATTI |
Tipici del milanese, Panigatti è abbastanza raro, due sono le ipotesi, o la fusione dei due cognomi Pani e Gatti o la modificazione da panigatha (vedi
Panigada). |
| PANIGAZZI |
Assolutamente rarissimo specifico del vogherese, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo panigazzi (focacce di grano). |
- PANIZZA
- PANIZZOLI
- PANIZZOLO
- PANOZZO
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Panizza è presente in tutto il nord Italia, Panizzoli, abbastanza raro è lombardo, Panizzolo ha un nucleo nel padovano e uno nel comasco e varesotto, Panozzo è specifico del vicentino e veronese. Questi cognomi derivano da soprannomi originati dal vocabolo pane e stanno ad indicare o un aspetto del carattere del capostipite o il mestiere di fornaio. |
| PANTANI |
Un nucleo in Toscana, nel livornese, pisano e provincia di Firenze, ed un probabile ceppo nel riminese, deriva dal cognome medioevale Pantanus, in un atto notarile del 1206 a Pavia compare come testimone “..Interfuerunt Otto Pantanus, Iohannes de Beccaria et Ugo de Castello testes.”. |
| PANTONI |
Molto raro, sembra avere due ceppi, uno nel teramense ed uno in provincia di Roma, |
PANZA
PANZIN |
Panza è presente al nord ed al sud dell’Italia peninsulare, Panzin, rarissimo potrebbe essere originario dell’alessandrino, dovrebbe derivare da un soprannome legato o alle dimensioni abbondanti, o all’essere il capostipite una buona forchetta. |
| PAOLACCI |
Cognome specifico del centro Italia, ha un forte nucleo nel Lazio e più ceppi nel lucchese, e ai confini con le Marche e L’Umbria, deriva da una modificazione del cognomen latino
Paulus (piccolo). |
| PAOLILLO |
Discretamente diffuso, sembra avere due ceppi, uno nel napoletano ed uno nel barese, deriva da una modificazione dialettale del cognomen latino Paulus (piccolo). |
| PAOLONI |
Tipico della fascia che comprende
Marche Umbria e Lazio, deriva dal cognomen latino Paulus (piccolo). |
| PAPACE |
Molto raro, è di origini napoletane, deriva dal nome medioevale Papacius, di cui si hanno tracce fin dal 1197, in un atto notarile troviamo:“…a parte ipsius monasterii investivit Papacium Beccarium nominative…”. |
| PAPAGNI |
Un ceppo nelle Puglie nel barese e nel Gargano ed uno possibile nel milanese, |
| PAPALIA |
Tipico del reggino e del messinese, deriva dall’unione del nome Papa, utilizzato spesso nel sud con il significato di padre, con il nome Elia. |
PAPETTI
PAPI |
Papetti potrebbe avere un nucleo in Lombardia e forse uno nel Lazio, Papi è tipico dell’Italia centrale, entrambi questi cognomi derivano da modificazioni aferetiche del nome Jacopo,
Papo … |
| PAPIA |
Molto raro è tipico dell’agrigentino, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo greco papas, cioè persona di rispetto, o forse anche dalla Gens sannita Papia, negli Annales di Tacito si può leggere, riferendosi ad una legge fatta nel 9 d.C. sotto il consolato di
M. Papius Mutilus and Q. Poppaeus Secundus: “…Acriora ex eo vincla, inditi custodes et lege Papia
Poppaea praemiis inducti ut, si a privilegiis parentum cessaretur,…”; la teoria che farebbe derivare questa cognomizzazione da Papia, forma medioevale di Pavia è quantomeno da ritenersi molto azzardata. |
| PAPINI |
Sembra avere oltre al nucleo toscano, un ceppo tra milanese e bergamasca, uno in Romagna e Marche ed uno nel Lazio, dovrebbe derivare da modificazioni dell’aferesi di nomi come Jacopo. Dell’uso di questo nome si trovano tracce ad esempio nell’estimo del 1409 a Firenze, dove compare un Papino di Nicolao Grasso, oppure in un atto del 1432 redatto sempre in Firenze dove si legge: “…ad saldandum rationem marmoris sui conducti per Papinum Barne de Montelupo ad portum Signe cum schafris ipsius Papini a civitate Pisarum, et in quantum infra dictum terminum dicti mensis non saldaverit dictam rationem,…”. Esempio di questa cognomizzazione la troviamo nel 1500 a Ferrara con l’inquisitore Girolamo Papino, o nel
1600 a San Miniato (PI) con il Notaio attuario Ludovico Papini; I Papini furono una delle famiglie più nobili di Bagnacavallo (RA). |
| PAPPA |
Sembra avere due ceppi, uno nel napoletano ed uno nel basso catanese, dovrebbe derivare da un soprannome legato alla ghiottoneria del capostipite. |
| PAPURELLO |
Molto raro è tipico del torinese, dovrebbe derivare dal cognomen latino Papus. |
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un riferimento per il
SUDMILANO |
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